Sedi Nazionali 

Attivita' Nazionali

 

INCONTRO CON BENEDETTO XVI

Il giorno 17 marzo incontriamo il Santo Padre in Vaticano – Sala Nervi. Abbiamo a disposizione solo 800 inviti, e di questi ben 730 sono già stati richiesti dalle Sedi. Prenotatevi in fretta.

 

8 Marzo 2010

Care Amiche/Amici, riporto qui un interessantissimo articolo pubblicato nella sezione "locale" del giornale " la Repubblica " e che offre numerosi spunti di riflessione ed approfondimento per una estensione nazionale del concetto di "casalinga" nell'accezione considerata dal Comune di Milano

L'ultima idea del Comune di Milano “Un'anagrafe delle casalinghe”

Per il progetto di salario si cercano ancora le risorse necessarie, intanto partirà il censimento delle milanesi “professioniste domestiche” ......di Ilaria Carra

Un'anagrafe per tutte le casalinghe milanesi. E per valorizzarne il ruolo all'interno della famiglia, magari anche una retribuzione fissa mensile, così da permettere alle donne che lavorano più per necessità che per gloria di passare maggior tempo a casa con i propri cari. Nel giorno delle mimose, ecco i due progetti a cui sta lavorando il Comune pensando in chiave femminile.

La filosofia di fondo la riassume l'assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna: «Oggi si rileva una carenza del ruolo femminile in casa. La mia proposta è indirizzata alle donne obbligate a lavorare per far quadrare i conti alla fine del mese, ma che preferirebbero invece trascorrere più tempo a seguire figli, marito e genitori anziani, lavorando così per la propria “azienda” famigliare». Anche la terminologia subirebbe un cambiamento: non si parlerebbe più di casalinga, «un termine spesso svilente rispetto a un ruolo viceversa prezioso» aggiunge Landi, ma di “professionista della casa e della famiglia”.

I tecnici comunali sono al lavoro per mettere a punto un sistema di raccolta dei loro dati e istituire un'anagrafe aggiornata a cui attingere per individuare a chi corrispondere lo stipendio. Naturalmente una volta trovate le risorse necessarie: «Stiamo vagliando vari fronti — precisa Landi — la chiave potrebbe essere una collaborazione tra fondi locali ma anche regionali e statali, se non addirittura inserire la retribuzione femminile come ammortizzatore sociale».

Il ragionamento di Palazzo Marino parte anche da un dato, che è quello del tasso di natalità a Milano, fermo all'1,3 per cento. Una percentuale di nascite molto bassa, che si vorrebbe raddoppiare. E la chiave potrebbe essere proprio aiutare, con uno stipendio pubblico, quelle donne che potendoselo permettere rinuncerebbero a lavorare fuori casa.

Per le donne che al lavoro fuori aggiungono il carico di quello domestico, invece, è allo studio un aumento del supporto psicologico spesso necessario a chi ogni giorno fa salti mortali per incastrare casa-ufficio-figli. Lo stress sul posto di lavoro è in aumento, per gli uomini ma soprattutto per le donne e lo psicologo d'azienda è una figura che Palazzo Marino vuole estendere, incrementando quel 14 per cento di diffusione del servizio che si registra oggi negli uffici lombardi.

Per mettere a punto una delibera da portare in giunta, prima serve però un incontro per unire le forze. In settimana si terrà un tavolo tra vari attori: oltre al Comune Assolombarda e Unione del Commercio, che devono creare terreno fertile tra le grandi aziende e piccole e medie imprese per l'inserimento di uno psicologo per i dipendenti, e l'università Cattolica, in particolare il dipartimento di Psicologia, che deve invece fornire i professionisti della mente da mettere all'opera.

 

 

NUOVI LAVORI E MODERNE OPPORTUNITA' CONTRO L'ESCLUSIONE SOCIALE

Martedì 16 febbraio, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma si è svolto l'incontro organizzato da DonnEuropee Federcasalighe su "Nuovi lavori e moderne opportunità contro l'esclusione sociale".

Secondo Bankitalia 1 milione e 650 mila lavoratori sono senza tutele. Dalle indennità di disoccupazione sarebbero esclusi il 10,5% dei lavoratori a tempo indeterminato, il 38,1% di quelli a tempo determinato, il 100% dei lavoratori co.co.co., il 78% dei lavoratori con contratto di apprendistato, il 50% con contratto di formazione e lavoro, per un totale di 3,2 milioni di italiani. Un esercito di invisibili a cui vanno aggiunti, secondo le statistiche Istat e Censis, i 378.000 posti di lavoro persi nei primi due trimestri del 2009 e, sempre nello stesso anno, gli oltre 2 milioni di persone in cerca di occupazione (senza dimenticare tutti coloro che pur non essendo iscritti nelle liste di collocamento sono in cerca di occupazione). Infine, ci sono tutte quelle persone che hanno rinunciato alla ricerca del lavoro. Un comparto non considerato dalle statistiche e che secondo i nostri dati è in aumento, anche perché composto per la maggior parte da donne.

Sempre dai dati e dalle esperienze in possesso dell'associazione DonnEuropee Federcasalinghe risulta che l'impoverimento delle famiglie con figli in età compresa tra 0 e 16 anni è drammatico e si avvicina al 30%. Se poi restringiamo il settore all'analisi delle condizioni economiche delle famiglie monoreddito, vediamo che tale percentuale si attesta oltre il 35%. Arriva al 42% per le famiglie mono-parentali con minori in evidente disagio economico. 

Aumentano del 14,2% rispetto al 2008 le richieste di sostegno al reddito rivolte ai Comuni, mentre quelle rivolte alle parrocchie aumentano, rispetto al 2008, del 18,6% per i pacchi alimentari e del 12,6% per il sostegno al reddito. Si attestano, invece, ad un più 15% rispetto al 2008 le richieste di aiuto rivolte alle sedi regionali Federcasalinghe-DonnEuropee, e ad un più 32% quelle indirizzate ai propri parenti. Inoltre rispetto al 2007 nel 2009 un più 11,2% non ha avuto denaro, almeno una volta, per comperare il cibo e permettersi un pasto adeguato,per riscaldarsi (15,2%), per pagare le spese mediche (18,4%), per i trasporti (26,7%), per le tasse (30,6), per l'acquisto di vestiti (20,1%).

Una voce positiva, in controtendenza, è quella riferita ai dati sul lavoro "occasionale di tipo accessorio" pagato con il voucher. Prendendo spunto dall'esperienza francese, belga e del Regno Unito, anche l'Italia ha introdotto la nuova forma di lavoro "occasionale". Il datore di lavoro, famiglia o impresa che sia, paga le ore di lavoro con un buono, che contiene anche il versamento Inps ed Inail. Dall'avvio del progetto (1 agosto 2008) al 20 novembre 2009, sono stati venduti 3 milioni 112mila 511 voucher dall'Inps.

"Il lavoro occasionale offre alle donne ed ai giovani importanti e nuove possibilità - dichiara Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale DonnEuropee Federcasalinghe - e per questo motivo abbiamo insistito perché fosse introdotto in Italia. Questo dato importante ci incoraggia a porci sul mercato come associazione di mamme per offrire risposte concrete alle famiglie".

 

 

 

 

 

 

CORSI DI FORMAZIONE

Donneuropee Federcasalinghe in collaborazione con Promocoop dell'UNCI, ha indetto corsi di formazione professionale dedicati a donne che vogliano entrare o rientrare nel mondo del lavoro, nel settore servizi alla famiglia o alla persona. I corsi saranno tenuti nei comuni di:

  • Roma (Corso Assistenti Materne),
  • Milano (Corso Assistenti Materne),
  • Udine (Corso Assistenti Familiari).

 

Corso Assistenti Familiari

Comune di Udine

Corso Assistenti Materne

Comune di Roma

Corso Assistenti Materne

Comune di Milano

Scarica le informazioni dei corsi proposti