Gaslighting: cos’è e come riconoscerlo

Gaslighting: cos’è e come riconoscerlo

Come difendersi dalla manipolazione psicologica

gaslight

Il termine “gaslighting” è diventato sempre più popolare negli ultimi anni, tanto che il dizionario Merriam-Webster l’ha riconosciuto come “Parola dell’Anno” nel 2022. Ma che cosa significa esattamente?

Il gaslighting è una tecnica di manipolazione che consiste nel far dubitare una persona della propria sanità mentale, ricordi o percezione della realtà.

L’origine dell’espressione deriva dal film di George Cukor “Angoscia” (Gas Light nella versione inglese) in cui il protagonista maschile fa credere alla moglie di essere impazzita attraverso una serie di stratagemmi.

Questa forma di violenza psicologica è maggiormente diffusa nelle relazioni patologiche con manipolatori affettivi, ma può avvenire anche a lavoro, in famiglia o tra i propri amici.

Non sempre la vittima riesce a rendersi conto di essere manipolata, e per questo motivo è importante saper riconoscere le principali tecniche di gaslighting.

Esempi di gaslighting

Il gaslighting è un fenomeno insidioso che può assumere tante sfumature diverse, a volte anche impercettibili.

Ecco quali sono le principali tecniche usate da un gaslighter.

  • Negazione diretta: il gaslighter nega categoricamente un evento, una conversazione o un comportamento che la vittima ricorda chiaramente, mettendo in discussione la sua realtà soggettiva e la sua sanità mentale.
  • Riduzione e minimizzazione: il manipolatore minimizza l’esperienza o i sentimenti della vittima, dicendo che sono esagerati o non importanti.
  • Inversione dei ruoli: il gaslighter inverte la situazione, facendo sentire la vittima come se fosse lei stessa colpevole o responsabile del problema.

Gaslighting: una questione di genere e di razza?

Oltre ad essere molto diffuso nelle relazioni personali, il gaslighting colpisce in linea più generale le minoranze culturali e sociali nella loro quotidianità.

Le donne, per esempio, hanno maggiori probabilità di essere vittime di gaslighting sia negli ambienti professionali sia nella loro vita personale a causa delle disuguaglianze di genere.

Molto spesso lo stereotipo della donna emotiva e sensibile viene usato contro di lei per screditare i suoi sentimenti ed esperienze. Secondo un sondaggio riportato sul Dailyfreepress, il 71% delle donne ha affermato che il proprio medico aveva detto loro che i loro sintomi erano immaginari o esagerati.

Allo stesso tempo, si sta diffondendo sempre di più il fenomeno del gaslighting razziale: una forma di manipolazione psicologica che fa sì che le persone di colore siano portate a mettere in discussione le proprie esperienze di razzismo.

Le conseguenze del gaslighting

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Uno dei rischi principali del gaslighting è la progressiva alterazione della realtà per mano del manipolatore.

Attraverso una serie di piccole menzogne e manipolazioni, la vittima viene portata a dubitare di ciò che sapeva essere vero, facendo emergere una sorta di confusione mentale.

Questo processo può minare la sicurezza e l’autostima della persona, portandola a dipendere sempre più dalle parole e dall’approvazione del manipolatore.

Di conseguenza, la vittima viene portata (e a volte anche costretta) a isolarsi dagli amici, familiari o attività di interesse.

Come difendersi dal gaslighting

Informarsi sul gaslighting e sui suoi meccanismi e realizzare che si tratta di una tecnica manipolatoria è il primo passo per uscire da questa trappola mentale.

Ecco alcuni consigli per difendersi dal gaslighting.

  • Confrontare i propri ricordi ed esperienze con persone fidate da un punto di vista esterno
  • Tenere un diario con le proprie versioni dei fatti
  • Fidarsi delle proprie emozioni ed intuizioni
  • Fare attenzione a cosa fa il manipolatore, non a cosa dice: spesso i fatti parlano di più delle parole.

In ogni caso, è consigliabile affidarsi ad un professionista, come uno psicologo, che sarà in grado di aiutare la vittima ad uscire, passo dopo passo, dalla situazione di abuso.