Gli interventi di contrasto alla violenza sulle donne

Gli interventi di contrasto alla violenza sulle donne

I progetti finanziati con i Fondi di coesione UE

contrasto alla violenza sulle donne

Le politiche di coesione sociale europee sono un valido aiuto per combattere un fenomeno complesso e delicato: la violenza sulle donne.

Grazie ai fondi di coesione è possibile supportare le associazioni e gli sportelli antiviolenza che si occupano ogni giorno del problema.

Vediamo allora insieme qual è la situazione attuale in Italia e gli interventi di contrasto che sono stati finanziati per combattere la violenza contro le donne.

Violenza sulle donne: i numeri in Italia

Quasi un’italiana su tre (31,5%) tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di abuso fisico o sessuale. I dati dell’ISTAT indicano quanto sia grave anche nel nostro Paese il fenomeno della violenza di genere, nonostante le campagne di sensibilizzazione e gli interventi messi in atto dalle istituzioni negli ultimi anni.

In particolare, nel periodo 2014-2020 l’Italia ha potuto beneficiare di 37,35 milioni di euro riservati a progetti di contrasto alla violenza contro le donne. Una somma stanziata all’interno dei fondi di coesione UE destinati alle politiche di genere, che ammontano complessivamente a 489,87 milioni di euro.

Come combattere la violenza contro le donne: gli investimenti

combattere la violenza sulle donne

Gli interventi finanziati tramite le politiche di coesione europee sono volti soprattutto alla tutela delle vittime. Le principali iniziative si traducono in:

  • recupero di spazi da dedicare agli sportelli antiviolenza e alle case di accoglienza;
  • servizi per accompagnare e facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro di chi ha subito abusi.

Un ruolo fondamentale è ricoperto dal PON Legalità, programma rivolto a cinque Regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) che assorbe il 60% degli investimenti dei fondi di coesione contro la violenza sulle donne.

Si mira a favorire l’inclusione sociale anche attraverso il recupero dei patrimoni confiscati alla criminalità organizzata, ad esempio riutilizzando vecchi immobili per attività di animazione sociale e partecipazione collettiva.

In particolare, oltre 22 milioni di euro sono stati spesi per due interventi pensati per dare vita a luoghi di accoglienza, sostegno, ascolto, accompagnamento e aiuto.

L’altro strumento principale in termini di impegno finanziario è il PON Metro, rivolto alle Città metropolitane. Con un costo di quasi 7,4 milioni di euro è stata avviata la realizzazione di servizi residenziali per donne vittime di violenza a Bologna, Roma, Palermo, Napoli e Venezia.

Il ruolo dei sportelli antiviolenza e delle associazioni

centri antiviolenza

Grazie a queste iniziative, viene potenziata la già vasta rete italiana di strutture che cercano di contrastare il fenomeno. L’ultima mappatura effettuata da ISTAT e CNR vede nel nostro Paese la presenza di 338 centri e servizi antiviolenza, la maggior parte dei quali (253) sono riconosciuti dalle Regioni e segnalati al Dipartimento per le pari opportunità come finanziabili.

Sono circa 19.600 le donne italiane che nel 2021 hanno affrontato un percorso per uscire dagli abusi con l’aiuto dei Centri specializzati. Quasi una su cinque (19%) si è rivolta alla struttura in una situazione di rischio per la propria incolumità. Un dato che dimostra come purtroppo spesso la decisione di chiedere un supporto venga presa troppo tardi.

Dunque, quando rivolgersi ad un centro antiviolenza? In generale, è possibile contattarlo se si hanno subito o si stanno subendo degli abusi di qualunque forma: da quelli fisici a quelli psicologici, dai soprusi sessuali alla violenza economica. Intervenire in tempo è il primo passo per tutelare se stessi ed evitare che la situazione possa peggiorare.

Le attività di queste realtà si inseriscono nel più ampio contesto delle associazioni contro la violenza sulle donne. Si tratta di enti che forniscono supporto alle vittime sotto diversi aspetti, in modo gratuito e garantendo la massima discrezione.

Ma cosa fanno, più nel dettaglio, le associazioni contro la violenza delle donne?
Tra i servizi più importanti offerti ci sono:

  • l’assistenza legale gratuita;
  • il supporto psicologico;
  • i percorsi di orientamento al lavoro.

Tutti aspetti basilari per aiutare le vittime di violenza a riacquistare l’autostima e l’indipendenza perse con la difficile esperienza vissuta.