Diritti dei disabili: quali sono le tutele attive in Italia

Diritti dei disabili: quali sono le tutele attive in Italia

Le leggi e le convenzioni per promuovere l’uguaglianza

disabilità e diritti

La battaglia per i diritti è fondamentale, anche per quanto riguarda la disabilità, che è un concetto in continuo cambiamento.

Fino a pochi decenni fa ci si concentrava soprattutto sui deficit che emergevano da esami medici e neurologici. Oggi invece le difficoltà fisiche o mentali vanno considerate insieme all’ambiente sociale in cui vive la persona. Ciò significa che a parità di condizioni, è la presenza o meno di barriere architettoniche, psicologiche e culturali a stabilire il grado di handicap di un individuo.

L’evoluzione del concetto fa sì che venga posta sempre più attenzione al tema dei diritti dei disabili, come dimostrato anche dalla stesura della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

All’interno di tale documento – approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 – vengono ribaditi i diritti fondamentali dell’uomo, ricordando come essi valgano indipendentemente dalla propria condizione fisica e sociale.

I principi interni alla Convenzione sostengono “il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone”. A questi valori si aggiungono la piena inclusione nella società, le pari opportunità, l’accessibilità e il rispetto per le differenze.

Le Nazioni Unite hanno inoltre inserito tra gli obblighi generali dei Paesi la ricezione del documento e la messa in atto di misure legislative volte alla tutela e alla non discriminazione delle persone con disabilità, con particolare attenzione a donne e minori.

Qual è lo stato dei diritti dei disabili in Italia?

Lo stato dei diritti dei disabili in Italia

Lo Stato italiano ha sottoscritto la Convenzione sui diritti dei disabili il 30 marzo 2007, autorizzandone la ratifica tramite la legge n.18 del 3 marzo 2009. Il nostro Paese ha anche istituito l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, il quale ha il compito di promuovere il documento internazionale e di stilare rapporti dettagliati su come questo sia stato applicato, il tutto in accordo con il Comitato Interministeriale dei Diritti Umani (Cidu).

Diritti dei disabili e Costituzione

All’interno della Costituzione non ci sono articoli strettamente dedicati agli individui con disabilità. Tuttavia, sono diversi i punti a cui fare riferimento in relazione a questo tema.

Nello specifico, l’art. 2 richiama i diritti inviolabili dell’uomo, rimarcando poi all’art. 3 la pari dignità di ogni cittadino. In tale articolo si manifesta anche l’intento da parte della Repubblica di abbattere gli ostacoli che rendono tutt’oggi complessa l’uguaglianza sociale.

Infine, occorre sottolineare la portata dell’art. 32 – che garantisce la salute dell’individuo quale diritto fondamentale – e l’art. 38, dedicato alle politiche in ambito lavorativo.

Quali sono i diritti dei disabili al lavoro

I diritti dei disabili al lavoro

Molte persone disabili fanno fatica ad accedere al mondo del lavoro. Per questo lo Stato ha predisposto tutele particolari per quanto riguarda l’inserimento occupazionale.

Nello specifico, con la Legge n. 68 del 12 marzo 1999 sono stati istituiti percorsi di collocamento mirati tramite appositi uffici regionali. In questo modo, tutte le persone appartenenti alle categorie protette possono essere adeguatamente protette e accompagnate lungo l’intero processo di ricerca di lavoro e di assunzione.

Con il successivo Decreto legislativo 151/2015 sono state apportate significative integrazioni, compresa la redazione di relazioni biennali al Parlamento, le quali sono curate dalla Direzione generale per l’Inclusione e le politiche sociali.

In aggiunta, nel caso in cui la persona, a causa della sua disabilità, non possa svolgere un’attività lavorativa, l’Istituto nazionale per la previdenza sociale (Inps) prevede una serie di provvedimenti economici ideati per coprire almeno parzialmente le spese mensili dell’individuo.

Tra i sussidi che possono essere richiesti compaiono l’assegno ordinario di invalidità, la pensione di inabilità e l’assegno per l’assistenza personale e continuativa. Ciascuna di queste misure viene erogata dopo l’esame di ogni singolo caso.

Diritti dei disabili: a chi rivolgersi

Vivere una condizione di disabilità o assistere chi presenta problematiche fisiche o neurologiche può rivelarsi particolarmente complesso, soprattutto se non si ha un supporto professionale strutturato su cui poter contare.

Per questo motivo è importante sapere a chi rivolgersi. Sono infatti molte le associazioni che si occupano di promuovere l’inclusione, diffondendo al contempo – tramite blog, siti web e social network – importanti informazioni utili e aggiornamenti sulle misure governative in atto e in discussione.

Per ricevere indicazioni di carattere generale si può poi fare riferimento alla mail istituzionale [email protected] o al numero 06 67795340. Altrimenti si può prendere contatto con il contact center integrato dell’Inail Superabile, chiamando al numero verde 800 810810 o visitando il sito https://mysuperabile.inail.it/ .

Perché i disabili vengono discriminati?

Nonostante tutte le misure attuate per promuovere e garantire l’uguaglianza delle persone con disabilità, ancora oggi si verificano comportamenti discriminatori.

In passato, le problematiche fisiche erano viste come lo specchio di una deformità morale ed intellettiva. Con la modernità le cose sono cambiate, ma le difficoltà non sono scomparse del tutto.

Le ragioni della diffidenza è, in generale, la paura di ciò che è diverso da sé. Si tratta quindi di una discriminazione basata sull’incapacità di accogliere la differenza, la quale viene vista come indice di inferiorità.

Per sradicare alla base questo tipo di comportamento è quindi necessario porre l’accento sull’educazione e sulla cultura, evidenziando la capacità delle persone con disabilità di arricchire ciascuno di noi.