La disoccupazione giovanile in Italia e in Europa

La disoccupazione giovanile in Italia e in Europa

Il dramma dei giovani senza lavoro e le possibili soluzioni

disoccupazione giovanile

La disoccupazione giovanile in Italia e nell’Unione Europea continua a rappresentare una sfida significativa, soprattutto in seguito allo scoppio della pandemia di COVID-19.

Nel 2020, la percentuale di giovani disoccupati ha infatti raggiunto il massimo storico con il 29,3%.

Da allora, il Governo ha messo in atto varie iniziative e programmi per arginare il problema, ma nonostante gli sforzi intrapresi per migliorare la situazione, i giovani continuano ancora oggi ad affrontare difficoltà nell’ingresso nel mercato del lavoro e nella costruzione di una carriera solida.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), a maggio 2023 il tasso di giovani disoccupati tra i 15 e i 24 anni è aumentato del’1% rispetto all’anno precedente, passando dal 20,5% al 21,7% (in Europa la media si aggira invece intorno al 13,8%).

Dall’altro lato invece, l’occupazione nazionale è cresciuta del 1,7% rispetto al 2022, registrando così dati positivi e incoraggianti.

Ma perché la disoccupazione giovanile continua a crescere? E perché i giovani italiani senza lavoro sono nettamente superiori alla media europea? Vediamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Cause e conseguenze della disoccupazione giovanile

cause della disoccupazione giovanile

In Italia si sente spesso pronunciare la frase “i giovani non hanno voglia di lavorare” ma sarà veramente questa la motivazione dietro la loro disoccupazione? Non esattamente.

La crescente diffusione di stage sottopagati, contratti precari e l’incertezza riguardo al futuro professionale stanno portando i giovani a ribellarsi ad un sistema che sembra non offrire prospettive concrete.

Questo fenomeno si manifesta attraverso il downshifting, ovvero la scelta di stili di vita più semplici e meno focalizzati sulla carriera, e il quiet quitting, cioè l’abbandono silenzioso di posizioni lavorative non soddisfacenti.

I giovani vengono spesso etichettati come esigenti, viziati o riluttanti ad affrontare la “gavetta”, ma il contesto attuale richiede un’analisi più approfondita delle circostanze.

Tra le cause principali della disoccupazione giovanile c’è infatti:

  • Scarsa qualità di istruzione
  • Carenza di esperienze e competenze specifiche richieste dal mercato
  • Crisi economica e finanziaria dovuta alla pandemia del Coronavirus
  • Salari bassi
  • Mancanza di incentivi da parte dei canali di supporto alla ricerca del lavoro.

Cosa comporta tutto ciò? A livello societario, la disoccupazione giovanile rappresenta un ostacolo alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile del Paese. I giovani rappresentano una risorsa preziosa per l’innovazione e la produttività, e il loro pieno inserimento nel mercato del lavoro è essenziale per stimolare la competitività e la dinamicità dell’economia.

Come si può risolvere il problema della disoccupazione?

Affrontare la disoccupazione giovanile richiede un approccio integrato e mirato che coinvolga i governi, le istituzioni, il settore privato e la società civile.

È necessario iniziare al più presto con dei programmi che prevedano l’investimento nella formazione e nell’istruzione professionale; la promozione dell’imprenditorialità giovanile; la facilitazione della transizione scuola-lavoro e dell’accesso a tirocini formativi e stage in azienda; una maggiore offerta opportunità di lavoro di qualità.

Le azioni di Italia e Europa per combattere la disoccupazione

L’Italia e l’Unione Europea stanno adottando diverse misure per affrontare il problema della disoccupazione giovanile e migliorare le prospettive di lavoro per i giovani.

Ecco un elenco delle principali iniziative:

  • Programma Garanzia Giovani: mira a fornire a tutti i giovani fino ai 25 anni un’offerta di lavoro, istruzione, formazione o stage entro quattro mesi dallo stato di disoccupazione o dalla fine degli studi.
  • Incentivo Giovani Under 36: sgravio contributivo per i datori di lavoro che assumono giovani con meno di 36 anni.
  • Il tuo primo lavoro EURES: programma mirato a favorire la mobilità professionale in favore dei giovani.
  • Carta Giovani Nazionale: dà accesso agevolato a beni, servizi, esperienze e opportunità di intrattenimento, culturali e di formazione, per ragazzi tra i 18 e i 35 anni residenti in Italia.
  • Piano Nazionale dei Giovani: iniziativa volta a migliorare l’occupazione e l’occupabilità di giovani, donne e persone fragili.

Questi programmi, insieme a molti altri, contribuiscono a creare un ambiente più favorevole per l’occupazione giovanile.

Tuttavia, è importante un impegno continuo e un coordinamento efficace tra i vari attori coinvolti per affrontare in modo efficace la disoccupazione tra i giovani e promuovere così la loro l’inclusione sociale ed economica.