Obiettivo 5 Agenda 2030: la parità di genere e i numeri in Italia e in Europa

Obiettivo 5 Agenda 2030: la parità di genere e i numeri in Italia e in Europa

Cosa dice l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 e come raggiungerlo

L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 è un impegno concreto che riguarda l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile sottoscritto dai 193 Paesi Membri dell’ONU e dall’assemblea delle Nazioni Unite. Al suo interno, si delineano tutti gli step per raggiungere una condizione egualitaria tra uomo e donna e per cercare di annullare il gender gap.

L’Agenda 2030, con i suoi 17 obiettivi che riguardano tantissimi temi sociali, è stata firmata nel settembre 2015 e si può considerare un piano di azione globale per lo sviluppo sostenibile dei prossimi 15 anni.

Tra i diversi obiettivi, anche detti “SDGs” (Sustainable Development Goals), l’obiettivo 5 risulta essere importante per la questione femminile e punta alla distribuzione delle pari opportunità lavorative tra uomini e donne, all’abolizione di pratiche violente nei confronti di donne, ragazze o bambine e all’uguaglianza di diritti a tutti i livelli di partecipazione.

Quali sono i punti principali che troviamo nell’obiettivo 5 dell’Agenda 2023?

Eccone alcuni:

  • raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze;
  • porre fine, ovunque, a qualsiasi forma di discriminazione e/o violenza nei confronti di donne e bambine, nella sfera privata come in quella publica;
  • eliminare pratiche abusive e violente nei confronti di giovani ragazze e bambine (matrimoni combinati precoci e mutilazioni genitali);
  • riconoscere e valorizzare il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale; promuovere, inoltre, il concetto di “responsabilità condivisa” all’interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali;
  • garantire e promuovere la partecipazione femminile nelle situazioni di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e di vita sociale e pubblica.

Numeri e statistiche dai Paesi Membri

La situazione femmminile è molto delicata e cambia di Paese in Paese. A causa di abitudini sociali e credenze culturali radicate in diversi territori, la parità di genere non viene percepita allo stesso modo.

I Paesi membri dell’Onu, firmando l’Agenda 2030 obiettivo 5, hanno descritto la situazione a livello mondiale; la “fotografia” è la seguente:

  • Circa i 2/3 dei Paesi in regioni in via di sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria;
  • nel 2012 in Asia Meridionale i tassi d’iscrizione per la scuola primaria sono gli stessi per ragazzi e ragazze; le disparità di genere per l’iscrizione alla scuola primaria rimangono ancora disuguali nell’Africa Subsahariana, in Oceania e in Asia Occidentale;
  • in Nord Africa, le donne sono ancora molto svantaggiate nell’ambito lavorativo: solo un quinto dei lavori retribuiti nei settori non agricoli è praticato da donne. Negli ultimi anni, però, la situazione è migliorata dal momento che la percentuale di donne lavoratrici nei settori non primari è aumentata dal 35% al 41%;
  • le donne, al giorno d’oggi, detengono oltre il 30% di seggi nei parlamenti e nelle Camere Nazionali in 46 Paesi;
  • durante il periodo 2015/2021 il Portogallo e l’Austria hanno registrato le più alte performance di miglioramento, avendo riscontri positivi in tutti i punti del 5° obiettivo.

In particolare, le donne impiegate in attività lavorative manageriali sono aumentate in Portogallo del 17,5% e in Austria del 14,6%. Inoltre le donne impegnate in cariche politiche sono aumentate rispettivamente del 6,6% e del 11,6%;

  • nello stesso lasso di tempo, troviamo all’ultimo posto nella classifica dei Paesi Membri l’Ungheria come l’unico Paese che non ha registrato alcun miglioramento. La percentuale di donne manager ungherese è inferiore alla media Europea del 8,4%, mentre il gender pay gap è aumentato del 3,3%;
  • in linea generale, l’andamento europeo per il conseguimento di questo obiettivo è lento ma positivo; l’unico arresto di questa crescita viene registrato nel 2020 a causa della pandemia.

La mappa Europea del 2021 (fonte asvis.it)  evidenzia l’andamento degli indicatori composti per il raggiungimento dell’obiettivo 5 e la parità di genere.  Più scuro il colore, più vicino è il Paese associato al conseguimento del quinto obiettivo. Sul sito asvis.it è possibile confrontare i progressi dei diversi Paesi con lo scorrere del tempo dal 2015.

Obiettivo 5 Agenda 2030 in Italia

Come si sta impegnando l’Italia nel perseguimento dell’obiettivo 5 dell’Agenda 2030?

Secondo il Rapporto ASviS 2023 (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), i progressi che sono stati fatti negli ultimi 7 anni per il conseguimento dell’obiettivo 5 sono limitati e non sufficienti per il raggiungimento dello stesso entro il 2030. L’Italia, infatti, si trova al 79° posto di una graduatoria di 146 Paesi Membri, una posizione che vede la nostra Penisola regredita di 16 posizioni rispetto all’anno 2022.

Anche secondo l’indicatore dell’EIGE (European Institute for Gender Equality) sull’uguaglianza di genere, l’Italia si colloca al 14° posto rispetto ad altri 27 Paesi Membri dell’Unione Europea.

Altro dato negativo italiano rispetto alla media europea è il tasso di occupazione femminile, inferiore di 14,4% nel 2021.

Nonostante queste allarmanti statistiche, il Governo Italiano sta effettuando delle politiche che hanno come obiettivo l’inversione di tendenza.

L’Italia sta attuando delle manovre di politica di genere mirate alla riduzione del gender gap e alla sicurezza fisica e mentale delle donne. I dati positivi già attualmente riscontrabili sono l’aumento della speranza di vita e l’incremento della quota di donne lavoratrici che ricoprono ruoli manageriali e/o politici (55%, +2,9% dal 2020).

I punti in cui si sta lavorando per favorire la situazione femminile sono 5:

  • istruzione
  • salute
  • inclusione
  • processo decisionale
  • violenza di genere

Inoltre, si è resa obbligatoria l’esposizione del numero telefonico Nazionale anti-violenza e antistalking (1522) in diversi bar e locali pubblici. La sicurezza delle donne e la violenza di genere sono infatti questioni di fondamentale importanza considerando la situazione da “bollino rosso” degli ultimi tempi: solo nel 2023 le vittime italiane di femminicidio sono state 103.

Il Governo Italiano sta fornendo incentivi  alle donne per concorrere nei settori che, ancora oggi, sono prevalentemente maschili (per approfondimento sulla situazione in Italia della disuguaglianza di genere).

Come raggiungere l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030?

Nonostante le iniziative e i passi in avanti che l’Italia e l’Europa hanno e tutt’ora stanno attuando, il raggiungimento della parità di genere è un processo ancora lungo che dovrebbe partire dai nuclei familiari con l’educazione al rispetto reciproco dei giovani e giovanissimi.

Rimangono di essenziale importanza le lezioni all’educazione sessuale nelle scuole, le campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e la sponsorizzazione di tutti i centri anti-violenza e i numeri sicuri ai quali qualsiasi donna o ragazza in difficoltà deve sentirsi libera di potersi rivolgere.