Adozioni all’estero, un atto di amore e coraggio. Come e cosa fare?

Adozioni all’estero, un atto di amore e coraggio. Come e cosa fare?

Le motivazioni alla base della scelta, l’iter da seguire, i tempi e i costi

adozioni all’estero

Adottare un bambino è un atto d’amore e di coraggio, un’opportunità unica per arricchire la propria famiglia. Ma cosa si intende per adozione? L’adozione è un istituto giuridico, regolamentato dalla legislazione attuale, che permette a un adulto di far acquisire la qualifica di figlio adottivo a un maggiorenne o a un minorenne.

Prima di compiere questo passaggio così importante, bisogna capire se a livello personale e/o di coppia si è pronti a È necessario che l’interesse comune sia quello di accogliere e dare una famiglia a un bambino o a una bambina che, come tutti i bambini, hanno il diritto di essere accolti e amati.

Non si tratta tuttavia di un’operazione semplice: l’adozione richiede da parte dei futuri genitori impegno, dedizione, pazienza e cura. I tempi burocratici possono infatti rivelarsi molto lunghi.

Le tipologie di adozione sono due: nazionale e internazionale. È importante sottolineare che con adozione nazionale non ci si riferisce alla nazionalità del bambino, ma al fatto che sia l’autorità nazionale competente, un tribunale per i minorenni italiano competente per il territorio di residenza, a dichiararlo adottabile.

L’adozione nazionale ha tempi più brevi, ma il numero di bambini adottabili è più basso. L’adozione internazionale è la strada più lunga, ma i bambini in attesa di essere accolti in una famiglia, provenienti da situazioni di povertà e abbandono, sono purtroppo molti.

Quando si decide di procedere con la domanda di adozione all’estero, occorre, inoltre, tenere in considerazione la possibilità di incorrere in eventuali problematiche sanitarie. Le condizioni di salute dei bambini abbandonati, infatti, sono spesso precarie. I genitori adottivi dovranno prestare attenzione costante alle patologie pregresse del minore e garantire la continua assistenza sanitaria, che è un onere personale, oltre che economico.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche di un percorso di adozione internazionale.

Adozione internazionale: come funziona?

Con adozione internazionale si intende l’adozione di un minore nato in un paese straniero, il cui stato di abbandono e adottabilità sia stato dichiarato dalle autorità locali competenti. Spesso si tratta di bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori, o sono stati allontanati dalle famiglie e hanno quindi bisogno di una famiglia che li accolga, li segua e li aiuti a crescere in un contesto sereno.

I requisiti per un’adozione internazionale

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I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi di quelli che regolano l’adozione nazionale e sono previsti dall’art. 6 della legge 184/83:

  • la coppia deve essere sposata;
  • i coniugi devono essere uniti in matrimonio da almeno tre anni, o devono raggiungere tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimoniale;
  • la differenza minima tra adottante e adottato è di 18 anni, quella massima di 45 anni per uno dei coniugi, di 55 per l’altro;
  • i coniugi non devono avere in corso e non devono aver avuto in passato nessun procedimento di separazione, nemmeno di fatto.

Se i requisiti vengono soddisfatti, è possibile procedere con l’iter burocratico.

L’iter da seguire per l’adozione internazionale

Per richiedere l’adozione internazionale di un minore bisogna presentare domanda presso il Tribunale per i minorenni competente, in base al proprio indirizzo di residenza. L’istituzione si occuperà di stabilire i documenti che è necessario preparare, dai certificati medici alla dichiarazione dei redditi.

I coniugi che presentano domanda di adozione internazionale, dopo un’analisi di idoneità preliminare, vengono sottoposti anche a indagini mediche e psicologiche e ad accertamenti da parte degli organi di pubblica sicurezza. Una volta ottenuta l’idoneità definitiva, la coppia ha un anno di tempo per scegliere uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali (l’elenco è disponibile sul sito ufficiale) attraverso cui portare a termine l’adozione.

La scelta deve tenere conto del paese dal quale si intende adottare il bambino, che dev’essere tra quelli nei quali opera l’ente autorizzato.

Gli enti svolgono tutte le operazioni relative alla procedura di adozione internazionale, ad esempio l’organizzazione degli incontri tra il bambino e i futuri genitori nel Paese originario del minore.

Starà poi alla Commissione italiana per le adozioni internazionali autorizzare l’ingresso e la permanenza in Italia del bambino adottato.

Tempi e costi per ottenere l’adozione internazionale

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I tempi per ottenere un’adozione internazionale possono essere molto lunghi, anche fino a 3 anni dal momento della deposizione della disponibilità. Il motivo per cui l’iter di adozione è così lungo è legato soprattutto alle diverse pratiche burocratiche che la coppia deve assolvere e alle opportune verifiche da parte del Tribunale dei Minori.

Anche i costi dell’adozione internazionale possono essere notevoli. Si tratta di cifre piuttosto variabili, nell’ordine comunque di alcune migliaia di euro. Nelle spese della procedura adottiva, infatti, non sono comprese quelle per i viaggi e la residenzialità nei paesi stranieri, che spettano alla coppia.

Ma non mancano alcune misure di sostegno da parte dello Stato: sono previste delle agevolazioni per le famiglie che scelgono di adottare all’estero, una tra queste è per esempio l’indennità dell’INPS, che spetta alle lavoratrici in congedo di maternità adottiva.

Ora anche i single possono adottare

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Le statistiche relative alle adozioni internazionali mostrano un quadro preoccupante: nel 2019 è stato raggiunto il nuovo minimo storico, le coppie che hanno adottato un bimbo straniero sono state meno di mille. L’andamento è in costante calo, se si paragona la situazione dello scorso anno al 2015, si noterà una differenza del 45,6%. I dati sono stati riportati nell’ultimo report della Commissione per le adozioni internazionali, che ha tuttavia confermato che il nostro Paese è al primo posto in Europa per bambini adottati all’estero.

Considerato questo andamento, risale allo scorso 4 marzo 2019 il provvedimento 2233/19 da parte del Tribunale per i Minorenni di Roma che ha riconosciuto l’adozione all’estero da parte di un genitore single, una svolta storica per il nostro Paese.

Adottare un bambino è un gesto di accoglienza e di scoperta reciproca e ora è un percorso accessibile per diverse persone in Italia. Nonostante i lunghi tempi di attesa dell’iter burocratico, dare il benvenuto in casa a un nuovo membro della famiglia è un’emozione che vale tutti i sacrifici intrapresi.