Le vitamine B in gravidanza: a cosa serve l’integrazione?

Le vitamine B in gravidanza: a cosa serve l’integrazione?

Quello della gravidanza è un periodo molto particolare nella vita di una donna, caratterizzato da vari cambiamenti e nel quale è di fondamentale importanza anche l’aspetto nutrizionale.

Com’è noto, la gestazione è una di quelle situazioni in cui si ha un aumentato fabbisogno di alcuni micronutrienti, ovvero sali minerali e vitamine. È per questo motivo che, generalmente, alle donne in stato interessante viene suggerito il ricorso ad alcuni integratori alimentari fra cui le vitamine del gruppo B.

Ovviamente, per i dosaggi e le modalità di assunzione di queste e altre vitamine è opportuno consultarsi con il proprio medico curante o con il ginecologo di fiducia, che potrà suggerire quali vitamine dovrebbero essere integrate, quando assumere la vitamina B (per favorirne un assorbimento ottimale), per quanto tempo (per massimizzarne l’efficacia) e anche quali altri micronutrienti potrebbero risultare importanti. 

Le vitamine del gruppo B in gravidanza

Le vitamine del gruppo B più comunemente consigliate in gravidanza sono la vitamina B6 (piridossina), la vitamina B9, più conosciuta come acido folico, e la vitamina B12 (cobalamina). Cerchiamo di capire perché sono importanti per la donna in stato interessante.

Vitamina B9

Vale la pena di partire dalla vitamina B9; infatti qualora si stia pianificando una gravidanza, l’integrazione di acido folico dovrebbe essere iniziata alcuni mesi prima del concepimento (almeno tre mesi prima); l’assunzione di questa vitamina con largo anticipo è legata al fatto che è da tempo accertato il suo ruolo cruciale nella prevenzione di varie e gravi malformazioni neonatali, in particolar modo la spina bifida, l’anencefalia e l’encefalocele.

Vitamina B12

Stati carenziali di vitamina B12, più o meno importanti, sono evenienze piuttosto frequenti nelle donne in stato interessante. Il problema è più comune nelle donne che seguono la dieta vegana. Tra i tanti e importanti processi in cui questa vitamina è coinvolta si ricorda in particolare la sintesi dell’emoglobina.

Se si verifica una carenza di vitamina B12, infatti, si ha un aumento del rischio di anemia perniciosa. Questa forma di anemia non deve essere confusa con l’anemia sideropenica, vale a dire quella da carenza di ferro, un’altra condizione non poi così rara nelle donne in stato interessante, tant’è che viene spesso loro suggerita un’integrazione di ferro e spesso anche di vitamina C, sostanza che favorisce l’assorbimento di tale minerale.

Vitamina B6

In gravidanza aumenta anche il fabbisogno di vitamina B6; essa ha un ruolo importante nello sviluppo del sistema nervoso e può anche contribuire ad alleviare la nausea gravidica, condizione non grave, ma estremamente fastidiosa.

Va sottolineato anche il fatto che un livello adeguato di questa vitamina è associato sia a un minore rischio di aborto spontaneo, sia a una maggiore probabilità di concepimento.

Altre vitamine suggerite in gravidanza

I livelli ematici di vitamina C (acido ascorbico) tendono a ridursi durante la gestazione, probabilmente per il fenomeno dell’emodiluizione tipico di questo periodo e per le necessità del feto. L’integrazione è quindi spesso suggerita come da linee guida dell’OMS. Come ricordato in precedenza, inoltre, la vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro.

Viene generalmente suggerita anche l’integrazione di vitamina D, in particolar modo nelle donne che soffrono di intolleranza al lattosio. Questa vitamina regola il metabolismo e l’assorbimento del calcio e, nelle donne in gravidanza, contribuisce alla mineralizzazione delle ossa dello scheletro del feto.