La doula, un supporto per tutte le neomamme

La doula, un supporto per tutte le neomamme

Una figura che si occupa del benessere psicofisico delle madri

Chi è la doula

I mesi che precedono e seguono il parto sono molto delicati per il benessere della futura mamma: non solo il corpo si trasforma, ma anche la mente è soggetta a tensioni e mutamenti. Paure, ansie e dubbi sono all’ordine del giorno e accrescono la preoccupazione per la propria salute e per quella del bambino.

Per questo motivo può essere importante affidarsi a una Doula (si pronuncia “dùla”), una figura specializzata nel prendersi cura della dimensione psicofisica della donna che sta per avere un bambino, o lo ha appena avuto. Un profilo nuovo, che va in parte a supplire quella rete sociale – fatta di nonne, sorelle, parenti – che talvolta è assente o sempre più rarefatta, nell’epoca delle famiglie mononucleari.

Doula: il significato e la diffusione del termine

Il termine “doula” ha un’accezione antica: deriva infatti dal greco “δούλη”, ovvero “schiava”. Il significato, però, è cambiato nel corso dei secoli ed è stato recuperato all’inizio degli anni Settanta in antropologia, per indicare chi offre la propria assistenza alle donne che sono appena diventate mamme. L’ambito poi si è ampliato, comprendendo anche il periodo prima del parto.

Gradualmente è nata una figura nuova e nel 1992 è stata fondata la Doulas of North America (DONA), il primo ente con professioniste certificate. Le doula hanno poi raggiunto altri Paesi: anche in Italia si sono diffuse diverse associazioni a tema.

Chi è e che cosa fa la doula?

Cosa fa una doula

Come accennato, la doula sostiene e accompagna la madre nel percorso che inizia con la gravidanza e termina nei primi mesi di vita del piccolo. Si tratta di un sostegno soprattutto di tipo emotivo e pratico: può diventare dunque un punto di riferimento psicologico per la donna, ma anche per il partner. Insomma, è un’amica a cui confidare le proprie paure e preoccupazioni o con cui affrontare i primi bisogni del bambino, dal bagnetto alla vestizione. Inoltre può badare al neonato mentre la mamma si riposa un po’.

La differenza tra doula e ostetrica

Questa figura nuova, d’altra parte, non va confusa con profili simili. Come ad esempio l’ostetrica, la quale si occupa di assistere la donna nel parto ed è riconosciuta come professione sanitaria: per questo richiede un percorso di formazione molto più lungo della duola. In Italia è infatti necessario frequentare tre anni di università – in corsi di laurea ad hoc – prima di essere abilitati al mestiere.

La doula non offre un servizio medico e non vuole sostituirsi né agli specialisti né, appunto, alle ostetriche stesse, ma propone un affiancamento della donna e del neonato. Una posizione che si sta precisando sempre di più, così da evitare sovrapposizioni indesiderate con altre professioni.

Come diventare doula?

In Italia si può fare riferimento alle realtà presenti sul territorio, specializzate in questo ambito. Basta pensare, ad esempio, alle Scuole dell’Associazione Professionale Mondo Doula, a sua volta legata all’European Doula Network. Il corso, come spiegato sul portale, si articola in nove week-end con cadenza mensile, e ha un taglio teorico-pratico.

Dato il profilo eclettico della doula, in questo tipo di percorsi non si trasmettono solo delle tecniche, ma anche le modalità con cui stare sempre accanto alle future madri, così da entrare in relazione con loro. La preparazione coinvolge sia l’ambito fisico (con massaggi ed esercizi di rilassamento) che quello mentale (visualizzazioni e sviluppo della propria consapevolezza).
Fondamentale l’esperienza del tirocinio autogestito – ovvero non offerto dalla scuola – che permette di mettere a frutto quanto imparato nella teoria. Al termine del corso, dopo la prova finale, si potrà ottenere un certificato di frequenza.

Il costo di una duola

La doula è un servizio qualificato per neomamme

Nonostante non sia una professione medica, la doula svolge comunque un servizio di supporto e di sostegno qualificato, che richiede doti empatiche e relazionali, oltre a esperienza e apprendimento di tecniche specifiche.

Per questo motivo si tratta di una prestazione a pagamento. Secondo quanto spiegato da Valentina Ghilardotti, una doula professionista, su MarieClaire.

Ovviamente, questa figura deve sempre operare insieme ad altre professionalità, in modo da gestire l’esperienza pre e post parto a 360 gradi. Quello con l’ostetrica, ad esempio, non deve essere un rapporto conflittuale, ma di collaborazione, per dare il pieno appoggio alle neomamme e permettere loro di vivere al meglio questo momento così magico.