Lavoro e impresa

Il decreto per il Fondo impresa donna: ecco cosa prevede

Il decreto per il Fondo impresa donna: ecco cosa prevede

Una misura importante per sostenere le imprenditrici

I 40 milioni stanziati dal Fondo impresa donna sono un aiuto importante per le aziende femminili, soprattutto per quelle dal carattere più innovativo.

Ventilato prima, atteso per mesi poi, ora il Fondo impresa donna si sta concretizzando, con la definizione di regole e ambiti di applicazione. Il 2 ottobre scorso il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto interministeriale che ha sbloccato il finanziamento iniziale di 40 milioni di euro, destinato a rafforzare il sostegno alle iniziative guidate da donne.

La misura vuole favorire e incentivare la partecipazione femminile ai contesti d’impresa, fornendo un supporto economico per le fasi, spesso complesse, di avvio di una nuova attività. Il provvedimento, in particolare, valorizza soprattutto i progetti con contenuti innovativi.

Come evidenziato sul portale della Fiap (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), il decreto sul Fondo impresa donna comprende sia finanziamenti agevolati che contributi a fondo perduto. Le risorse stanziate saranno poi integrate con i 400 milioni del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per favorire gli obiettivi di inclusione lavorativa.

Cosa si intende per imprenditoria femminile

Per definizione, l’imprenditoria femminile è la costellazione di attività di business guidate da donne o che contano su una compagine sociale a maggioranza femminile. Dal punto di vista statistico, un recente studio della Camera dei deputati ha fotografato l’andamento del fenomeno, che ha visto una repentina decrescita nel 2020, anno della crisi pandemica.

A fine 2019, infatti, come si legge nel documento basato sui dati del IV Rapporto Impresa Femminile di Unioncamere, le aziende guidate da donne iscritte al Registro delle Camere di Commercio erano 1 milione e 340mila (pari al 22% del totale), un numero che confermava un trend positivo rispetto agli anni precedenti.

La battuta d’arresto globale ha avuto, però, pesanti ricadute per l’imprenditoria femminile. Dopo un lungo periodo caratterizzato da una crescita costante, tra aprile e settembre 2020 la corsa è rallentata fino a fermarsi. Calo della domanda e mancanza di liquidità sono state le problematiche maggiori. Così, a fine 2020, le imprese femminili si sono attestate attorno a un milione e 336mila unità, quasi 4mila attività in meno rispetto al 2019.

Decreto per il Fondo impresa donna, ecco come funziona

Sono 21 gli articoli del decreto che rende operativo il Fondo impresa donna, con uno stanziamento di 20 milioni per il 2021 e di un finanziamento di pari importo nel 2022. Stando a quanto indicato sul portale della Camera, il Fondo è suddiviso in tre macro aree di applicazione con differenti contributi dedicati a:

  1. Nascita e consolidamento delle imprese, con un approccio premiale per quelle ad alto contenuto tecnologico;
  2. Diffusione della cultura imprenditoriale;
  3. Programmi di formazione e orientamento (con un’attenzione particolare alle discipline Stem, ovvero scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).

Come spiega Il Sole 24 Ore, alla prima voce sono assegnati 32,5 milioni di euro, mentre 6,2 milioni sono destinati ai capitoli della formazione e della cultura imprenditoriale. I rimanenti 1,3 milioni sono riservati alla gestione della misura affidata a Invitalia.

Decreto per il Fondo impresa donna, a chi spetta

Le risorse del Fondo impresa donna vengono ripartite tra i settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo.

La platea dei beneficiari si suddivide, in particolare, in quattro categorie:

  • Le cooperative e le società di persone con almeno il 60% di donne socie;
  • Le società di capitale con il cda composto da almeno due terzi da donne;
  • Imprese individuali la cui titolare è una donna;
  • Lavoratrici autonome.

Ma come possono i destinatari della misura fare domanda per i fondi?

Decreto per il Fondo impresa donna: come accedere?

Ad oggi manca ancora la data ufficiale per accedere al bando. Servirà infatti un provvedimento del ministero dello Sviluppo economico per chiarire i dettagli e le tappe operative per beneficiare delle agevolazioni.

Come evidenziato dalla Fiap, la presentazione delle domande sarà in ogni caso online, attraverso la piattaforma di Invitalia. Potenzialità del mercato, utilizzo e sviluppo delle nuove tecnologie e altri criteri di merito permetteranno di individuare a quali imprese destinare l’intero importo ammissibile. Una volta esaurita la dotazione, l’agevolazione sarà corrisposta in maniera parziale rispetto alla cifra ammissibile.

Le regole per accedere al Fondo impresa donna

Più nel dettaglio, per ottenere il finanziamento l’azienda deve realizzare i programmi di investimento entro due anni. Il tetto massimo è di 250mila euro per le nuove società e di 400mila euro per i business già avviati.

L’incentivo, previsto dal Fondo impresa donna, viene infatti assegnato con criteri differenti per le realtà già esistenti o per le nuove nate. Vediamo cosa ciò significa in termini di importi, stando a quanto sottolineato dalla Camera di Commercio di Roma:

  • Imprese già esistenti
    Le aziende costituite da almeno un anno (fino a un massimo di tre) hanno diritto all’agevolazione per il 50% come fondo perduto e per un altro 50% come finanziamento agevolato di otto anni a tasso zero, fino all’80% delle spese ammissibili. Per le realtà con più di tre anni le spese di capitale circolante sono agevolate solo con il fondo perduto, quelle di investimento anche con il finanziamento agevolato.
  • Le nuove imprese
    In questo caso il contributo è a fondo perduto: entro spese ammissibili di 100mila euro, copre l’80% fino a un massimo di 50mila euro. La percentuale di copertura sale al 90% per le donne disoccupate. Per spese ammissibili fino a 250mila euro, la copertura scende, invece, al 50%.

Le spese che rientrano nella misura comprendono gli impianti, le attrezzature nuove di fabbrica, le immobilizzazioni immateriali, i servizi cloud per la gestione aziendale e il personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nella realtà imprenditoriale.

Infine, da non dimenticare anche la possibilità di ottenere la cumulabilità con altri aiuti stanziati dal governo.

Roberta Caputo

Roberta è consulente in scienza della nutrizione e collabora con diverse realtà del territorio lombardo per contrastare i disturbi alimentari adolescenziali. Mamma di due figlie, è attiva anche sul fronte scolastico. La frase che Roberta Caputo ripete sempre alle proprie figlie: Siete belle così come siete, non lasciate che nessuno vi dica il contrario!

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