Coppetta mestruale, un’alternativa agli assorbenti

Coppetta mestruale, un’alternativa agli assorbenti

Una soluzione sostenibile, che può durare fino a dieci anni

coppetta mestruale

Gli assorbenti per il ciclo non sono oggetti di lusso, ma presidi essenziali per l’igiene femminile. Perciò per molti la cosiddetta tampon tax, cioè l’Iva al 22% applicata a tamponi e assorbenti, è inaccettabile.

Fortunatamente qualcosa si sta muovendo: già da quest’anno l’imposta è calata al 10%, anche se sembra ancora lontana la soglia del 4% riservata ai beni di prima necessità.

Tuttavia quello economico non è l’unico tema sul tavolo. Cresce infatti l’attenzione verso la sostenibilità degli assorbenti.

Il costo ambientale è alto, se si considera che nel mondo circa due miliardi di persone hanno periodicamente le mestruazioni. Il che si traduce, ipotizzando cicli regolari a cadenza mensile, nell’utilizzo di 120-480 miliardi di assorbenti usa e getta e tamponi, da smaltire dopo il loro impiego.

In questo scenario, la coppetta mestruale rappresenta un’alternativa sostenibile alle soluzioni più diffuse, in quanto riutilizzabile per decine e decine di volte, con benefici anche per quanto riguarda il risparmio.

Cosa sono le coppette per il ciclo mestruale

Le coppette sono piccoli oggetti di silicone a forma di coppa (o tulipano) progettati per essere inseriti all’interno della vagina con lo scopo di raccogliere il sangue mestruale. La loro affidabilità è pari a quella degli assorbenti, almeno stando al primo studio scientifico sul tema condotto dalla rivista Lancet Public Health.

Alcuni ginecologi ne hanno poi consigliato l’uso come deterrente contro le infezioni. La dottoressa Alessandra Di Lillo, ginecologa presso la Casa di cura Santa Famiglia di Roma, ha sottolineato in un’intervista come il materiale di cui è fatta la coppetta non dà alcun tipo di problema. Cosa che non si può dire degli assorbenti esterni classici che creano un clima caldo umido: un fattore che può facilitare la proliferazione dei batteri.

Come si usano le coppette per le mestruazioni?

Come si usano le coppette mestruali

Grazie alla sua la forma, la coppetta può essere agevolmente ripiegata e inserita nella vagina; all’estremità finale è presente una piccola parte allungata, una specie di gambo o anello, che permette di rimuovere l’accessorio con facilità.

Tra i miti da sfatare il fatto che la coppetta non sia igienica. Il presidio, una volta svuotato del suo contenuto, va lavato con sola acqua o con acqua e sapone neutro, senza oli o profumi. Al termine di questa operazione può essere riutilizzato in tutta sicurezza.

Quando si conclude il ciclo, la coppetta va sterilizzata in acqua bollente per circa sei minuti e riposta in un astuccio per il mese successivo. È possibile impiegare anche il microonde, mettendo la coppetta in un contenitore pieno d’acqua per sei minuti a 750 W.

Come si inserisce la coppetta mestruale

Le prime volte bisogna prendere dimestichezza con lo strumento e si consiglia di usarlo in abbinamento con un assorbente esterno per evitare di sporcarsi i vestiti, nel caso sia stato posizionato male. Dopo essersi lavate le mani, si applica ripiegando il bordo.

Ma come si fa a capire se la coppetta mestruale è inserita bene? Quando aderisce alle pareti vaginali, creando una specie di sottovuoto che protegge da qualsiasi perdita e dal rischio di fuoriuscite. Non si deve provare dolore e ci si deve quasi dimenticare di averla.

Infine, quanto tempo si può tenere la coppetta mestruale? Questo presidio è un vero e proprio salvatempo: si può infatti indossare fino ad un massimo di otto ore consecutive (dieci con i flussi più lievi) senza avere fastidi o perdite. E questo vale anche di notte. Al contrario del tampone usa e getta, quando si va al bagno non è necessario rimuovere il dispositivo.

Come scegliere la coppetta mestruale giusta

scegliere la coppetta mestruale giusta

Dal punto di vista economico, il costo è in genere contenuto: si va dai dieci ai venti euro. Un acquisto che si ammortizza in pochi mesi, vista la lunga vita del prodotto, che va sostituito dopo dieci anni di utilizzo.

I modelli sul mercato sono numerosi e vengono normalmente suddivisi sulla base della grandezza: le coppette mestruali hanno infatti misure diverse. La scelta dipende, ad esempio, dall’età o dall’abbondanza del flusso mestruale. Le ragazze possono optare per una taglia più piccola, mentre per chi ha già avuto un figlio o soffre di ipermenorrea è più adatto un modello dalle dimensioni maggiori. Si consiglia comunque di provare taglie diverse, in modo da capire qual è la migliore.

Le coppette variano anche nella lunghezza: anche in questo caso, si raccomanda di sperimentare modelli differenti. Se il “gambo” è troppo lungo, è possibile tagliarlo.

Infine, attenzione alla “consistenza”. Le tipologie più morbide sono versatili e comode, ma più difficili da togliere e potrebbero provocare delle perdite. Quelle più rigide, invece, rimangono ferme, ma potrebbero essere fastidiose.

Le coppette mestruali sono dunque un’ottima alternativa ai classici assorbenti: sono più economiche e sostenibili. L’importante è trovare il modello migliore per le proprie esigenze.