In vista del Decreto di aprile le mamme a tempo pieno chiedono un colloquio con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Dopo il silenzio che ha accompagnato il duro lavoro di queste settimane di isolamento, le mamme rompono il silenzio e chiedono di essere attrici di primo piano nella fase di rinascita dell’Italia” – dichiara Federica Gasparrini – “questo nel rispetto della Costituzione”.

“Abbiamo preparato un programma di sviluppo moderno ed innovativo che si articola su alcuni punti, fra i quali:

  • Servizi alle persone ed alle famiglie
  • Servizi alle imprese
  • Sviluppo di reti di microimpresa nel settore: ristorazione – florovivaismo – turismo familiare”

In Italia sono presenti  ben 9 milioni di casalinghe e caregiver,  che svolgono in via prioritaria e gratuita il lavoro di cura all’interno delle famiglie e,  secondo l’Istat,  lavorano 50 ore alla settimana senza giorni di riposo.

Esse rappresentano un’enorme “forza lavoro” e “capacità manageriale” costituita da milioni di ore, impegnate contemporaneamente in diverse specializzazioni: educare, curare, cucinare etc.

 

Nella drammatica fase iniziale dell’aggressione del coronavirus, queste lavoratrici sono state totalmente dimenticate ma hanno continuato a svolgere il loro lavoro, senz’altro più complesso, senza avanzare richieste o recriminazioni.

Eppure il peso delle norme di “isolamento” introdotte si è riversato principalmente su di loro, quali Manager della famiglia, presidio dei rapporti interpersonali, nonché della gestione e del bilancio della famiglia, nucleo fondante della Società italiana”.

Oggi le casalinghe e le caregiver chiedono, con forza e dignità, attenzione e ascolto da parte del Governo e del Parlamento ed un urgente incontro in vista del Decreto di Aprile riguardante la fase 2 dell’isolamento;  inoltre ricordano che:

  •  Le Casalinghe sono lavoratrici e producono con il loro lavoro valore sociale ed economico – Legge (493/99); Sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione, della Corte dei Conti nonché del Consiglio di Stato.
  • Lo Stato riconosce e tutela il lavoro svolto in ambito domestico, affermandone il valore sociale ed economico connesso agli indiscutibili vantaggi che da tale attività trae l’intera collettività.(art. 6  della Legge 493/99)
  • “La Retribuzione convenzionale, (di questa attività), è pari alla retribuzione annua minima fissata per il calcolo delle rendite del settore industriale, rivalutabile ai sensi dell’art. 115 del medesimo Testo Unico e successive modifiche. (art. 9  della Legge 493/99)

Siamo fiduciose nel pieno e doveroso rispetto delle norme costituzionali da parte del Governo e crediamo che il decreto di aprile rispetterà il lavoro in tutte le sue declinazioni.