Le donne imprenditrici del vino in Italia

Le donne imprenditrici del vino in Italia

Le opportunità nel campo dell’enologia

aziende del vino al femminile

Nel 2018 l’Italia è risultata al primo posto per la qualità della produzione vinicola a livello mondiale. Secondo i dati dell’Unione italiana dei vini, la penisola possiede il 12% delle superfici coltivate a vite al mondo, preceduta solo da Spagna, Francia e Cina. Le aziende a gestione femminile in Italia coprono un quinto della superficie agricola utilizzata e producono più di un quarto del Prodotto interno lordo nel settore dell’agricoltura. In Italia, dunque, più di un’azienda agricola su quattro è guidata da una donna.

Nel nostro Paese sono quasi 215 mila le imprese agroalimentari a “trazione femminile”, distribuite soprattutto nel Sud Italia, ad esempio in Sicilia, Puglia, Calabria, Molise, Campania e Basilicata. E molte di queste sono guidate da giovani: un’azienda su quattro è infatti guidata da un’imprenditrice under 35.

 settore enologia dati

In particolare il settore dell’enologia ha registrato un incremento del +51% della presenza femminile under 35 a Vinitaly 2019, la fiera di riferimento internazionale dedicata al vino. Il comparto vinicolo, fiore all’occhiello del Made In Italy, offre opportunità interessanti: dalla gestione delle cantine fino alla professione di enologo.

Le aziende al femminile del vino in Italia: i numeri

donne del vino

Secondo i dati Cribis- Crif, riportati nel Sole 24 ore, quasi il 30% delle cantine con vigneto annesso sono dirette da donne, così come il 12% delle cantine industriali.
Forte è anche la presenza femminile nel commercio: le imprenditrici del mondo del vino guidano il 24% delle aziende legate alle vendite al dettaglio e il 12,5% di quelle all’ingrosso.

Ma chi sono le donne alla guida delle aziende nel settore vitivinicolo? Un identikit si può ricavare da un’analisi effettuata su 890 professioniste appartenenti all’associazione nazionale Donne del vino, che hanno chiesto un prestito per avviare le loro attività negli ultimi dieci anni. L’età media delle intervistate è di 42 anni, con un’esperienza di circa 12 anni. La metà di loro è laureata e il 90% ha svolto un’esperienza in un altro settore prima di intraprendere un’attività in questo comparto.

Si tratta, quindi, di donne con un’esperienza lavorativa alle spalle, qualificate e con uno spiccato spirito imprenditoriale. Professioniste che sono un esempio e che portano avanti la filosofia del Made In Italy per coltivare uno dei prodotti di punta, il vino, esportato poi in tutto il mondo.

Enologo al femminile: sempre più donne

enologo al femminile

Non solo imprenditrici: un’altra professione legata al vino è quella dell’enologo. Queste figura professionale si occupa di seguire tutte le fasi della preparazione del vino, per certificarne la qualità.

Le donne stanno guadagnando sempre più spazio in questo ambito: i dati riportati da La Repubblica, che fotografano bene la composizione del settore aggiornata al 2016, rivelano che in Italia il 40% di chi svolge questa professione è donna. In Spagna la quota raggiunge il 50%, mentre in Svezia, in Russia e in Giappone si raggiunge l’80%, ma la percentuale italiana è un buon punto di partenza.

L’alto numero di donne che sceglie il mestiere di “enologo al femminile” va a smontare alcuni falsi miti, secondo cui i veri intenditori di vino sono gli uomini. Un esempio comune è il pregiudizio che vede le donne preferire i vini dai sapori delicati, come bianchi o i dolci ma, stando ai dati, in Europa il 57% della popolazione femminile preferisce i vini rossi. Inoltre, a livello globale, il 51% di chi beve vino è donna e nell’ultimo anno, stando ai dati Istat più recenti, le consumatrici di vino sono cresciute del 10,3%.

Donne nel settore del vino: associazioni ed eventi

enologo donna

Nonostante i dati positivi, c’è ancora molto da lavorare per una giusta rappresentanza del mondo femminile nel settore dell’enologia. Ad esempio, nei consigli di amministrazione dei Consorzi di tutela agroalimentare la percentuale di donne è inferiore 10%.

Eppure la presenza delle donne sarebbe importantissima, perché potrebbero dare un forte contributo in due ambiti chiave: la comunicazione e la promozione del settore.
Per far sentire la sua voce, il lato femminile dell’agricoltura si è raccolto attorno ad alcune associazioni: una tra le più importanti è proprio Donne del vino, fondata da Donatella Cinelli Colombini, un’imprenditrice toscana, CEO della prima cantina al femminile in Italia e professoressa di Turismo del vino.

L’associazione Donne del Vino riunisce 800 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste che scrivono per riviste di settore.

Ci sono poi degli eventi dedicati alle donne che lavorano nel mondo del vino: uno tra tutti è “Il Vino è donna”, un evento di beneficenza nato nel 2014 in Veneto dall’unione di diverse produttrici vinicole, che gestiscono cantine nelle zone dei Colli Euganei e dei Colli Berici. Per raccontare i sapori delle uve del loro territorio, un gruppo di colleghe e amiche si è unito, dando vita a un gruppo chiamato “Un tocco al vino – Vignaiole Euganee e Beriche”.

Il “tocco”, in questo caso, è tutto al femminile e ha l’obiettivo di unire le produttrici per la promozione del territorio e delle aziende al femminile. L’evento “Il Vino è Donna” è diventato un appuntamento annuale, rivolto agli appassionati delle degustazioni, che coinvolge le cantine delle fondatrici ed alcuni ristoranti e bar locali per raccontare attraverso l’esperienza femminile l’unione tra il vino e il territorio, tra calici e piatti gastronomici.

Passione, creatività, competenze, abilità e professionalità sono le caratteristiche fondamentali per sostenere l’affermazione delle donne nel mondo del vino.