Le donne nell’arte: un contributo fondamentale

Le donne nell’arte: un contributo fondamentale

La storia delle artiste, tra talento e forti passioni

Le donne nell'arte

L’arte non conosce barriere di genere. Un concetto che però trova piena affermazione solo in tempi recenti: per secoli, infatti, alle donne è stato precluso l’accesso alla professione e alle accademie in cui era possibile dare forma al proprio talento.

Proprio per questo le storie delle artiste italiane e non, del passato o contemporanee, rappresentano una fonte di ispirazione e un esempio per tutte coloro che vogliono percorrere la strada della creatività.

Per fortuna il clima sociale di oggi è certamente diverso rispetto a qualche decennio fa, anche grazie al supporto delle politiche europee, che hanno portato a misure come il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il programma Europa Creativa, i quali danno un pieno sostegno alla cultura.

Le più importanti artiste donne italiane della storia

Minerva in atto di abbigliarsi, opera di Lavinia Fontana

Quando si parla dell’apporto delle donne alla storia dell’arte, il pensiero corre subito al nostro Paese. A differenza di quanto accaduto nel resto d’Europa, in Italia le artiste sono state ammesse nelle Accademie molto prima rispetto agli istituti stranieri.

Già tra il Seicento e il Settecento l’Accademia di San Luca a Roma aveva aperto le porte alle artiste. È il caso, ad esempio, della pittrice Elisabetta Sirani (1638-1665), che qui insegnò attorno al 1660. Si tratta di una figura notevole: due anni dopo sostituì il padre nella gestione della sua bottega e la trasformò in una scuola d’arte per le ragazze, diventando così la prima donna d’Europa a gestire una scuola femminile di pittura.

Tra i nomi di primo piano in questo ambito, non si può dimenticare Properzia de’ Rossi (1490-1530), la prima scultrice di cui si abbia conoscenza. È nota soprattutto per le sue incisioni e intagli e stupì anche il Vasari, al punto da essere inserita dallo storico nella sua biografia Vite, dove la descrive in questo modo: “Femina scultora (…) che tutti gli uomini l’ebbero invidia”.

Lavinia Fontana (1552-1614), nativa di Bologna, è invece ritenuta come la prima donna pittrice professionista nella cultura occidentale. Viene ricordata in particolare per essere stata la prima donna a dipingere una pala d’altare e un nudo femminile, quest’ultimo nell’opera Minerva in atto di abbigliarsi, del 1613.

Passando in pieno periodo barocco, la milanese Fede Galizia (1578?-1630) è conosciuta soprattutto per i dipinti di nature morte, genere di cui è considerata una delle iniziatrici, insieme a nomi del calibro di Caravaggio.

E proprio di scuola caravaggesca era Artemisia Gentileschi (1593-1653), protagonista di una fulgida carriera di pittrice segnata da un tragico evento. Fu infatti violentata dal maestro Agostino Tassi, fatto che diede il via a una vicenda giudiziaria e umana i cui strascichi troveranno traccia nell’arte della Gentileschi. “Oggi basta fare il nome di Artemisia per evocare una pittura drammatica, popolata di energiche figure femminili rappresentate in modo diretto e intransigente, e che si rapporta e si integra con gli eventi della vita dell’artista”, dirà di lei la studiosa Judith Walker Mann.

Artiste e pittrici donne famose nel resto del mondo

Marina Abramovic in The Artist is Present, esempio di performance art
Author: Andrew Russeth

Icona del Novecento, spesso accostata al surrealismo (etichetta da lei stessa rifiutata in più occasioni), Frida Kahlo è una delle figure che per prime vengono alla mente quando si pensa all’arte in chiave femminile. Anche la pittrice messicana ha portato con sé il peso di una vita travagliata, tra problemi di salute, forti passioni e il dispiacere di non riuscire ad avere figli, all’interno di una produzione artistica intrisa anche di impegno politico.

Tra le maggiori esponenti dell’Espressionismo astratto si ricorda poi Lee Krasner, il cui approccio con le avanguardie del Novecento fu profondamente segnato dall’incontro con Jackson Pollock nel 1942 a New York, dal quale nacquero interrogativi sulla propria arte ma anche una storia d’amore tormentata, che li porterà al matrimonio nel 1945. La sua vita sarà dedicata tanto alla propria ricerca personale quanto alla valorizzazione delle opere del marito, morto in un incidente stradale nel 1956.

Ha ben 94 anni poi Yayoi Kusama, riconosciuta come una delle più importanti artiste viventi del Giappone. Il suo lavoro si basa sull’arte concettuale e mostra alcuni elementi di femminismo, minimalismo, surrealismo, art brut, pop art ed espressionismo astratto, accomunati tutti dalla tecnica dei pois. Dal 1977 l’artista vive in un ospedale psichiatrico per scelta personale e dipinge quasi quotidianamente nel suo studio a Shinjuku.

Ma probabilmente la più nota artista donna contemporanea è Marina Abramović, tra le pioniere della performance art, disciplina in cui viene esplorata la relazione tra l’artista e il pubblico. Tale forma artistica viene portata all’estremo, in alcuni casi facendo scalpore con atti di autolesionismo, che costringono lo spettatore a intervenire divenendo parte centrale dell’esecuzione.

Pittrici donne contemporanee in Italia

Il nostro Paese ha ancora molto da offrire in ambito culturale, soprattutto quando si tratta di pittura. E le piattaforme social come Instagram oggi possono aiutare le figure emergenti a diffondere le proprie opere. Tra queste troviamo Rachele Amadori, già vincitrice del premio Pittura Astratta della Bauhaus Gallery di Roma, e Giulia Solai, personaggio eclettico e fondatrice de La Casetta dell’Artista, una casa-studio di pittura nel centro di Bologna. Infine, va ricordata l’illustratrice Emma Allegretti, i cui lavori sono caratterizzati da figure femminili ironiche, alle prese con i sogni e i problemi del mondo attuale.

Le iniziative a favore della creatività

Come anticipato, ora l’arte può sfruttare nuove forme di promozione. Ma, ancora oggi, è necessario un sostegno da parte delle istituzioni, nazionali e internazionali, in modo da valorizzare al meglio i talenti in questo ambito.

Da questo punto di vista, spicca Europa Creativa 2021-2027, un programma europeo dedicato ai settori culturali e creativi che porta in dote un finanziamento di 2,4 miliardi di euro. L’iniziativa, in particolare, non solo sostiene questi segmenti, aiutandoli ad aprirsi alle tendenze e alla opportunità del digitale, ma promuove anche azioni intersettoriali e intermediali. La cooperazione tra realtà diverse, oltre agli aiuti per la musica, l’editoria e l’architettura, è fondamentale per favorire la circolazione di quel capitale culturale che rende viva la società.

Infine, si ricordano i fondi di coesione europei pensati per la riduzione delle differenze di genere, a partire dall’istruzione e dalla formazione, un ambito particolarmente legato allo sviluppo delle competenze creative che trovano eco anche nel mondo dell’arte.