Meditazione trascendentale, cos’è e come si applica

Meditazione trascendentale, cos’è e come si applica

Una tecnica per sviluppare le proprie potenzialità ed eliminare lo stress

Che cos’è la meditazione trascendentale

La meditazione trascendentale è una tecnica che, se applicata con sistematicità e un approccio corretto, permette di sviluppare le proprie potenzialità personali, riducendo allo stesso tempo lo stress.

Una disciplina suggestiva, complessa da inquadrare ma assolutamente affascinante: nonostante talvolta sia confusa con altre tipologie di meditazione, quella trascendentale presenta caratteristiche a sé.

Questa disciplina, rispetto ad altre pratiche, non si basa sulla concentrazione o sulla contemplazione: come dice la parola, l’obiettivo è spingere la mente oltre ogni tipo di pensiero, raggiungendo uno stato di rilassamento profondo, nel quale si possono ritrovare nuove energie. Si fonda sulla ripetizione, più volte al giorno, di un suono specifico (il mantra), che permette di oltrepassare la propria coscienza.

La differenza emerge anche dal punto di vista scientifico. Secondo una ricerca pubblicata qualche anno fa su Consciousness and Cognition (e riportata nel sito La Repubblica) relativa ai ritmi cerebrali, questa tecnica è associata alle onde alfa mentre, ad esempio, la meditazione buddista e il Qi gong sono correlati alle onde theta.

Chi ha inventato la meditazione trascendentale

Maharishi Mahesh Yogi in meditazione
Author: Ben Pirard

La meditazione trascendentale è nata nel solco della tradizione vedica, legata ai popoli antichi che vivevano nel nord-ovest dell’India. Il suo inventore, o quantomeno colui che ha importato la pratica in Occidente nel 1958, è stato Maharishi Mahesh Yogi, guru e filosofo indiano. Negli anni ’60 e ’70 la popolarità della disciplina crebbe esponenzialmente a causa dell’interessamento di alcune celebrità.

Tra di esse ricordiamo l’attrice Mia Farrow (protagonista in “Rosemary’s Baby”, film del regista Roman Polansky), il cantautore Donovan, la voce dei Rolling Stones Mick Jagger e i Beatles, di cui Yogi divenne il guru spirituale.

Oggi esistono nel mondo oltre mille centri specializzati, emanazione diretta dell’attività del mistico indiano, morto nel 2008 dopo aver annunciato il ritiro dalle attività per rispettare una fase di silenzio spirituale.

Meditazione trascendentale: quali benefici

I benefici della meditazione trascendentale

I benefici della meditazione trascendentale sono molteplici e riguardano le varie sfere afferenti alla persona. Infatti la tecnica in questione apporta vantaggi sia a livello mentale sia fisico, impattando anche sul comportamento e l’ambiente circostante. Gli effetti positivi sono sia a breve che a lungo termine, come sottolineato da alcuni studi scientifici raccolti sul sito Truth about TM, curato dall’ex professore di psicologia statunitense David Orme-Johnson.

La pratica quotidiana permette di raggiungere uno stato di coscienza pura e illimitata, tenendo la mente lontana dalle preoccupazioni. Questo stato favorisce anche il riposo, eliminando tensioni e stress e favorendo la tranquillità e la creatività. Ciò permette di conseguire un’efficacia decisionale superiore alla media.

Solo una sensazione soggettiva? Sembra proprio di no. Lo dimostra uno studio condotto alla Scuola IMT di Lucca: i risultati evidenziano come la tecnica orientale lasci tracce indelebili nell’organismo. Le persone soggette all’esperimento hanno infatti mostrato dei cambiamenti nelle connessioni tra le diverse zone del cervello preposte alla modulazione delle emozioni.

Come si pratica la meditazione trascendentale

Ma come si pratica questa disciplina? Innanzitutto, pur se adatta a qualsiasi luogo, è bene scegliere un posto silenzioso, che favorisca la concentrazione e, se possibile, il riverbero del mantra che sarà recitato.

Solitamente si tratta dell’Om, termine che in sanscrito significa “solenne affermazione”. Prima di recitarlo è necessario sedersi (su una sedia o a terra, magari su un tappetino o un cuscino) e creare un angolo retto tra le gambe e il tronco.

La schiena va tenuta dritta, pensando che ci sia un filo invisibile che unisce testa e soffitto. Le braccia invece restano rilassate, poggiate su un comodo vestiario. Da qui si inizia a inspirare profondamente, lasciando andare le tensioni ad ogni espirazione, verbalizzando il mantra in contemporanea.

La pratica si ripete idealmente per circa 15 minuti, per due volte al giorno. Si possono anche accendere incensi e musiche evocative adeguate.

Ad ogni modo si consiglia di rivolgersi ad un insegnante debitamente formato e certificato.

Un ultimo consiglio: l’attenzione dev’essere portata sul respiro, cercando di evitare le fluttuazioni tipiche della mente, sempre protratta verso passato e futuro. Il concetto del “qui ed ora”, quindi della focalizzazione sul presente ed in contemporanea sui propri obiettivi di crescita, è fondamentale.