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Cosa si intende per ansia finanziaria

Cosa si intende per ansia finanziaria

Le donne sono tra i soggetti più vulnerabili

Le forme d’ansia rappresentano una condizione ricorrente per milioni di persone in tutto il mondo, con un’incidenza piuttosto marcata nei Paesi occidentali. Tra questi c’è l’Italia: secondo quanto riportato sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità, ne soffrono circa due milioni e mezzo di nostri connazionali.

Alcune tipologie trovano “terreno fertile” sia nelle condizioni personali che nei fenomeni sociali. Fra queste si può annoverare sicuramente l’ansia finanziaria, cioè una situazione caratterizzata da un forte disagio mentale quando si pensa alla proprie disponibilità economiche.

Un problema che si nutre anche di un contesto di sostanziale incertezza, contraddistinto dagli effetti della crisi finanziaria del 2008 e della più recente pandemia da Covid-19.

L’ansia finanziaria è dunque spesso un “effetto collaterale” di questa fase storica: la sensazione di precarietà diffusa sta generando preoccupazioni per il proprio tenore di vita futuro. Sintomi e disturbi correlati colpiscono soprattutto gruppi già fragili sotto questo punto di vista, come i più giovani e le donne.

Da qui la necessità d’individuare i sintomi della forma patologica dell’ansia, cercando un rimedio contro questa problematica.

Cosa si intende per ansia finanziaria

Ma di cosa si tratta, più nel dettaglio? Il termine ansia deriva dal latino “angère”, che significa letteralmente “stringere”, “opprimere”. Si caratterizza per una sensazione di tensione psicofisica e d’inquietudine che talvolta sconfina nella paura. Tuttavia non sempre questi segnali sono di natura patologica. Anzi, possono essere “vantaggiosi”.

L’ansia normale (o fisiologica) implica infatti un’attivazione generalizzata di tutte le risorse dell’individuo e aiuta a essere maggiormente focalizzati sulla prestazione necessaria per reagire alle avversità.

Proprio quella prestazione che, di contro, viene limitata quando l’ansia raggiunge un livello eccessivo. Uno stato che non sempre si manifesta in modo palese, ma che presenta alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare.

Cosa causa l’ansia finanziaria e quali sono i sintomi

In generale, le cause dell’ansia finanziaria sono legate a:

  • un’avversione alle perdite, spesso conseguenza di brutte esperienze nel passato;
  • un’insufficiente educazione finanziaria;
  • una sfiducia verso le istituzioni.

Le forme con cui si manifesta questo disturbo possono comparire da sole oppure contemporaneamente, come spiegato sul portale di Giovanni Cuniberti, professore aggregato presso l’Università di Torino. Di solito i sintomi sono classificabili in:

  • noia e pigrizia, quando per esempio non si controllano le proprie entrate/uscite, magari senza consultare il saldo del proprio conto corrente;
  • evitamento e disimpegno, in assenza dello sforzo minimo richiesto per comprendere la propria situazione finanziaria;
  • sensazione di impotenza e rassegnazione;
  • deresponsabilizzazione, quando si preferisce delegare ad altri l’amministrazione delle proprie finanze.

Ovviamente alcuni di questi comportamenti sono comuni a moltissime persone, ma possono diventare patologici quando sono invalidanti.

L’ansia finanziaria nelle donne

Al di là dello specifico contesto storico in cui viviamo, fatto d’incertezze sul futuro e di restrizioni di budget per molte famiglie, ci sono anche diversi elementi culturali che determinano l’incidenza dell’ansia finanziaria.

Non è infatti un caso se proprio le donne sono particolarmente vulnerabili al fenomeno. Secondo quanto affermato da Annamaria Lusardi, direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, il gap tra generi è spesso da ascrivere alla carenza di educazione finanziaria delle ragazze.

Un’affermazione confermata dal rapporto OCSE-PISA 2018, che mette in luce un divario sensibile nelle conoscenze in termini di risparmio, investimenti e borsa. Non solo: uno studio della professoressa Lusardi pone l’accento anche sulla mancanza di fiducia, da parte di molte donne, nelle loro capacità, che va a incidere sul loro livello di alfabetizzazione finanziaria.

Un mix di elementi, dunque, che fa sì che il mondo femminile reagisca con minore resilienza alle criticità economiche.

Educazione e supporto: i possibili rimedi

Cosa fare allora? Un maggiore focus, a partire dalla scuola, sull’educazione finanziaria sarebbe un vero toccasana per tutti i futuri adulti. E lo stesso vale ovviamente per il mondo accademico e la formazione extrascolastica. In un contesto di maggior precarietà, infatti, il rischio di affrontare ciò che non si conosce aumenta, e con esso la probabilità d’incorrere in forme d’ansia finanziaria.

Attori sia pubblici che privati devono poi operare per ricostruire la fiducia in questo ambito, puntando su una sana cultura finanziaria, grazie a consulenti in grado di consigliare i propri clienti su valori quali prudenza e competenza, ma non solo.

Infine, nei casi in cui l’approccio a questioni economiche sia causa di grande malessere, rivolgersi a professionisti come psicologi e life coach preparati è cruciale per prendersi meglio cura di sé e mettere le basi per obiettivi a lungo termine.

Stefania Franco

Specializzata in personal coaching, Stefania mette le proprie competenze al servizio di numerosi centri per l’impiego, aiutando persone che hanno perso il lavoro a sviluppare le proprie soft skill. Ama viaggiare alla scoperta di tradizioni culinarie locali e raccoglie ricette con l’idea di scrivere un giorno una guida gastronomica itinerante. La ricetta più amata da Stefania Franco: I turdilli calabresi, dolcetti speziati al vino rosso, da mangiare durante le festività natalizie!

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