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Le terapie di cura per il cancro: quali sono e come funzionano

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Le terapie di cura per il cancro: quali sono e come funzionano

Vediamo i principali percorsi per riuscire a gestire i diversi tipi di tumore

cambiamenti del corpo causati dal cancro

Sempre più spesso il percorso della malattia oncologica può essere gestito con successo grazie alle ricerche in ambito scientifico e all’innovazione in ambito terapeutico.

La diagnosi di cancro non è una sentenza di morte e nel corso degli anni la medicina ha infatti identificato vari strumenti e percorsi sempre più efficaci e mirati per riuscire a gestire i diversi tipi di tumore.

Quali sono i vantaggi della personalizzazione del percorso di terapia contro il cancro?

Gli sviluppi all’interno della terapia oncologica hanno apportato sia un miglioramento nella sintomatologia sia nella qualità della vita del paziente.

La personalizzazione del percorso terapico è uno dei più importanti progressi relativi alla gestione del cancro.  Nessuna persona è uguale all’altra, perciò, il trattamento personalizzato permette sicuramente di ottenere dei risultati migliori e di dare un adeguato supporto al paziente, anche dal punto di vista emozionale e psicologico.

Cosa sono le terapie oncologiche integrate?

Sempre più spesso, inoltre, si parla di terapie oncologiche “integrate”, cioè di una serie di trattamenti differenti che hanno il duplice scopo di aumentare la possibilità di risposte positive da parte del paziente e di aiutare il suo stato psicofisico.

Come dimostrano alcuni studi effettuati dal Dipartimento di Psicologia della Salute dell’University of Missouri – Columbia, è importante informare i malati degli effetti collaterali, non solo fisici ma anche psicologici, prima di iniziare la cura contro il cancro: i pazienti ottengono migliori prestazioni quando capiscono a cosa vanno incontro e cosa proveranno.

terapie dopo la diagnosi di cancro

Perché è utile informare in modo chiaro i pazienti prima dell’inizio del percorso oncologico?

Una chiara e adeguata informazione sugli effetti delle varie terapie diventa quindi essenziale come intervento di prevenzione perché:

  • amplia la consapevolezza del paziente;
  • argina le problematiche emotive;
  • riduce lo stress e le aspettative verso se stessi;
  • permette al cervello di concentrarsi;
  • consente di investire in maniera più efficace le proprie risorse, ottimizzandole.

La terapia oncologica è una fase del percorso terapeutico che richiede la partecipazione della persona in tutta la sua totalità, sia fisica sia mentale.

È necessario diventare parte attiva del proprio percorso, per poter scegliere insieme al medico la strada più giusta per se stessi e potersi affidare al team con la massima fiducia. Ma affidarsi non vuol dire diventare passivi!

Essere parte attiva dà la possibilità di essere presenti a se stessi e quindi alle cure, nella consapevolezza di cosa si sta facendo e di quali saranno le conseguenze.

“Stare sul pezzo” e quindi rimanere concentrati sul percorso indicato è un’opportunità per prendersi cura di sé. Essere presenti, essere consapevoli, vuol dire esserci con attenzione e concentrazione, per poter attingere a tutto il proprio potenziale.

Quanto conta avere la giusta reazione di fronte a una diagnosi di cancro?

Spesso essere attivi nel percorso oncologico può risultare difficile. A volte si cerca di non pensare a ciò che sta accadendo, rifugiandosi con la mente altrove.

Riportare invece il focus sul “qui e ora” non solo facilita l’osservazione dei propri pensieri, dei propri sentimenti e quindi la gestione delle proprie emozioni, ma aiuta anche a sentirsi artefici della propria vita e parte attiva del proprio percorso terapeutico.

Per esempio, a volte, le terapie e gli interventi chirurgici possono provocare un’alterazione della propria percezione dell’immagine corporea.

Può essere difficile, in particolar modo per le donne, accettare il proprio corpo che cambia, con gravi ripercussioni nella sfera sociale, privata e anche sessuale.

Un sostegno per affrontare questo disagio a volte diventa indispensabile. Per poter cambiare l’angolo della visuale, trovare un nuovo modo di comunicare la propria identità con determinazione, vedere soluzioni alternative per poter produrre armonia e benessere.

Acquisire la capacità di accogliere le proprie fragilità e debolezze senza giudizio significa rispettarsi: in sostanza, imparare a essere consapevoli di se stessi è essenziale per riappacificarsi con il proprio corpo, amarlo per la sua autenticità e non per la sua perfezione.