Donne e Intelligenza Artificiale

Donne e Intelligenza Artificiale

La presenza femminile nel mondo tecnologico

donne e Intelligenza Artificiale

Nell’ultimo periodo si è parlato tanto di Intelligenza Artificiale (comunemente abbreviata in AI, Artificial Intelligence): gli algoritmi generativi e il Machine Learning fanno ormai parte della nostra quotidianità, dai social network agli strumenti di lavoro, e sempre più aziende li stanno implementando nelle proprie strategie.

Secondo un report di Goldman Sachs, le AI potrebbero portare all’aumento del PIL globale annuo del 7% nei prossimi dieci anni: verranno automatizzati gran parte dei lavori, ma allo stesso tempo si creeranno milioni di nuove posizioni lavorative.

Ma da chi verranno occupate? Attualmente, le donne sono ancora sottorappresentate nel settore delle nuove tecnologie e nell’ambito dell’AI. In questo articolo esamineremo le ragioni dietro questo divario di genere.

Che cos’è e a cosa serve l’Intelligenza Artificiale

Intelligenza Artificiale

Innanzitutto, facciamo un passo indietro e facciamo chiarezza sulla definizione di Intelligenza Artificiale: si tratta di un ramo dell’informatica che si occupa di progettare macchine con delle caratteristiche tipicamente umane grazie ad un metodo di apprendimento automatico (Machine Learning).

Dall’AI e dal Machine Learning sono nati poi gli algoritmi generativi: dei sistemi che vengono addestrati su enormi quantità di dati per produrre contenuti di vario tipo come immagini, audio o testi, in maniera del tutto simile a quella di un umano.

In realtà, il potenziale delle AI non si limita a questo: le loro applicazioni sono infinite e spaziano dalla medicina alla robotica, fino ai trasporti.

Discriminazione negli algoritmi generativi

Il potere delle AI risiede nel suo potenziale per migliorare la vita, ma questo potenziale può essere realizzato solo se queste rappresentano l’intera popolazione.  C’è infatti ancora molta strada da fare per quanto riguarda l’inclusione di genere nel campo dell’Intelligenza Artificiale.

A livello esemplificativo, se si chiede a Chat GPT di scrivere un racconto in prima persona, si genererà un racconto al maschile. Allo stesso tempo, se si chiede a Google Translate di tradurre “the doctor”, la risposta è solamente “il dottore”.

Ma da cosa nasce questo bias? Il pregiudizio di genere in questo casoproviene dal team di lavoro coinvolto nell’apprendimento automatico: se non ci sono abbastanza donne che contribuiscono, allora ci saranno delle lacune nella conoscenza dell’AI, ed è per questo che si verificano errori di discriminazione.

Quante sono le lavoratrici nell’Intelligenza Artificiale?

Secondo un report sul divario di genere di World Economic Forum del 2020, solo il 26% dei posti di lavoro del settore AI è ricoperto da donne.

Le ragioni dietro questo gender gap possono essere molte. Le donne, infatti, spesso non sono incoraggiate dalla società a perseguire discipline STEM come percorso di carriera.

Molte professioniste, invece, lasciano molto spesso questa strada poiché sul luogo di lavoro non trovano una paga equa, o vengono discriminate per il loro genere.

Come si può colmare questo gender gap?

Per aiutare a promuovere la diversità di genere, ci sono alcuni passaggi fondamentali che le aziende e la società possono adottare.

Per prima cosa, bisogna eradicare il falso stereotipo che le donne non siano portate per la scienza.

Sin dall’infanzia, è necessario da parte delle famiglie e delle scuole creare un ambiente stimolante per orientare le proprie figlie anche verso i percorsi STEM. Per esempio, si potrebbe ispirare la nuova generazione di scienziate con la condivisione dei successi delle donne nel settore dell’informatica.

Infine, i pregiudizi impliciti nei processi di reclutamento di numerose aziende e una retribuzione non paritaria costituiscono un ostacolo aggiuntivo per l’ingresso e la progressione delle donne in questo settore. Per questo è fondamentale proseguire con la divulgazione, con l’aumento dell’informazione sulla situazione attuale, con dibattiti sociali e con una sempre più ampia rivoluzione culturale.