Comunità energetiche: che cosa sono e come aderire?

Comunità energetiche: che cosa sono e come aderire?

Cosa sono le comunità energetiche

Una comunità energetica rinnovabile (CER) è una forma di associazione composta da enti pubblici locali, aziende, attività commerciali e cittadini privati che si uniscono per produrre e condividere l’energia prodotta localmente.

Attraverso questa collaborazione, si mira a soddisfare il fabbisogno energetico interno e ridurre così la dipendenza dal sistema elettrico nazionale.

Attualmente, in Italia, il numero di CER è ancora limitato ma in rapida crescita: si contano 86 comunità energetiche, di cui 30 sono già operative.

Secondo uno studio condotto dal Politecnico di Milano entro cinque anni le CER attive sul territorio nazionale saranno oltre 40.000, coinvolgendo direttamente circa 1,2 milioni di famiglie, 200 mila uffici e 10 mila piccole e medie imprese (PMI).

Esempi e modelli di comunità energetiche rinnovabili

Per capire a fondo come funzionano le CER è necessario fare un esempio pratico.

La prima comunità energetica in Italia è stata “Energy City Hall” di Magliano Alpi, in provincia di Cuneo. L’iniziativa, promossa dal comune in collaborazione con l’Energy Center del Politecnico di Torino, mira a sfruttare l’energia solare per alimentare sia edifici pubblici che privati attraverso l’installazione di due impianti fotovoltaici con una potenza totale di 40 kW.

I partecipanti al progetto sono chiamati prosumer, cioè i consumatori che producono energia, grazie all’installazione di impianti fotovoltaici sui propri tetti. Questo permette non solo l’autoconsumo ma anche la condivisione dell’energia in eccesso con gli altri membri della CER (i consumer) attraverso una rete elettrica intelligente.

Le CER sono aperte a una varietà di soggetti, inclusi:

  • Cittadini privati
  • Piccole e medie imprese (PMI)
  • Enti pubblici locali
  • Associazioni e cooperative

Poiché l’obiettivo delle CER è promuovere la partecipazione comunitaria e l’autoconsumo locale, le grandi imprese non possono aderire direttamente alle CER. In alternativa, le imprese possono organizzare regimi di autoconsumo collettivo.

A differenza delle comunità energetiche, i gruppi di autoconsumo non richiedono la formazione di un’entità legale separata e sono più flessibili in termini di configurazione e gestione. Tuttavia, non permettono di condividere l’energia prodotta oltre i limiti della rete privata.

Comunità energetiche: vantaggi e svantaggi

I vantaggi delle comunità energetiche

Le CER sono un’opportunità promettente per promuovere l’uso dell’energia verde e per migliorare la sostenibilità energetica a livello locale. Un esempio è la riduzione dei costi energetici per i membri, l’accesso a vari incentivi e agevolazioni e il vantaggio di avere una indipendenza energetica. Le comunità energetiche, quindi, si configurano come un’importante leva per una transizione energetica più sostenibile, che promuove modelli inclusivi a favore delle piccole comunità locali.

Come costituire una comunità energetica

La costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile segue questi 5 step.

  1. Valutazione iniziale: si inizia con uno studio di fattibilità che analizza le potenzialità di sviluppo di una CER nel contesto territoriale specifico. Questo studio considera le caratteristiche locali, i costi previsti e i risultati attesi dall’implementazione di impianti di energie rinnovabili condivisi.
  2. Raccolta di adesioni: nell’area individuata, si procede all‘identificazione e al coinvolgimento dei soggetti interessati a partecipare alla CER, spesso attraverso campagne di sensibilizzazione e raccolta adesioni. I partecipanti possono essere cittadini, imprese, enti pubblici o altre organizzazioni collegate alla stessa cabina di trasformazione.
  3. Costituzione dell’ente giuridico: si procede alla costituzione dell’ente giuridico che gestirà la CER sotto forma di associazione non riconosciuta o di cooperativa. Vengono poi definiti i regolamenti interni, come per esempio i criteri per la ripartizione degli incentivi economici derivanti dalla produzione di energia rinnovabile.
  4. Realizzazione degli impianti rinnovabili: si procede con la realizzazione di uno o più impianti di energie rinnovabili (ad esempio, solare fotovoltaico, eolico, biomasse) che saranno condivisi dai membri della CER.
  5. Attivazione della CER e incentivi: la CER viene avviata ufficialmente e viene presentata la domanda per accedere agli incentivi statali attraverso il portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) entro 120 giorni successivi alla data di entrata in esercizio degli impianti installati.

Una volta avviate, le CER richiedono una valutazione costante delle performance energetiche ed economiche, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e promuovere l’espansione della comunità.

Il regolamento GSE sarà disponibile a breve.
Per ricevere maggiori informazioni legate al risparmio energetico con le CER è possibile entrare in contatto con l’Associazione Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe scrivendo a: [email protected], [email protected] oppure [email protected]

Il decreto CER: spese ammesse e importo del finanziamento

Il Decreto sulle comunità energetiche

Dal 24 gennaio 2024 è in vigore il Decreto attuativo delle CER  che sostiene la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili. L’obiettivo del decreto è stimolare lo sviluppo di 7 Gigawatt complessivi di impianti rinnovabili in autoconsumo. Per farlo, ha individuato due tipologie di incentivo: un contributo a fondo perduto per i piccoli comuni e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

Piccoli comuni: contributo a fondo perduto

I piccoli comuni, con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, possono beneficiare di un contributo a fondo perduto pari al 40% del costo dell’investimento per la realizzazione delle comunità energetiche. Il PNRR, il Piano nazionale ripresa resilienza, ha finanziato questa iniziativa con 2,2 miliardi di euro.

Per essere ammissibili, le iniziative devono essere già costituite legalmente alla data di presentazione della domanda di contributo. I progetti idonei a ricevere il finanziamento prevedono l’acquisto di impianti per la produzione di energia rinnovabile, incluso il loro potenziamento, con una potenza nominale che non superi 1 MW.

Le altre CER, possono accedere a un incentivo in tariffa per l’energia elettrica prodotta e condivisa, applicabile a impianti fino a 1 MW. Questo incentivo include una parte fissa e una parte variabile e viene garantito per un periodo di vent’anni.

La componente variabile si aggiunge alla parte fissa e dipende dal prezzo zonale orario dell’energia elettrica.

Aprire una CER con Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe

Il tema delle comunità energetiche e le opportunità che generano sono al centro delle attività dell’Associazione Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe che, con la collaborazione di professionisti ed enti, si occupa della formazione e dell’informazione sul territorio. Abbiamo chiesto alla Presidente Federica Rossi Gasparrini di spiegarci come si concretizza l’impegno dell’Associazione sui territori.

In cosa consiste l’impegno dell’associazione su questo tema?

Da oltre un anno l’Associazione Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe sta facendo informazione e formazione alle rete che, nel corso degli anni, ha sviluppato sull’intero territorio nazionale. Grazie alle Rappresentanti regionali, che sono le prime promotrici di queste iniziative sui territori, siamo concentrati sul tema delle Comunità energetiche.

Abbiamo un riscontro positivo ma sappiamo che possiamo e dobbiamo fare di più.

Facciamo un passo indietro. Nel 2018, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europa la nuova Direttiva RED II (Renewable Energy Directive II). La direttiva stabiliva che gli Stati membri dovessero provvedere, insieme, al raggiungimento, entro il 2030, di due obiettivi chiave: portare la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% e la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti al 14%. Per raggiungere questi obiettivi serve il contributo di tutti e soprattutto di persone in grado di cogliere queste opportunità.

Com’è nato l’impegno dell’Associazione nei riguardi delle CER?

Già prima della pandemia da Covid-19, come Associazione che rappresenta a livello nazionale le donne impegnate soprattutto nel lavoro in casa e di cura, siamo stati coinvolti dal Governo per intensificare – alla luce dei nuovi obiettivi – l’attività di informazione e formazione sui territori. In particolare, sono stati realizzati incontri in presenza e a distanza con le nostre Rappresentanti con una costante comunicazione sul tema.

Le persone che incontravamo desideravano capire come poter essere davvero operative, per la salvaguardia del nostro pianeta ma anche per essere protagoniste della rivoluzione economica che l’Unione Europea stava spingendo.

Post pandemia, sono iniziati i primi incontri. Ci racconta?

Nel 2021 è nata l’iniziativa “Famiglie nel Sole”, presentata il 2 marzo 2022 a Napoli che abbiamo organizzato con altrettante associazioni di rilievo come LA CASA DEL CONSUMATORE APS, ANTA (Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente), ADICONSUM CISL e DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico). All’iniziativa di Napoli ha fatto seguito una costante collaborazione fra le Associazioni per definire come essere operative.

Sono seguiti poi numerosi incontri con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin e la Senatrice Roberta Toffanin.

Le prime due CER su Roma hanno dato inizio ad un percorso che ha ancora tante tappe da compiere. Ce ne parli.

Nella primavera del 2022, sono nate le prime due CER a Roma con il supporto dell’Associazione. La prima è stata promossa da Serena Candigliota nella zona Infernetto. La seconda, promossa da Leandro Aglieri nella zona di Casalpalocco. Serena e Leandro hanno trovato anche i terreni possibili per costruire le centrali fotovoltaiche, che avrebbero servito le famiglie, abbassando il costo delle bollette.

Lo scorso 31 ottobre, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europa, la nuova Direttiva RED III (Renewable Energy Directive III). La Direttiva, che modifica la precedente (RED II), prevede una serie di novità per gli Stati membri, in particolare per quanto riguarda la loro promozione e l’aumento della loro quota nel mix energetico dell’Unione. Entro il 2030 l’Europa vuole garantire una quota rinnovabile pari almeno al 42,5% (contro il precedente 32%) nel consumo finale di energia, con l’obiettivo di raggiungere il 45%. L’impegno riguarderà i settori dei trasporti, dell’industria, dell’edilizia, e dei sistemi di teleriscaldamento e raffreddamento.

I decreti attuativi sono lenti ma intanto come associazione non vi siete fermati

Solo da fine febbraio 2024 il Decreto necessario a famiglie, imprese ecc. sarà finalmente operativo. Continuiamo a lavorare per poter essere di supporto e spinta alla nascita di CER costituite e guidate da persone oneste, capaci, generose. Abbiamo sviluppato una rete importante con professionisti esperti e competenti grazie ai quali riusciamo ad essere un aiuto concreto per chi vuole oggi aprire una CER sul territorio nazionale.

Al momento quante CER avete contribuito a realizzare?

Siamo molto felici che i primi progetti siano partiti dai piccoli comuni. Ad oggi sono ben 12. Nella provincia di Teramo, ad esempio, abbiamo CER a Morro D’oro, Castelli, Crognaleto, Controguerra, Basciano e Torano Nuovo. In provincia di Chieti ce n’è una a Monteodorisio. e poi ancora 5 nella provincia di Ascoli Piceno e in particolare a Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo, Roccafluvione e Venarotta. Siamo davvero soddisfatti della risposta del territorio.

Come posso fare le persone interessate a contattarvi?

Chiunque fosse interessato può mandare una mail all’indirizzo [email protected], [email protected] oppure [email protected] con nome, cognome, telefono e mail. Seguiranno poi indicazioni sul come e perché costruire una CER. Verranno stabiliti degli step di lavoro e come Associazione accompagneremo durante tutto il percorso, fornendo risposte a l’aiuto necessario.

Per ricevere maggiori informazioni legate al risparmio energetico con le CER è possibile entrare in contatto con l’Associazione Obiettivo Famiglia/Federcasalinghe scrivendo a: [email protected], [email protected] oppure [email protected]