Che cos’è l’architettura sostenibile?

Che cos’è l’architettura sostenibile?

Definizione, principi ed esempi di architettura green

Che cos’è l’architettura sostenibile?

L’architettura sostenibile, spesso chiamata anche “architettura green”, è un nuovo approccio alla progettazione edilizia che mira a creare spazi che siano efficienti dal punto di vista energetico e in armonia con l’ambiente circostante e le persone che li abitano.

Mentre il green building si concentra principalmente sulla progettazione, costruzione e gestione di edifici con il minimo impatto ambientale, l’architettura sostenibile ha una portata più ampia e considera anche le questioni sociali e economiche.

Quali sono le origini dell’architettura sostenibile?

Ma da dove nasce questa filosofia? L’origine dell’architettura sostenibile risale agli anni ‘70 in Germania, con la diffusione del movimento noto come “Baubiologie” o bioedilizia, che per primo ha sottolineato l’urgente necessità di adottare approcci più sostenibili in risposta alla crisi energetica e climatica.

Negli ultimi tempi, l’architettura sostenibile è diventata sempre più rilevante, spinta anche da impellenti necessità ambientali. La Commissione Europea ha rilevato che gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea.

Di fronte a tali sfide, l’UE ha rilasciato la Direttiva 2002/91/CE: un attestato di certificazione energetica, oggi noto come attestato di prestazione energetica.

Quali sono i principi dell’architettura sostenibile?

Quali sono i principi dell’architettura sostenibile?

Un edificio viene considerato “sostenibile” quando segue i principi cardine della bioedilizia fin dall’inizio della sua progettazione.

Ecco quindi le principali caratteristiche di una casa green:

  • Efficienza energetica: riduzione del consumo energetico attraverso l’uso di tecniche passive come l’orientamento, la ventilazione naturale e l’ombreggiatura, così come l’impiego di tecnologie attive come pannelli solari, sistemi di riscaldamento geotermico e illuminazione a basso consumo energetico.
  • Gestione dell’acqua: raccolta e uso dell’acqua piovana, riciclo dell’acqua grigia, l’uso di apparecchiature ad alta efficienza e paesaggi che richiedono poca irrigazione.
  • Qualità dell’aria interna: progettazione di edifici con una buona ventilazione e uso di materiali che non emettono sostanze tossiche
  • Approccio minimalista: riduzione delle dimensioni e degli elementi non necessari
  • Coinvolgimento della comunità: creazione di spazi che siano benefici per gli occupanti e per la comunità nel suo complesso.

Non tutti questi aspetti devono essere necessariamente presenti in ogni edificio: gli architetti possono rispettarli e usarli in modi diversi, a seconda delle necessità e delle caratteristiche dell’edificio e dell’ambiente circostante.

Quali sono i materiali utilizzati?

Una delle caratteristiche principali dell’architettura sostenibile è l’utilizzo di materiali biocompatibili. Questi devono essere scelti in base alla loro efficienza, resistenza e provenienza: vengono infatti privilegiate le materie prime a Km 0, quelle riciclate o rigenerabili.

Tra i materiali più comunemente utilizzati troviamo:

  • Legno
  • Biocemento
  • Canapa
  • Paglia
  • Sughero
  • Laterizio microporizzato.

La scelta dei materiali dipende anche dalle specifiche esigenze del progetto, dal clima e dalla località, tenendo sempre in considerazione la sicurezza dell’edificio in caso di terremoti o incendi.

Esempi di architettura sostenibile in Italia

Il Bosco Verticale a Milano

Quando si parla di architettura sostenibile, il primo esempio che viene in mente è senza dubbio il Bosco Verticale di Stefano Boeri: l’iconico grattacielo di Milano dalle cui facciate si affacciano 900 alberi, 5 mila arbusti e 11 mila piante.

Sempre in Italia, non possiamo non citare la Fiorita Passive House di Cesena. Realizzato in legno e metallo, l’edificio non è allacciato alla rete del gas e non rilascia emissioni nell’atmosfera. Niente caldaie, riscaldamento a pavimento o termosifoni ma pompe di calore, pannelli solari e un impianto di ventilazione meccanica controllata.

Un altro progetto degno di nota è l’asilo di Guastalla “La Balena”. La struttura è stata concepita secondo le più rigorose norme antisismiche e ha sostituito due asili nido danneggiati dal terremoto in Emilia Romagna del 2012. L’asilo, inoltre, è costruito interamente in legno e presenta un sistema di riciclo dell’acqua piovana che, in combinazione con una pompa di calore, rende l’edificio quasi completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.

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