Come combattere il bullismo

La prima arma per combattere il bullismo è parlarne

bullismo psicologico

I dati sul bullismo in Italia

L’adolescenza è uno dei passaggi più delicati nella formazione del nostro carattere. In questi anni si comincia a stare fuori di casa più spesso e si fanno nuove amicizie, ma si rischia contemporaneamente di inciampare in rapporti poco costruttivi, finendo per essere presi di mira con violenza verbale o anche fisica da altri ragazzi: insomma, veri e propri episodi di bullismo.  

Non sempre è facile capire quando i propri figli sono vittime di questo fenomeno, che può manifestarsi in episodi di bullismo psicologico, fisico e persino virtuale. 

Secondo un sondaggio della Federazione Italiana Società di Psicologia (Fisp), un ragazzino su due sarebbe stato vittima di un episodio di questo tipo almeno una volta nella vita. La fascia d’età più colpita è quella tra gli 11 e i 13 anni, ma i casi non mancano anche tra ragazzi più grandi. Il bullismo femminile risulta essere il più diffuso (20,9%), superando di qualche punto percentuale quello maschile (18,8%).

come combattere il bullismo

Episodi di bullismo da condannare

Tutti gli episodi di bullismo sono accomunati da un certo grado di violenza e di aggressività. Nella maggior parte dei casi è di tipo verbale e si manifesta con offese, parolacce e insulti. Talvolta, poi, viene deriso anche l’aspetto fisico o il modo di parlare. In un’età di sviluppo del corpo e del carattere come l’adolescenza può risultare a dir poco umiliante sentirsi presi di mira con questi argomenti. 

Spesso l’aggressività del bullo sfocia persino nella diffamazione. In questi casi di bullismo psicologico – diffuso soprattutto nelle scuole – le continue prese in giro da parte del bullo arrivano a mortificare la vittima mettendo in giro notizie poco lusinghiere e non vere su di lei. Lontano dagli occhi di educatori e allenatori – spesso negli spogliatoi o fuori da scuola – si arriva persino alla violenza fisica, con spintoni, calci e pugni. 

Anche il mondo dei social network può essere teatro di episodi di bullismo, con commenti offensivi, condivisioni di foto imbarazzanti o umilianti. Sono tutte azioni che possono portare all’esclusione dei ragazzi dal proprio gruppo di amici, perché vittime di bullismo e cyberbullismo.

Oltre che nei più popolari Facebook e Instagram e nelle loro chat, il bullismo è molto diffuso anche su ASKfm, un social network in cui si possono fare domande anonime ai propri amici. Nascondendo la propria identità diventa molto più facile e “sicuro” per il bullo attaccare i più deboli, diventando anche violenti ed espliciti nei loro confronti.

bullismo nelle scuole

Riconoscere il bullismo e combatterlo

Alcuni segnali possono rivelare quando un ragazzo o una ragazza è vittima di bullismo, per questo è fondamentale parlarci spesso, cercando di farsi raccontare cosa non va. Più il ragazzo si isola, ad esempio, e più è probabile che qualcosa lo abbia allontanato dai suoi amici. 

Se, poi, cerca delle scuse per non andare a scuola o fare sport è probabile che non si senta protetto in questi ambienti, magari proprio a causa di un bullo. Nei casi più gravi la violenza diventa evidente, con graffi e lividi che fanno da testimonianza.  

Insegnare ai ragazzi a combattere il bullismo e non farli sentire soli è la prima cosa da fare. Facendoli aprire, infatti, capiranno che reagire è importante e vedranno che i genitori sono sempre dalla loro parte. Evitare determinati luoghi o circondarsi di amici in presenza del bullo sono ottimi suggerimenti da dare, ad esempio.

Per un genitore, poi, parlare con professori o educatori può aiutare a risolvere il problema del bullismo a scuola. In ogni caso è sconsigliato invitare il ragazzo a reagire e farsi giustizia da solo.

Nei casi più gravi anche il supporto di uno psicologo può essere decisivo. Affrontare immediatamente le conseguenze del bullismo evita, infatti, che possano ripresentarsi nel tempo, turbando la crescita dei ragazzi.