Bullismo psicologico: cos’è e come affrontarlo

Bullismo psicologico: cos’è e come affrontarlo

Un fenomeno subdolo, difficile da intercettare

Bullismo psicologico

Il bullismo è un fenomeno complesso, che in genere si manifesta con vessazioni chiaramente identificabili, sia fisiche sia verbali, soprattutto durante le fasi dell’adolescenza.

Tuttavia esiste una forma più sottile di prevaricazione, difficile da riconoscere e da arginare: si tratta del bullismo psicologico. In questo articolo vedremo come riconoscerlo e come combatterlo.

Come si manifesta il bullismo psicologico?

Il bullismo psicologico si manifesta in vari modi: tra i più frequenti troviamo la circolazione di bugie e la diffusione di offese che riguardano gli aspetti più sensibili della vittima, ad esempio la sfera privata, la sua famiglia, i suoi difetti fisici o cognitivi, le sue fragilità.

L’obiettivo del bullo è di sottomettere la vittima, suscitando una forte paura, isolandola e facendole tagliare i suoi rapporti con i gruppi sociali. Ciò può avere conseguenze pericolose a causa delle pesanti ripercussioni sull’umore e sul proprio equilibrio mentale.

Gli abusi che colpiscono la mente e le relazioni sono particolarmente difficili da identificare e spesso chi ne è vittima si chiude nella sofferenza e rinuncia a chiedere aiuto.

Individuare i segnali caratteristici del bullismo è dunque essenziale per cominciare a combatterlo.

Il bullismo psicologico tra adulti

bullismo psicologico tra adulti

Non sono soltanto i ragazzi ad essere loro malgrado protagonisti del bullismo psicologico: il fenomeno, infatti, interessa anche gli adulti.

Insegnanti, educatori, colleghi possono essere oggetto di attacchi. Il problema può essere innescato dalla diffusione di pettegolezzi, dicerie e cattiverie.

Le conseguenze sono diverse e possono avere un differente grado di intensità. In genere la vittima perde l’autostima e la fiducia nel prossimo, si ritrova isolata e sviluppa un vero e proprio senso di ansia e di terrore quando frequenta gli ambienti dove viene esercitata la violenza. Chi è oggetto di abusi può arrivare ad avere attacchi di panico o manifestare depressione, sbalzi di umore e disturbi dell’alimentazione.

Il bullismo psicologico nelle donne

bullismo psicologico femminile

Il bullismo psicologico femminile è più diffuso rispetto a quello maschile e vede le donne coinvolte nel doppio ruolo di aggressore e di vittima. Poiché sono educate a essere dolci e a rinunciare ai comportamenti prepotenti, il loro modo di prendere di mira qualcuno assume talvolta forme più ambigue e mediate.

Calunnie e pettegolezzi, ad esempio, possono danneggiare l’immagine di una ragazza oppure di una donna adulta, compromettendo le sue relazioni.

La “bulla” agisce spesso in maniera aggressiva, spinta dal desiderio di stabilire la sua supremazia, nel tentativo di affermare il suo modo di essere e il suo stile di vita: in genere sparla della vittima quando questa non è presente, la esclude dal gruppo, le rivolge sguardi sprezzanti, utilizza nomignoli per umiliarla pubblicamente. Nel mirino finiscono di solito le persone “diverse”, per via delle caratteristiche del loro corpo o del modo in cui si vestono.

Come superare il bullismo psicologico?

Affrontare il bullismo psicologico non è semplice. Chi subisce gli abusi si sente in trappola ed è incapace di reagire, di trovare alleanze, amicizie e solidarietà.

Spesso le vittime si vergognano oppure temono di dire la verità. Alcuni segnali possono però aiutare a riconoscere il problema:

  • disturbi psicosomatici, come male alla testa o alla pancia, incubi, enuresi notturna;
  • rifiuto di andare a scuola o al lavoro;
  • difficoltà di concentrazione;
  • trascuratezza e scarso entusiasmo.

Il primo passo per uscire da questa spirale è rompere il silenzio e parlarne.

Se si è piccoli, bambini o ragazzi, è fondamentale condividere con un adulto i propri problemi. Genitori o insegnanti, allenatori o educatori sanno come muoversi e dare i giusti consigli per risolvere anche le situazioni che appaiono insormontabili.

Ci si può poi rivolgere a un professionista, uno psicologo o un altro esperto.

Intervenire è possibile. Discutere di questo problema allevia la sofferenza e fa sentire meno soli. In più, aiuta a comprendere che la violenza, anche quella più nascosta e sottile, deve essere contrastata e mai accettata.

Andando più a fondo e percorrendo tutta la strada che porta a liberarsi dalla sudditanza psicologica, si arriva a capire che ogni persona merita rispetto e che tutti hanno il diritto di esprimersi e di vivere per come si è realmente.

In tutti i casi, allora, è importante non temere di chiedere aiuto e rompere il circolo vizioso, rivedendo le proprie posizioni, ritrovando l’autostima perduta e il controllo della propria vita.

Chi è vicino a qualcuno che soffre per via di questo tipo di aggressione può fare molto. In particolare dovrebbe:

  • sostenere la vittima senza compiangerla o isolarla;
  • capirne le fragilità;
  • fare di tutto per mettere a tacere pettegolezzi e dicerie;
  • affrontare il bullo per fargli capire quanto il suo atteggiamento sia pericoloso e sbagliato.

La battaglia contro il bullismo psicologico, dunque, non deve mai essere combattuta da soli: il supporto di amici, familiari e professionisti è fondamentale per contrastare un fenomeno tanto odioso quanto subdolo.