Integrazione combinata di ferro e acido folico: a cosa serve? 

Integrazione combinata di ferro e acido folico: a cosa serve? 

Il mercato degli integratori alimentari è particolarmente vasto e variegato e sono disponibili diverse soluzioni: dagli integratori di una singola sostanza (per esempio un integratore di vitamina C o di vitamina E) alle formulazioni con varie vitamine del gruppo B fino ad arrivare ai multivitaminici/multiminerali, ovvero prodotti contenenti varie vitamine e diversi sali minerali.

Fra le tante soluzioni proposte, una piuttosto comune è quella relativa alla combinazione di acido folico e del ferro (che può essere presente sotto varie forme come per esempio ferro pirofosfato, ferro protinato ecc.).

Vista la diffusione di questa combinazione, descriviamo brevemente due condizioni – l’anemia sideropenica e la gravidanza – nelle quali un integratore di ferro e acido folico può risultare utile, premettendo che è sempre opportuno consultare il proprio medico curante quando si decide di utilizzare un qualsiasi supplemento nutrizionale.

Anemia sideropenica: l’utilità di ferro e acido folico

L’anemia sideropenica, altrimenti nota come anemia da carenza di ferro o ferropriva, è una delle forme di anemia più comuni, anche se non è certamente l’unica dato che ne esistono diverse tipologie. In chi soffre di questa forma di anemia si hanno bassi livelli di ferro circolante (sideropenia) e microcitosi (globuli rossi di volume inferiore alla norma).

Le cause che provocano questa forma di anemia sono svariate e molto diverse fra loro; nei soggetti adulti molto spesso la causa è un’emorragia lieve a livello gastrointestinale (esempi classici di cause sono la sindrome emorroidaria e la diverticolosi del colon).

È una condizione non infrequente anche nelle donne che hanno un flusso mestruale abbondante e in quelle in stato interessante (di solito per le aumentate richieste del feto).

Se gli esami dimostrano un’anemia sideropenica, è necessario in primis individuarne la causa (il che può richiedere diverse indagini), trattarla adeguatamente e ricorrere anche a un’integrazione mirata con ferro e acido folico fin quando non si ripristinano le scorte del minerale.

Sono il medico o l’ematologo che decidono tempi, modi e dosaggi dell’integrazione con ferro e acido folico.

L’integrazione in gravidanza: l’utilità di ferro e acido folico

Mentre in alcune condizioni l’utilizzo di integratori serve a sopperire a una carenza, nel caso della gravidanza, molto spesso, ci troviamo di fronte a un aumentato fabbisogno; quest’ultimo è sia legato alle maggiori richieste dell’organismo per la presenza del feto, sia alle variazioni ormonali che si verificano nell’organismo in seguito alla gravidanza.

L’anemia sideropenica legata alla gravidanza è piuttosto comune ed è per questo motivo che molto spesso il medico o lo specialista ginecologo, dopo attenta valutazione degli esami del sangue, decidono di suggerire un’integrazione mirata.

Acido folico: non solo in gravidanza

Merita un accenno particolare l’acido folico; si tratta di una vitamina che viene consigliata anche a tutte quelle donne che stanno pianificando una gravidanza e anche a quelle che stanno allattando.

L’indicazione all’integrazione di acido folico alcuni mesi prima del concepimento trova giustificazione nel fatto che gli studi, ormai consolidati da tempo, dimostrano come tale supplementazione riduca drasticamente il rischio di alcuni difetti del tubo neurale, come per esempio la spina bifida o l’anencefalia. 

La supplementazione è di norma consigliata anche nel corso della gravidanza e anche durante l’allattamento. Sarà comunque lo specialista ginecologo a dare le precise indicazioni al riguardo.