L’imprenditoria femminile nel settore ambientale

L’imprenditoria femminile nel settore ambientale

Le donne impegnate nella rivoluzione sostenibile

Donne e sostenibilità

La transizione ecologica è uno degli obiettivi principi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dunque oggetto degli investimenti che l’Italia intende realizzare entro il 2027 anche grazie all’utilizzo dei fondi di coesione europei, uno strumento fondamentale per la crescita a 360 gradi del Vecchio continente.

Creare una società che abbia alla base lo sviluppo sostenibile, a supporto delle future generazioni, è diventato infatti una priorità per l’economia nazionale italiana.

Donne e sostenibilità

A rivestire un ruolo da protagoniste in questo settore sono proprio le donne, in particolare le imprenditrici, che stando al Rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola-Unioncamere prestano maggiore attenzione alla sostenibilità rispetto ai loro colleghi uomini. Allo stesso modo, anche le performance in questo campo risultano migliori nelle imprese a conduzione femminile.

Le imprese green in Italia e il ruolo delle donne

Donne e transizione ecologica

D’altra parte le tematiche green sono sempre più diffuse in ambito imprenditoriale. Basti pensare che ben 432mila società italiane negli ultimi cinque anni hanno investito nella green economy.

Per molte aziende si tratta, infatti, della miglior risposta alla crisi e del modo più efficace per affrontare le sfide dell’immediato futuro.

In questo contesto, a fine giugno 2022, stando al V Rapporto nazionale sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne e Si.Camera, le imprese femminili erano un milione e 345mila, il 22,2% del totale nel panorama italiano. Di queste, il 12% aveva puntato sul green, contro il 9% delle aziende guidate da uomini.

Imprenditoria femminile green: le difficoltà per chi investe

Se sono sempre di più le donne che investono nell’ambiente, sono molte ancora le difficoltà riscontrate in questo ambito.

Le imprenditrici avvertono l’esigenza di migliorare la formazione in relazione alle nuove tecnologie 4.0 e green sia a livello scolastico sia universitario. La mancanza di competenze rimane ancora oggi, infatti, uno degli scogli più ardui da superare.

Anche l’accesso alle risorse finanziarie risulta spesso complicato. In quest’ottica sarebbe utile semplificare le procedure amministrative e fornire maggior supporto alle imprese in fase di trasformazione.

Le imprese femminili nel settore ambientale

A dimostrazione dell’importanza che molte donne imprenditrici attribuiscono alla transizione ecologica, sono numerose le start-up e le giovani imprese femminili che fondano il proprio core business su progetti green.

materiali ecosostenibili

In questo senso vanno ad esempio alcune aziende di abbigliamento, che utilizzano esclusivamente materiali riciclati e interamente ecosostenibili. Una società siciliana, Orange Fiber, realizza tessuti a partire dalle bucce delle arance ed è stato avviato un business dall’estrazione di caseina e dalla trasformazione della proteina alimentare in fibra tessile.

Degno di nota è anche Bi-rex, progetto nato al Politecnico di Milano da Greta Colombo Dugoni e Monica Ferro che punta a reimpiegare materiali di scarto, come il riso o i gusci dei gamberi, per ricavare la cellulosa e produrre carta evitando la deforestazione.

Imprenditoria femminile ambientale, un’opportunità per il futuro

Puntare sulla sostenibilità e focalizzare il proprio business in ottica green è una scelta vincente anche dal punto di vista imprenditoriale. Si tratta infatti di un settore emergente, che ha preso nuovo slancio in seguito all’emergenza Covid. Le iniziative green sono sempre più viste di buon occhio e rappresentano un’opportunità importante per tutte le donne che desiderano avviare un’attività.