Colesterolo alto: non dipende soltanto dall’alimentazione

Colesterolo alto: non dipende soltanto dall’alimentazione

Nel nostro Paese, secondo i dati diffusi dal “Progetto Cuore”, circa il 21% degli uomini e circa il 23% delle donne in età adulta (35-74 anni) soffrono di ipercolesterolemia (popolarmente “colesterolo alto”), ovvero hanno valori di colesterolo uguali o superiori a 240 mg/dL oppure sono sotto trattamento farmacologico specifico. Inoltre, il 37% degli uomini e il 34% delle donne si trovano in una condizione borderline (colesterolemia totale compresa tra 200 e 239 mg/dL).

Molti ritengono che l’ipercolesterolemia dipenda esclusivamente da una cattiva alimentazione,

tant’è che è piuttosto diffusa la convinzione che colesterolo e formaggi, così come uova e carni rosse, non vadano d’accordo.

In realtà il problema è un po’ più complesso e per quanto l’alimentazione sia un fattore da considerare con attenzione, il colesterolo alto è una condizione legata a più fattori. Cerchiamo quindi di saperne di più sulla questione ricordando che la tipologia di colesterolo dannosa è quella LDL (il cosiddetto “cattivo”), mentre quello HDL è quello “buono”, così detto perché aiuta a rimuovere quello cattivo.

Ipercolesterolemia: le forme genetiche

Esistono due tipologie di ipercolesterolemia genetica; una forma omozigote, la più grave, che interessa una persona su 500, e una forma eterozigote, meno grave, che interessa una persona su 1.000.000. Parliamo quindi di forme che rientrano nell’ambito delle malattie rare.

Colesterolo alto e stile di vita

Fatte salve le citate forme genetiche che richiedono trattamenti mirati, la quasi totalità dei casi di ipercolesterolemia e di quelli borderline è legata a uno stile di vita non salutare. Un’alimentazione scorretta ha sicuramente la sua responsabilità, ma, come accennato, non è l’unico elemento in gioco.

Uno dei fattori che più determinano l’innalzamento dei livelli di colesterolo cattivo (LDL) è la sedentarietà; nei soggetti sedentari, infatti, i livelli di colesterolo buono si riducono e ciò porta indirettamente a un accumulo dei livelli di quello cattivo.

Altro fattore che porta a una riduzione dei livelli di HDL, facilitando quindi l’accumulo di quello LDL, è il fumo di sigaretta che, per di più, danneggia le pareti dei vasi sanguigni.

Si deve considerare anche il consumo eccessivo di bevande alcoliche, esso infatti determina un innalzamento dei livelli di colesterolo e di trigliceridi.

Si osserva un aumento del colesterolo totale, di quello LDL e dei trigliceridi nei soggetti affetti da ipotiroidismo e nelle donne in menopausa; sono gli squilibri ormonali in questo caso i principali responsabili.

Per quanto riguarda l’alimentazione, un introito eccessivo di calorie (rispetto al fabbisogno calorico giornaliero) e un consumo eccessivo di cibi ricchi di colesterolo sono altri fattori in gioco. Ciò non significa che determinati cibi – come per esempio i formaggi, le uova o le carni rosse – debbano essere eliminati, ma che, in caso di sovrappeso e ipercolesterolemia, è opportuno prestare una maggiore attenzione al loro consumo, limitando le quantità. In particolare, per quanto riguarda i formaggi, la limitazione riguarda soprattutto quelli grassi.

Colesterolo alto: come si può intervenire?

L’ideale sarebbe sempre prevenire l’eccesso di colesterolo nel sangue e il modo migliore è quello di adottare uno stile di vita sano: alimentazione varia ed equilibrata, regolare attività fisica, riduzione dell’introito di alcolici, eliminazione del fumo di sigaretta, riduzione di un eventuale sovrappeso ecc.

Ovviamente queste indicazioni valgono anche per coloro nei quali i livelli di colesterolo totale e LDL sono borderline o superiori alla norma; di aiuto, in questi ultimi casi, possono essere anche gli integratori alimentari per il colesterolo, supplementi nutrizionali a base di sostanze che riducono i livelli di colesterolo cattivo (per esempio fitosteroli, lecitina di soia, monacolina K, fibre solubili ecc.).

Qualora le attenzioni nello stile di vita e l’assunzione di integratori anti-colesterolo non portino ai risultati sperati, sta al medico curante stabilire se è il caso o meno di intervenire con un trattamento farmacologico.