Donne manager e imprenditrici: il futuro dell’economia è rosa

finanziamenti imprenditoria femminile

Parlare di finanziamenti per l’imprenditoria femminile fa già di per sé notizia. Se oggi uomini e donne avessero le stesse opportunità per lanciarsi nel mondo delle imprese non servirebbero fondi, contributi o agevolazioni speciali.
Ma in un mercato del lavoro in cui tutto è tarato su parametri maschili, questi contributi servono ancora. 

Le agevolazioni, i prestiti e i contributi per professioniste che vogliono realizzare i propri sogni

Si tratta di strumenti spesso essenziali non solo per scardinare un sistema aziendale in cui tutto ruota attorno all’uomo e ai suoi bisogni, ma soprattutto per permettere a donne manager e imprenditrici di realizzare sogni, coltivare talenti e sviluppare a pieno le proprie potenzialità.

Fondi imprenditoria femminile

Per questo motivo è stata accolta con tanto entusiasmo la proroga al 31 dicembre 2019 del “Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita delle imprese femminili” nato nel 2014 e finalizzato a supportare le donne imprenditrici e libere professioniste con fondi, agevolazioni e prestiti a condizioni particolarmente vantaggiose

La scadenza del progetto – scaturito dal lavoro congiunto del Dipartimento per le pari opportunità, il ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana e altre associazioni – era già stata posticipata dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2017. Ma, visti gli ottimi risultati raggiunti in questi anni, si è deciso per un nuovo rilancio.

Un protocollo, tanti incentivi per le donne

A far propendere per una nuova espansione del progetto sono state la crescita delle richieste dei prestiti da parte delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome e l’ampia adesione al protocollo.

Come a dire che basta poco per scatenare lo spirito imprenditoriale delle donne. Sono, infatti, tante le lavoratrici disposte a osare, rischiare e lanciarsi all’avventura per fare impresa, spesso con risultati eccellenti, che superano ogni più rosea aspettativa.

Oggi sono 36 le banche coinvolte (circa il 40% degli sportelli del settore), con un plafond complessivo di 1,5 milioni di euro. A seconda delle necessità delle imprese, gli istituti mettono a disposizione di donne manager e libere professioniste diverse modalità di finanziamento.

  • “Investiamo nelle donne” prevede la concessione di fondi volti a realizzare investimenti materiali e immateriali per aziende ed attività professionali. 
  • “Donne in start-up”, invece, offre crediti per la nascita di nuove aziende o per sostenere l’avvio della libera professione. 
  • “Donne in ripresa”, infine, sostiene piccole e medie imprese e lavoratrici autonome che attraversano momenti di crisi.

Donne manager giovani e coraggiose

Contributi imprenditoria femminile

In un contesto economico in cui la disoccupazione giovanile rimane un problema (30,2% secondo l’Istat), essere donna e avere meno di 35 anni rappresenta spesso una doppia sfida da vincere. Ma non bisogna perdersi d’animo, perché i numeri sono incoraggianti e fanno presagire un’inversione di tendenza.

Secondo Unioncamere, sono circa 170mila le donne manager under 35 capo di un’azienda. Rappresentano il 28,8% dei giovani imprenditori contro una media globale del 21,9%. Anche se ci sono ampi margini di miglioramento, il dato è comunque positivo perché negli ultimi anni ha fatto registrare una notevole crescita.

Dietro questi numeri c’è un altro intervento del ministero dello Sviluppo economico che, con un decreto ad hoc, ha “dato il la” allo sviluppo dell’imprenditoria femminile giovanile.
Il progetto “Nuove imprese a tasso zero” prevede il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro e può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili.

Si rivolge ai giovani tra i 18 e i 35 anni e alle donne che vogliono dare il via a un’impresa in settori quali industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo.

Questo finanziamento agevolato per gli investimenti a tasso zero è restituibile entro otto anni con un piano di ammortamento a rate semestrali con scadenza fissa.