La Dote Unica Lavoro in Lombardia

La Dote Unica Lavoro in Lombardia

Reinserimento lavorativo e riqualificazione professionale

La Dote Unica in Lombardia

Accompagnare le donne in un percorso occupazionale o in un programma di miglioramento e di implementazione delle loro competenze, coinvolgendo in modo particolare quelle che da tempo si trovano fuori dal mercato del lavoro. È questo uno degli obiettivi che Regione Lombardia si è posta grazie all’utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo nel periodo 2014-2020. Vediamo allora cosa è stato fatto.

La Dote Unica Lavoro in Lombardia: che cos’è

L’amministrazione regionale è risultata la prima, in Italia, per numero di progetti che hanno coinvolto donne disoccupate di lunga durata, con un costo pubblico complessivo pari a circa 56 milioni di euro. In questo contesto, spicca la misura Dote Unica Lavoro.

Nello specifico, tale provvedimento – come descritto dalla Regione stessa – è un “sostegno all’inserimento o reinserimento lavorativo e alla qualificazione o riqualificazione professionale” che “risponde alle esigenze delle persone nelle diverse fasi della loro vita professionale attraverso un’offerta integrata e personalizzata di servizi”, favorendone così l’inclusione attiva nel mercato del lavoro.

Dote Unica Lavoro: come funziona?

Come avere la Dote Unica Lavoro

Ma come funziona la misura? All’atto pratico, vengono attivati una serie di servizi di accompagnamento, orientamento e formazione erogati da soggetti accreditati. L’agevolazione consiste nell’assegnazione di un contributo variabile come indennità di partecipazione a uno di questi percorsi. Da ricordare anche che nell’ambito della Dote Unica Lavoro sono stati previsti incentivi alle aziende che hanno assunto le persone coinvolte nel progetto.

L’assunzione con la Dote Unica Lavoro è così risultata conveniente sia per le lavoratrici sia per i datori di lavoro che le hanno accolte.

Come avere la Dote Unica Lavoro? L’azione è stata strutturata in diverse fasi, che sono andate incontro a modifiche. Una delle più importanti ha riguardato l’allargamento, per un periodo, della platea dei beneficiari agli autonomi privi di partita IVA, ovvero quei professionisti colpiti in modo particolare dalle restrizioni connesse all’emergenza pandemica.

Allo stato attuale, la misura risulta quindi aperta alle persone fino ai 65 anni di età con precisi requisiti.

Chi può accedere alla Dote Unica Lavoro?

I requisiti, nello specifico, sono:

  • essere disoccupati privi di impiego, residenti e/o domiciliati in Lombardia, anche percettori di Naspi;
  • essere occupati sospesi, in presenza di crisi, riorganizzazione aziendale o cessazione in unità produttive/operative ubicate in Lombardia, che siano percettori di un ammortizzatore sociale attraverso la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs), nell’ambito degli istituti dei Fondi di solidarietà e/o Accordi/Contratti/Assegno di solidarietà come disciplinati dal D.Lgs. n. 148/2015 e più in generale coloro che beneficiano di trattamenti di integrazione salariale in deroga e con “causali” COVID-19;
  • essere occupati appartenenti alla forza pubblica (Militari congedandi e personale, militare e civile, delle Forze dell’ordine e Forze armate), residenti e/o domiciliati in Regione Lombardia, previa autorizzazione rilasciata dal proprio Comando/Questura/Provveditorato regionale di riferimento;
  • essere iscritti ad un Master universitario di I e II livello, residenti e/o domiciliati in Regione Lombardia.

La normativa prevede anche l’esclusione di alcuni soggetti, perché beneficiari di altre politiche attive. Nello specifico, si tratta di:

  • giovani fino ai 29 anni;
  • occupati sospesi in Accordo di ricollocazione art. 24 bis D.Lgs. 148/2015.

Le fasce di intensità di aiuto

Come funziona la Dote Unica Lavoro

Per la conferma dei requisiti e per proseguire con l’iter, le persone interessate devono rivolgersi a un operatore pubblico o privato accreditato con Regione Lombardia per l’erogazione di servizi al lavoro, il cui compito è valutare la domanda delle richiedenti e, quindi, inserirle in una delle fasce d’intensità di aiuto previste:

  • Fascia 2 – “Media”: persone che necessitano di un supporto maggiore che le renda più autonome nella ricerca di un impiego o le supporti nel trovare un rapporto di lavoro più duraturo;
  • Fascia 3 – “Alta”: persone che necessitano di un supporto intensivo per la ricerca di un impiego;
  • Fascia 4 – “Molto Alta”: persone che necessitano di un supporto intensivo per entrare/rientrare nel mercato del lavoro dopo un lungo periodo di disoccupazione;
  • Fascia 5 – “Altro aiuto”: persone che necessitano di servizi finalizzati alla riqualificazione professionale e all’occupabilità.

Una volta stabilita la fascia di intensità di aiuto, viene predisposta una dote, ovvero un budget entro il quale vengono concordati i servizi necessari per l’inserimento lavorativo e la riqualificazione professionale, attraverso un Piano di Intervento Personalizzato (Pip).

A questo punto alle donne che hanno accesso alla Dote Unica Lavoro non resta che rivolgersi agli operatori accreditati da Regione Lombardia per l’erogazione dei servizi al lavoro o alle Università del sistema regionale riconosciute per lo svolgimento di servizi formativi nell’ambito di master universitari di primo e secondo livello.