Comunicazione aumentativa alternativa

Comunicazione aumentativa alternativa

Una pratica clinica ed educativa per chi fa fatica ad esprimersi a parole

comunicazione alternativa

La Comunicazione aumentativa alternativa è una modalità di comunicazione efficace per creare relazioni se si ha difficoltà nell’uso delle parole, che accresce e potenzia il linguaggio verbale.

La comunicazione è alla base di qualsiasi rapporto umano e può avere varie forme. Non esiste infatti esclusivamente il linguaggio verbale: basti pensare alle persone non udenti, che utilizzano la lingua dei segni.

È su questo principio che si basa la Comunicazione aumentativa alternativa (CAA), ovvero un insieme mirato di strategie e tecniche messe in atto in ambito clinico e domestico: una disciplina pensata soprattutto per chi non può esprimersi verbalmente – a causa di patologie congenite o acquisite o di deficit cognitivi, più o meno severi – ma si può rivolgere anche ad altri soggetti con varie difficoltà.

Comunicazione aumentativa alternativa: i dettagli

La Comunicazione aumentativa alternativa

Cosa si intende per Comunicazione aumentativa alternativa?

Secondo Wikipedia, con Comunicazione Aumentativa e Alternativa “si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.” Questa modalità viene quindi definita aumentativa perché non sostituisce del tutto il linguaggio verbale, bensì lo accresce e lo potenzia; è poi alternativa perché si avvale di dispositivi o tecnologie avanzate.

Qual è il più noto strumento di Comunicazione aumentativa alternativa?

È il sistema di scrittura in simboli, che consente di sperimentare un linguaggio comprensibile a tutti all’interno della famiglia e nel contesto sociale. I vantaggi sono numerosi, anche dal punto di vista dell’apprendimento, in quanto la metodologia facilita la memorizzazione dei testi e la comprensione di concetti complessi.

Cosa sono i simboli CAA?

I simboli CAA sono una serie di rappresentazioni grafiche (pittogrammi o immagini) o gestuali (gesti e segni manuali) che formano i diversi sistemi a disposizione, in grado di adattarsi alle esigenze delle persone in base alla loro età e alle loro abilità linguistiche e cognitive.

Sono poi fondamentali i supporti come le tabelle di comunicazione, in cui sono posti i simboli che il soggetto indica per farsi capire, raccolte spesso in veri e propri quaderni. Ovviamente non mancano anche comunicatori elettronici e app per i tablet.

Come e quando si usa la Comunicazione aumentativa alternativa?

Nell’ambito della pratica clinica questa disciplina mira a ridurre, contenere e compensare disabilità temporanee e permanenti. Ad esempio, la Comunicazione aumentativa alternativa è efficace per l’autismo, perché permette di accrescere l’indipendenza delle persone, supportandole nell’integrazione sociale e favorendo le loro competenze relazionali.

Più in generale, possiamo identificare cinque potenziali categorie di destinatari della CAA, non legate esclusivamente alla sfera medica:

  • soggetti con problemi del linguaggio;
  • stranieri che stanno imparando la lingua;
  • ragazzi con disturbi dello sviluppo dell’apprendimento o con bisogni educativi speciali;
  • bambini in età prescolare;
  • persone che, a causa di traumi, hanno perso momentaneamente l’uso del linguaggio verbale.

Comunicazione aumentativa alternativa: gli esempi nella scuola

La Comunicazione aumentativa alternativa a scuola

La CAA si rivela molto utile in ambito scolastico ed è un metodo per promuovere l’inclusione in aula: utilizzando questo tipo di comunicazione si possono integrare con maggiore facilità i minori con disabilità, ma anche gli alunni con difficoltà di apprendimento, gli studenti stranieri e chi ha un deficit di attenzione e fatica a concentrarsi.

Tuttavia ancora oggi mancano gli strumenti idonei affinché tale pratica si diffonda all’interno dei contesti scolastici italiani. Il cammino affinché questa disciplina si affermi all’interno degli istituti è dunque solo all’inizio, ma promette bene: è infatti una valida alleata per una didattica innovativa, efficace e inclusiva.