Colesterolo alto in menopausa: conseguenze e rimedi  

Colesterolo alto in menopausa: conseguenze e rimedi

La menopausa è una condizione parafisiologica che interessa i soggetti di sesso femminile e che tende a insorgere mediamente tra i 50 e i 52 anni di età. A livello ormonale, si assiste a una riduzione del livello degli ormoni estrogeni e del progesterone. Questi cambiamenti ormonali hanno un impatto notevole e tra le varie manifestazioni che caratterizzano questo periodo della vita della donna si ricordano principalmente insonnia, vampate (le cosiddette “caldane”, per utilizzare un termine popolare), stanchezza, debolezza, perdita di massa ossea, disturbi urologici, irritabilità ecc. 

Anche i livelli di colesterolo nel sangue (colesterolemia) risentono dei cambiamenti ormonali e, in molte donne, si assiste a un aumento del colesterolo LDL (quello “cattivo”) e una riduzione di colesterolo HDL (quello “buono”). 

In questi casi, possono essere utili alcuni accorgimenti relativi al proprio stile di vita e anche l’assunzione di un integratore per colesterolo può risultare efficace nel ridurre i livelli di colesterolo LDL. 

Dato che il problema dell’ipercolesterolemia è piuttosto diffuso, cerchiamo di capire quali sono i rimedi più efficaci. 

Quando è diffusa l’ipercolesterolemia in menopausa?

Il colesterolo alto è una condizione patologica estremamente frequente nella popolazione generale. Riguarda entrambi i sessi, ma è maggiormente diffusa nelle donne. Secondo i dati riportati sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) una delle classi particolarmente a rischio sono le donne in menopausa; infatti, in circa il 36% di queste ultime, i valori di colesterolemia totale sono uguali o superiori a 240 mg/dL. 

Si ricorda che sempre secondo l’ISS, il limite massimo desiderabile di colesterolo totale è di 200 mg/dL. Per valori che vanno da 201 a 239 mg/dL non si può parlare di ipercolesterolemia, ma la si considera comunque una situazione borderline, da gestire con attenzione. La condizione borderline riguarda circa il 35% delle donne in menopausa. 

Più del 70% delle donne in menopausa quindi ha livelli di colesterolo che superano il limite massimo desiderabile. 

Colesterolo alto: quali conseguenze può avere?

Nel medio-lungo termine, il colesterolo alto aumenta il rischio di serie condizioni cardiovascolari come aterosclerosi, angina pectoris, infarto del miocardio e arteriopatie periferiche. L’ipercolesterolemia porta con sé anche l’aumento del rischio di andare incontro a ictus ischemico. 

Quali sono i principali rimedi per l’ipercolesterolemia in menopausa? 

Per le donne in menopausa sono sostanzialmente validi i consigli che vengono dati a tutti coloro nei quali si è riscontrato un alto livello di colesterolo nel sangue. 

È importante praticare una regolare attività fisica aerobica (perlomeno 4-5 volte per settimana). L’attività fisica regolare ha vari aspetti positivi: riduce il rischio di osteoporosi (aumenta i valori della densità minerale ossea), aumenta i livelli di colesterolo HDL (lo “spazzino delle arterie”), contribuisce a mantenere un corretto peso forma, favorisce un sonno ristoratore e tende ad aumentare i livelli di energia (è un effetto dell’allenamento costante). 

Come accennato, può essere d’aiuto l’assunzione di un integratore per colesterolo, un supplemento nutrizionale che contiene sostanze che riducono i livelli di colesterolo LDL. 

Infine, è importante anche seguire un’alimentazione equilibrata e varia, che apporti i giusti quantitativi di macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine); in generale si consiglia di aumentare il consumo di pesce e di oli vegetali e di ridurre l’apporto di grassi animali e zuccheri raffinati. È d’aiuto l’assunzione di un corretto quantitativo di fibre alimentari (25-30 g al giorno secondo le linee guida attuali). Non è necessario demonizzare particolari alimenti; è sufficiente evitare gli eccessi.