Diventare educatrice in asilo nido

Diventare educatrice in asilo nido

I requisiti necessari per intraprendere questa professione

diventare educatrice in asilo nido

Diventare educatrice di asilo nido significa intraprendere una professione stimolante, che richiede un percorso formativo ben preciso.

Lavorare quotidianamente con i bambini in asilo non è facile: bisogna prendersi cura di loro in tutte le loro necessità e soprattutto occorre saperli guidare passo passo nella loro educazione, accompagnandoli verso la scuola elementare.

Nonostante il grande impegno e la responsabilità che il ruolo comporta, sono molte le persone specializzate in questo campo, chiamate ad affrontare con determinazione le sfide di ogni giorno, e sono tanti i ragazzi e le ragazze che manifestano la volontà di diventare educatori o educatrici in un asilo nido.

Si tratta di una figura che riveste un ruolo importante, che ha il compito di sviluppare l’autonomia, la creatività e l’apprendimento dei piccoli di età compresa tra i 3 e i 36 mesi.

Tuttavia, per svolgere questo lavoro bisogna seguire step ben precisi, in modo da acquisire la qualifica necessaria. Ecco quali sono i requisiti necessari per diventare educatrice e il percorso migliore da seguire.

Asili nido ed educatrice d’infanzia: mansioni principali e requisiti

i requisiti per diventare educatrice d’infanzia

Prima di tutto, ricordiamo le mansioni principali di questo ruolo:

  • sorveglianza e assistenza;
  • programmazione e attuazione delle attività educative;
  • relazione con le famiglie;
  • partecipazione agli organi collegiali.

È fondamentale quindi possedere e migliorare le proprie doti relazionali, insieme a delle competenze ben specifiche.

Chi scopre la passione nei confronti dei bambini già in giovane età può indirizzare la propria formazione scolastica verso il settore socio-psico-pedagogico già dalle scuole superiori, frequentando gli istituti che offrono questo percorso di istruzione e iniziando a porre delle fondamenta conoscitive utili per il futuro.

La frequenza delle superiori con indirizzo socio-psico-pedagocico non è però un requisito essenziale: chi sviluppa questo interesse dopo gli studi superiori può comunque arrivare a lavorare in un asilo nido, frequentando un corso universitario idoneo.

In particolare, secondo quanto spiegato sul sito del Ministero dell’Istruzione, ci si può iscrivere alla laurea triennale ad indirizzo specifico appartenente alla classe L-19 oppure alla laurea quinquennale a ciclo unico in Scienze della Formazione primaria (LM 85-bis), integrata da un corso di specializzazione di 60 Cfu complessivi. I requisiti possono però cambiare se il titolo è stato conseguito entro l’anno accademico 2018/2019. Inoltre occorre considerare anche la normativa vigente nelle singole regioni.

Attenzione poi allo sviluppo delle proprie competenze personali: chi intraprende questa professione deve avere ottime capacità relazionali, di ascolto e di osservazione, oltre a una buona dose di pazienza ed empatia.

Una volta terminato il percorso universitario, le strade sono molte: si può essere assunti in un asilo nido comunale (attraverso un concorso pubblico), in una struttura privata oppure è possibile aprire il proprio asilo nido.

Lavorare in asilo nido senza laurea: l’assistente all’infanzia

Si può essere assistente all’infanzia senza la laurea

Per diventare educatrice in un asilo nido, come visto, è strettamente necessario concludere un percorso universitario, ma ciò non significa che questo sia l’unico ruolo disponibile all’interno di queste strutture.

Infatti, è possibile lavorare in un asilo nido anche senza laurea: è il caso dell’assistente all’infanzia.

Per ottenere la qualifica abilitante è sufficiente seguire un corso di assistente all’infanzia, in passato detto anche corso per OSA Infanzia (Operatore Socio Assistenziale), in un istituto certificato e accreditato.

Ma cosa cambia concretamente tra assistente all’infanzia ed educatrice?

La differenza tra assistente all’infanzia ed educatrice

Innanzitutto, come già accennato, l’educatrice è una figura professionale laureata, mentre l’assistente all’infanzia è una persona qualificata tramite un corso, e non tramite un percorso universitario.

Inoltre i due ruoli sono ben distinti sul lato delle mansioni.
L’educatrice si occupa dell’istruzione dei bimbi, cioè dell’area strettamente didattica, e li accompagna nelle loro esperienze formative attraverso attività dedicate allo sviluppo e all’implementazione delle loro abilità cognitive e sociali.
L’assistente all’infanzia, invece, svolge un ruolo di assistenza, ovvero di accudimento nei confronti dei bambini. Si occupa quindi dell’igiene degli ospiti del nido, della somministrazione dei pasti e del supporto nella quotidianità.

Sono dunque due profili complementari, entrambi essenziali per l’educazione e il benessere dei più piccoli.