Come riconoscere l’ansia sociale

Non si limita alla timidezza: è un problema che ha ricadute sulla vita quotidiana

Un disturbo aumentato a causa della pandemia

La paura persistente di venire derisi, di risultare agli altri, nonostante gli sforzi, inappropriati e così le proprie azioni. Le persone che soffrono di fobia sociale manifestano un’ansia sproporzionata prima di una prestazione o di un incontro con altre persone. Eventi, che normalmente non nascondono pericoli reali se non quelli piuttosto limitati che si possono celare in una conversazione, assumono connotati terribili per chi soffre del disturbo.

Non si tratta della comune paura che capita a tutti di provare, ma di una fobia eccessiva, costante e, per certi aspetti, invalidante che spinge a limitare l’attività sociale e la frequentazione di luoghi e contesti, riducendo così la qualità della vita.

Come riporta il National Institute of Mental Health, si tratta di un circolo vizioso per il quale si ha l’ossessionante timore che la propria ansia e che tutti i suoi elementi distintivi, come la voce tremante e il viso arrossato, possano trapelare e diventare evidenti.

Cercare in tutti i modi di sottrarsi alle situazioni che provocano l’estrema sensazione di disagio è la tecnica più comune che adottano i soggetti con questo tipo di disturbo.

Perché viene l’ansia sociale

 Le cause dell'ansia sociale

Non c’è ancora certezza sulle cause che provocano il disturbo. L’intersecarsi di più fattori come il temperamento, alcune esperienze negative del passato, in genere durante l’infanzia, e alcune situazioni sociali predispongono il soggetto a sviluppare l’ansia sociale. Spesso, il disturbo colpisce individui con bassa autostima e con il forte desiderio di fare una buona impressione agli altri. L’età di esordio è, non a caso, quella della prima adolescenza con una prevalenza nelle ragazze rispetto ai ragazzi.

L’incidenza è alta con circa il 7-13% delle persone che nell’arco della loro vita fanno i conti con i sintomi della malattia, stando a quanto dicono gli studi più recenti (2006). Spesso questo disturbo si manifesta correlato ad altre patologie depressive.

Come viene diagnosticata l’ansia sociale?

Tra i campanelli di allarme che devono far scattare la valutazione del proprio medico ci sono:

  • la durata (se il fenomeno è costante da almeno sei mesi);
  • non è limitata a una singola ed estemporanea situazione sociale;
  • si manifesta in situazioni che hanno elementi simili;
  • ha ripercussioni sulla vita della persona che cerca di sottrarsi ai contesti ansiogeni.

Fondamentale il parere medico per escludere altri disturbi mentali dai sintomi non molto diversi come nel caso del disturbo di panico e del disturbo del dismorfismo corporeo.

Il Covid e l’ansia sociale

l'ansia sociale e la solitudine

Il fenomeno è quanto mai attuale e ha subito un inasprimento con l’emergenza sanitaria. Il ministero della Salute, lo scorso gennaio, ha fatto sapere che il 14% delle telefonate arrivate al numero verde di supporto psicologico (800.833.833) messo a disposizione durante la pandemia erano di persone che riferivano stati d’ansia preoccupanti.

Come riportato anche su Il Mattino, la Società Italiana di Psichiatria parla di oltre un milione d’italiani che a causa del lockdown hanno sviluppato la cosiddetta “sindrome della capanna” che si traduce nella paura di lasciare la propria casa, unico luogo percepito come sicuro dai pericoli del contagio. L’ansia scaturita dallo stravolgimento dei ritmi quotidiani per un tempo piuttosto lungo come per le prime chiusure del 2020, in alcuni casi ha paralizzato le scelte di molte persone anche nei mesi delle riaperture. L’abitazione, prima unico luogo dove salvarsi dal contagio ora rischia di trasformarsi in una prigione invisibile dove regnano solitudine e senso di alienazione.

Fobia sociale, il legame con l’uso del cellulare

Il controllo costante del cellulare anche quando si è a cena con amici, in compagnia del fidanzato o con i figli, è ormai una prassi piuttosto diffusa che nasconde però, in alcuni casi, anche l’ombra della fobia sociale.

Secondo uno studio, pubblicato su Behaviour & Information Technology, utilizzare il cellulare come un riparo dove rifugiarsi per evitare il confronto in presenza è spesso riscontrabile in persone stressate che presentano forme più o meno esplicite di ansia sociale. La sensibilità alle notifiche, legata a doppio filo con l’approvazione sociale, cresce in maniera proporzionale allo stress.

Come si combatte l’ansia sociale

Tra le terapie che vengono consigliate in questi casi, sempre dopo la valutazione medica, c’è la terapia espositiva. In sostanza, bisogna organizzare un’esposizione piuttosto lunga alla situazione che crea ansia per permettere a chi ne soffre di abituarsi ad affrontarla. Non sempre è facile e non sempre è possibile.

Si può, pertanto, provare con situazioni sostitutive che aumentano l’autostima e consentono al soggetto di approcciare anche all’evento “più pericoloso”. Risultati si ottengono anche con la terapia cognitivo-comportamentale che, attraverso l’individuazione di schemi di pensiero ricorrenti, aiuta a cambiare i comportamenti che da questi schemi derivano, con l’ausilio di tecniche di rilassamento. Su prescrizione medica, è possibile, in parallelo alla terapia, prendere antidepressivi e farmaci ansiolitici. Il consiglio rimane quello di cogliere per tempo i primi campanelli d’allarme e rivolgersi agli specialisti.