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Cosa significa “body shaming”?

Cosa significa “body shaming”?

Un fenomeno grave che riguarda soprattutto le donne

Prendere in giro, denigrare, insultare qualcuno per il proprio aspetto fisico: il body shaming è un atto che può assumere anche rilevanza penale. Vediamo nello specifico di che cosa si tratta.

Nella nostra epoca la cultura dell’aspetto esteriore è predominante e occupa una buona parte dei contenuti visivi di cui fruiamo ogni giorno: modelle, attori e attrici, cantanti e artisti con corpi perfetti e vite da copertina dominano i programmi televisivi, i social network, le riviste e le pubblicità.

Con i loro fisici statuari e snelli, senza rughe né cellulite, entrano nelle nostre vite e plasmano il nostro immaginario. Il paragone con loro è inevitabile, soprattutto in età adolescenziale. Questi confronti, però, non sono mai favorevoli e e generano quasi sempre insoddisfazione (immotivata) e frustrazione. A questo stato di malessere fa eco il giudizio severo delle persone, che trova terreno fertile nelle nostre insicurezze.

I commenti sulla fisicità altrui vengono condivisi sempre più spesso, sia in privato sia pubblicamente, e si rivelano fonte di disagio sempre maggiore. Ecco che “far vergognare qualcuno del proprio corpo” diventa body shaming.

Troppo alte o troppo basse, troppo magre o troppo in carne, con la cellulite oppure con l’acne: qualunque caratteristica fisica può essere criticata, suscitando derisione da parte degli altri.

Chi sono le vittime del body shaming?

Rispondere a questa domanda è facile, purtroppo: potenzialmente chiunque può essere denigrato per come appare.

Secondo un recente sondaggio di Skuola.net, quasi nessun adolescente viene risparmiato. 9 ragazzi su 10 hanno infatti subito commenti inappropriati sul proprio corpo.

La tipologia e la gravità variano in base all’interlocutore: si passa dalle critiche agli insulti, con parole cattive, nate per fare male e offendere, che si trasformano, talvolta, in atti di bullismo.

I social network, in questo senso, fanno spesso da cassa di risonanza: qui si possono giudicare persone che non si conoscono e ci si sente più liberi di commentare senza badare ai sentimenti degli altri.

Le donne, poi, sono spesso prese di mira e messe alla berlina per i loro presunti difetti fisici. Le adolescenti sono le più condizionate e a gravare sul loro stato d’animo vi è quella fase della vita – l’adolescenza, appunto – che, per natura, porta con sé una profonda trasformazione fisica e psicologica, che genera insicurezza e acuisce la sensibilità.

Le conseguenze possono essere numerose:

  • la vittima si vergogna di se stessa e può arrivare a soffrire di stati d’ansia e stress:
  • la paura legata al rifiuto da parte degli altri può ridurre il livello della propria autostima, provocando diversi disturbi mentali;
  • l’insoddisfazione per il proprio corpo può portare a stati di depressione e aprire le porte ai problemi di alimentazione.

Quest’ultimo punto è strettamente correlato al fat shaming e allo skinny shaming. In questo caso al centro del giudizio si trovano, rispettivamente, persone eccessivamente sovrappeso o sottopeso. Gli effetti possono essere anche gravi: i disturbi del cibo, che spesso sfociano in anoressia o bulimia, sono purtroppo diffusi soprattutto negli adolescenti.

Anche i personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport non sono esenti. Da qualche tempo, per contrastare questo fenomeno, personaggi famosi e influencer hanno “denunciato” pubblicamente gli episodi di body shaming, e all’interno dei social network si stanno formando dei veri e propri movimenti che puntano all’accettazione di sé, ad esempio tramite la prospettiva della body neutrality.

Le cause del body shaming

L’obiettivo del body shaming è ridicolizzare e insultare le persone per il loro aspetto fisico, con il risultato di rendere le vittime meno sicure di loro stesse, sfiduciate e spesso incapaci di avere rapporti positivi con le persone che le circondano.

Ma quali sono le ragioni del comportamento degli aggressori? Non sono facili da determinare. Si può comunque cercare un parallelismo con le cause del bullismo.

Talvolta si tratta di un modo per esprimere la propria insoddisfazione, reagendo in maniera eccessiva e violenta e scaricando la propria frustrazione sugli altri.

Questo atteggiamento può essere anche un modo per attirare l’attenzione su di sé, soprattutto sui social, oppure il risultato di una mancanza di empatia: si sottovaluta cioè la sofferenza che le proprie parole suscitano nelle altre persone. Inoltre, si può ipotizzare la voglia di rivalsa o l’invidia verso i vip e i personaggi famosi dello spettacolo.

Quando il body shaming è reato?

Difendersi da questo fenomeno è necessario, anche dal punto di vista legale: per questo è importante capire quando il body shaming è reato.

Come spiegato sul portale La Legge per tutti, di per sé denigrare qualcuno per il proprio aspetto fisico non ha rilevanza penale, se non quando si rintracciano elementi tipici di altri reati, quali ad esempio la diffamazione e lo stalking.

Si ricade nella diffamazione se si offende pubblicamente l’aspetto di qualcuno, esprimendo giudizi ingiuriosi – non in sua presenza – e minandone la reputazione in un contesto sociale, inclusi i social network. Si tratta di un atto grave, dal momento che il commento è pubblico e quindi fruibile da tutti.

Si parla invece di stalking quando l’atteggiamento denigratorio diventa costante e reiterato nel tempo. La vittima, in particolare, è spinta a cambiare le sue abitudini per evitare il contatto con chi la sta insultando. Negli episodi più gravi, infine, il body shaming può integrare il reato di istigazione o aiuto al suicidio.

Se si pensa di ricadere in una di queste casistiche, il consiglio è quello di sporgere querela presso l’autorità competente. Le indagini possono portare al rinvio a giudizio dell’aggressore: la vittima può allora costitursi parte civile e chiedere un risarcimento per danni.

Se le offese sono pubblicate sul web, un altro modo di tutelarsi è sfruttare le opportunità offerte dalla legge contro il cyberbullismo.

Infine, talvolta è necessario ricucire le ferite nella propria mente. Per questo può essere importante rivolgersi ad uno o ad una specialista, così da recuperare la propria autostima, affermare con più consapevolezza la propria identità individuale e l’apprezzamento per la cosa più preziosa che abbiamo: il nostro corpo.

Roberta Caputo

Roberta è consulente in scienza della nutrizione e collabora con diverse realtà del territorio lombardo per contrastare i disturbi alimentari adolescenziali. Mamma di due figlie, è attiva anche sul fronte scolastico. La frase che Roberta Caputo ripete sempre alle proprie figlie: Siete belle così come siete, non lasciate che nessuno vi dica il contrario!

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