Discipline STEM e donne nella scienza

Discipline STEM e donne nella scienza

Le materie STEM e le donne importanti nel campo scientifico

donne e materie STEM

Nonostante i passi avanti degli ultimi anni, scienza e tecnologia sono ancora oggi rappresentate soprattutto da uomini, mentre le donne faticano a trovare il loro spazio in questi settori.

Una situazione che accomuna tutti gli Stati Europei: ma qualcosa sta cambiando. Ecco quali sono gli ultimi sviluppi.

Materie STEM: quali sono?

Innanzitutto, è fondamentale spiegare l’acronimo STEM, ovvero Science, Technology, Engineering, Mathematics (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica in italiano). Questa espressione è stata coniata nel 2001 dalla microbiologa Rita Colwell in occasione di una conferenza della National Science Foundation. C’è anche chi aggiunge una R, includendo la Robotica (STREAM), e chi invece opta per la A (STEAM) indicando l’arte.

Rimanendo nella definizione “classica”, con la parola STEM si considerano tutte le scienze naturali e le scienze formali: queste ultime includono la logica, la statistica, l’intelligenza artificiale, la teoria dell’informazione e del gioco e la linguistica in generale.

Lauree STEM: donne ancora indietro in Italia e in Europa

Lauree in ambito STEM

Le donne sono scarsamente rappresentate nell’ambito scientifico. Secondo le stime pubblicate da Openpolis, nell’Unione Europea si contano 21 laureati nelle materie STEM ogni mille persone tra i 20 e i 29 anni, mentre il dato delle laureate si ferma a 14,9.

In Italia la quota è, rispettivamente, di 19,4 laureati e 13,3 laureate, con circa 6 punti di divario.

A livello più generale, si ricorda poi che, nel corso della storia, fino al 2022 sono solo 4 le vincitrici del premio nobel per la Fisica (su 221 assegnazioni), 8 per la Chimica (su 189) e 12 per la Medicina (su 226).

Per sensibilizzare le popolazione su questo problema è stata ideata la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, evento istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e in calendario l’11 febbraio.

Donne e STEM in Italia: cosa sta cambiando

Tuttavia le cose stanno cambiando. Uno studio condotto da Ipsos per Save The Children ha evidenziato una crescita di interesse da parte delle studentesse nei confronti di queste materie: il 54% di loro segue con attenzione l’evoluzione del settore in vista della decisione universitaria.

Stando ai dati diramati dal Ministero dell’Università, nel 2021 il 22% delle ragazze iscritte in un ateneo ha scelto un corso di laurea STEM. Un forte impulso è stato dato dalle immatricolazioni ai corsi di informatica e tecnologie ICT, che hanno registrato un incremento del 15,74%.

Cresce tra le bambine e le ragazze, in Italia e nel mondo, la consapevolezza del loro valore e del contributo che possono dare in ambito scientifico, ma il divario di genere è molto presente e si radica, sin dai primi cicli di istruzione, negli stereotipi, ancora oggi diffusi, che vorrebbero le ragazze poco portate verso le materie scientifiche e che bloccano sul nascere i loro talenti”, ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può essere una spinta al cambiamento: sono stati infatti stanziati dei fondi per sostenere le carriere scientifiche. Una sorta di “Progetto Donne – STEM”, quindi, favorito dalle risorse europee previste dal PNRR.

Donne importanti in campo scientifico

Grazie a questa crescita, è possibile immaginare anche un aumento di donne protagoniste nel campo scientifico nel nostro Paese.

La storia italiana è già ricca di figure di spicco. Tra le principali possiamo ricordare:

  • Rita Levi Montalcini, che ha dedicato la sua vita allo studio del cervello umano e ha scoperto e identificato il fattore di accrescimento della fibra nervosa. Ha ricevuto il Premio Nobel per la medicina nel 1986;
  • Margherita Hack, astrofisica nota per i suoi studi sugli spettri stellari, a lungo membro dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA;
  • Fabiola Gianotti (nella foto) la prima donna ad avere ottenuto il ruolo di direttore generale dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN);
  • Lucia Votano, la prima fisica italiana a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Si occupa delle ricerche internazionali sui neutrini.