Martedì 16 febbraio, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma si è svolto l'incontro organizzato da DonnEuropee Federcasalighe su "Nuovi lavori e moderne opportunità contro l'esclusione sociale".
Secondo Bankitalia 1 milione e 650 mila lavoratori sono senza tutele. Dalle indennità di disoccupazione sarebbero esclusi il 10,5% dei lavoratori a tempo indeterminato, il 38,1% di quelli a tempo determinato, il 100% dei lavoratori co.co.co., il 78% dei lavoratori con contratto di apprendistato, il 50% con contratto di formazione e lavoro, per un totale di 3,2 milioni di italiani. Un esercito di invisibili a cui vanno aggiunti, secondo le statistiche Istat e Censis, i 378.000 posti di lavoro persi nei primi due trimestri del 2009 e, sempre nello stesso anno, gli oltre 2 milioni di persone in cerca di occupazione (senza dimenticare tutti coloro che pur non essendo iscritti nelle liste di collocamento sono in cerca di occupazione). Infine, ci sono tutte quelle persone che hanno rinunciato alla ricerca del lavoro. Un comparto non considerato dalle statistiche e che secondo i nostri dati è in aumento, anche perché composto per la maggior parte da donne.
Sempre dai dati e dalle esperienze in possesso dell'associazione DonnEuropee Federcasalinghe risulta che l'impoverimento delle famiglie con figli in età compresa tra 0 e 16 anni è drammatico e si avvicina al 30%. Se poi restringiamo il settore all'analisi delle condizioni economiche delle famiglie monoreddito, vediamo che tale percentuale si attesta oltre il 35%. Arriva al 42% per le famiglie mono-parentali con minori in evidente disagio economico.
Aumentano del 14,2% rispetto al 2008 le richieste di sostegno al reddito rivolte ai Comuni, mentre quelle rivolte alle parrocchie aumentano, rispetto al 2008, del 18,6% per i pacchi alimentari e del 12,6% per il sostegno al reddito. Si attestano, invece, ad un più 15% rispetto al 2008 le richieste di aiuto rivolte alle sedi regionali Federcasalinghe-DonnEuropee, e ad un più 32% quelle indirizzate ai propri parenti. Inoltre rispetto al 2007 nel 2009 un più 11,2% non ha avuto denaro, almeno una volta, per comperare il cibo e permettersi un pasto adeguato,per riscaldarsi (15,2%), per pagare le spese mediche (18,4%), per i trasporti (26,7%), per le tasse (30,6), per l'acquisto di vestiti (20,1%).
Una voce positiva, in controtendenza, è quella riferita ai dati sul lavoro "occasionale di tipo accessorio" pagato con il voucher. Prendendo spunto dall'esperienza francese, belga e del Regno Unito, anche l'Italia ha introdotto la nuova forma di lavoro "occasionale". Il datore di lavoro, famiglia o impresa che sia, paga le ore di lavoro con un buono, che contiene anche il versamento Inps ed Inail. Dall'avvio del progetto (1 agosto 2008) al 20 novembre 2009, sono stati venduti 3 milioni 112mila 511 voucher dall'Inps.
"Il lavoro occasionale offre alle donne ed ai giovani importanti e nuove possibilità - dichiara Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale DonnEuropee Federcasalinghe - e per questo motivo abbiamo insistito perché fosse introdotto in Italia. Questo dato importante ci incoraggia a porci sul mercato come associazione di mamme per offrire risposte concrete alle famiglie". |