La Giornata mondiale dei genitori 2022

La Giornata mondiale dei genitori 2022

L’importanza della famiglia nella nostra società

La Giornata mondiale dei genitori

La Giornata mondiale dei genitori 2022, in programma il 1° giugno, compie dieci anni: la ricorrenza è stata infatti istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2012. L’obiettivo è riflettere sul ruolo svolto da queste figure, in un’epoca caratterizzata da cambiamenti profondi, ed è un appuntamento fondamentale per ricordare il valore e l’importanza della famiglia nella società.

Un’esigenza sempre più sentita, anche in virtù dell’impatto che il Covid-19 ha avuto sulle famiglie, spesso diventano un rifugio contro la minaccia rappresentata dalla pandemia e dalla conseguente crisi economica e sociale.

La famiglia al centro

L’istituzione della Giornata mondiale dei genitori è stato solo l’ultimo atto di un cammino iniziato negli anni Ottanta. Nel 1983 la Commissione per lo Sviluppo sociale dell’ONU evidenziò la necessità di aumentare la consapevolezza, a livello globale, dell’importanza della famiglia, portando alla luce problemi e necessità.

Qualche anno più tardi, nel 1994, le Nazioni Unite proclamarono l’Anno internazionale della famiglia: un riconoscimento dell’importanza di questa realtà, considerata l’unità fondamentale della società, al di là delle differenze culturali e normative tra i vari Stati.

Più recente la nascita della Giornata mondiale dei genitori, nel 2012: gli organizzatori inserirono nel “manifesto” dell’evento un richiamo a queste figure, alla loro “dedizione altruista” e “al loro sacrificio, che dura per tutta la vita, affinché possano alimentare nel migliore dei modi la relazione con i figli”.

Il valore della famiglia nella realtà contemporanea: una questione complessa

Il valore della famiglia

Se la famiglia è considerata una realtà da proteggere e tutelare è perché svolge un ruolo fondamentale nella comunità.

Tuttavia i cambiamenti degli ultimi decenni stanno modificano profondamente la sua fisionomia, con l’emergere di nuove problematiche e la richiesta di soluzioni inedite, per adeguarsi alla modifica della società che si sta evolvendo velocemente.

Basti pensare ad esempio alle dinamiche della famiglia allargata, dove i membri devono trovare insieme un nuovo equilibrio con l’obiettivo della serenità e del benessere dei figli.

Un altro elemento da considerare è il calo delle nascite. L’Italia rischia di vivere, sul medio termine, un brusco calo delle realtà familiari. Secondo le stime dell’Istat, nel 2050 avremo 5 milioni di abitanti in meno se non sarà invertito il trend.

Una situazione evidenziata anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha dichiarato “L’accentata diminuzione della natalità rappresenta uno degli aspetti più preoccupanti delle dinamiche sociali contemporanee e segnala una difficoltà. Occorre assumere con determinazione l’obiettivo di affrontare la crisi della struttura demografica del Paese, favorendo la famiglia e l’adempimento dei relativi compiti”.

Eppure, nonostante ciò, la famiglia rappresenta ancora un valore da cui non si può prescindere, sia dal punto di vista sociale sia da quello educativo.

Il ruolo sociale della famiglia

La crescita degli spostamenti, l’aumento della precarietà e dell’instabilità, l’incontro tra culture e modi di vivere differenti rappresentano una sfida per tutti, ad ogni livello.

La famiglia è chiamata a rispondere a questi mutamenti, consapevole non solo dei doveri verso i suoi membri, ma anche della sua funzione rispetto alla comunità di riferimento. Non a caso questa componente è riconosciuta ufficialmente dall’articolo 29 della Costituzione italiana e gode di diverse tutele giuridiche ed economiche, anche se spesso percepite come insufficienti.

La famiglia, infatti, garantisce la continuità della società stessa, trasferendo da una generazione all’altra un ricco bagaglio di valori, conoscenze ed elementi culturali. È poi il primo ambiente in cui si apprendono i fondamenti della vita civile, in modo da “coltivare” cittadini responsabili.

Inoltre va sottolineato il ruolo di cura verso tutti i membri, con un’attenzione particolare verso i più piccoli e gli anziani. Nonni, zii e cugini spesso danno una mano ai genitori nell’allevamento dei bambini, contribuendo alla loro educazione e al loro benessere.

Infine, la famiglia è un fattore essenziale a livello economico: favorisce l’integrazione tra i diversi redditi, supporta le persone che non lavorano, aiuta i più giovani nello studio in vista della carriera futura, gestisce in maniera oculata i risparmi, con benefici per tutti.

Il ruolo educativo dei genitori

Il ruolo educativo dei genitori

Da sempre la famiglia viene considerata come il primo contesto educativo del bambino, capace di trasmettere conoscenze, valori e competenze relazionali.

I genitori contribuiscono così alla costruzione della personalità dei figli, a livello personale e culturale.

È essenziale dare forma al senso di appartenenza nei più piccoli, un aspetto cruciale per la formazione della loro identità. Al di là delle trasformazioni sociali e dei cambiamenti che avvengono naturalmente all’interno della famiglia), i genitori sono chiamati ad assicurare una certa stabilità, declinata in tre dimensioni:

  • stabilità emotiva: il bambino deve sempre poter contare sull’amore dei genitori;
  • stabilità familiare: i figli devono avere dei punti di riferimento solidi, anche in caso di separazione e divorzio. I nonni, a questo proposito, possono dare un valido contributo;
  • stabilità morale: bisogna far sì che i piccoli siano in grado di rapportarsi con gli altri in maniera positiva, senza pregiudizi e paure eccessive.

Come trasmettere questi valori? Facendo maggiore attenzione alla personalità dei bambini e alle loro esigenze, senza per questo rinunciare al proprio ruolo di educatore.

La figura del padre

Negli ultimi decenni anche il ruolo dei padri è cambiato: il concetto di paternità si sta ridefinendo, con un crescente coinvolgimento nelle dinamiche familiari anche a livello pratico ed emotivo: ora spesso il papà collabora attivamente con le mamme nella crescita dei figli e nelle faccende domestiche, segnando una svolta rispetto al passato.

In questi anni si assiste così a una graduale, ma lenta, omogeneizzazione dei ruoli: quelle che una volta erano figure differenti tra loro sono ormai quasi sovrapponibili. Da qui l’intreccio e – a volte – il conflitto tra valori diversi: quelli dell’identità, dell’uguaglianza e della ricchezza della diversità.

Tuttavia non sempre il padre riesce a rispondere a queste nuove necessità. Ad esempio, non può seguire più attivamente la gravidanza in mancanza di permessi speciali e il congedo di paternità è limitato rispetto a quello riservato alle madri.

Trasformazioni, queste, che richiedono nuovi cambiamenti dal punto di vista sociale, per far sì che ognuno posso fare la sua parte.