Come motivare i propri figli allo studio

Come motivare i figli allo studio

motivare i figli allo studio

“Mio figlio non vuole studiare”: chissà quante mamme e papà si sono ritrovati a dover dire o pensare questa frase. Le cause possono essere molteplici: una, ad esempio,  è l’età. I bambini più piccoli possono trovare difficile abituarsi a una routine che preveda una certa disciplina, scadenze e impegni; in adolescenza – l’età più complicata per antonomasia – anche i ragazzi con un trascorso positivo sui banchi possono cambiare il loro atteggiamento nei confronti dello studio e della scuola mentre attraversano questa fase della vita ricca di grandi cambiamenti. 

Dietro una semplice espressione come “non mi va” ci possono però anche essere altre spiegazioni: ad esempio, una fatica reale ad adattarsi al metodo di studi, ma anche la mancanza di una motivazione, la delusione conseguente a un brutto voto o la paura di deludere le aspettative. 

Insomma, motivare i figli allo studio non è certo facile. Soprattutto se non si vuole aggiungere stress a una situazione che in molti casi è già di per sé delicata e può creare  tensioni in famiglia. La soluzione sta nell’aiutare i ragazzi a ritrovare la giusta motivazione, evitando in ogni caso gli estremi: da una parte, rifuggendo atteggiamenti autoritari e punitivi di fronte a un calo nel rendimento scolastico; dall’altro, non cadendo nell’errore di sostituirsi ai figli facendo i compiti al loro posto.

Le strategie per motivare i figli allo studio

motivazione allo studio

Cosa fare, allora, per motivare i figli allo studio? Secondo gli esperti a funzionare sono le strategie che permettono ai ragazzi di capire che dallo studio passa la loro auto-realizzazione e che ciò che leggono sui libri non è legato strettamente a un voto, ma potrà diventare parte integrante della loro crescita personale

Per questo è fondamentale mantenere sempre attivo il dialogo con i propri figli, in modo che si sentano liberi di esprimere le loro difficoltà, e, all’occorrenza, incoraggiarli e rassicurarli sulle loro potenzialità. 

Inoltre, se un argomento risulta particolarmente indigesto, a casa si può pensare di trovare altri materiali per affrontarlo, come film e romanzi.

Occhio alle distrazioni

mio figlio non vuole studiare

Per motivare i figli allo studio si può pensare anche di organizzare meglio il loro ambiente di studio: che sia la cameretta o il tavolo della cucina, è bene che sia sempre  in ordine e non faciliti le distrazioni. 

Decidere insieme piccoli obiettivi può poi favorire la capacità di auto-organizzazione e la responsabilità. Non servono grandi cose: eseguire un tot di esercizi in un determinato lasso di tempo, per esempio, o studiare un numero di pagine concordato prima di concedersi una piccola pausa. 

Infine, bisogna anche proteggere la motivazione allo studio dei propri ragazzi, aiutandoli, se necessario, a cambiare il metodo di studio. Prevedendo, magari, di rinunciare a smartphone, pc e spegnendo la televisione, stabilendo poi una tabella di marcia sia giornaliera sia settimanale.

Tutto questo aiuta spesso a invertire la situazione di crisi o, comunque a ottenere risultati migliori. In questo caso non bisogna dimenticare di complimentarsi con i figli, elogiandone lo sforzo e l’impegno. Non c’è motivazione migliore di una dimostrazione di stima e di affetto.