Le leggi per le donne in Italia

Le leggi per le donne in Italia

I provvedimenti che tutelano la vita e il lavoro

Le leggi per le donne in Italia

Quali leggi tutelano le donne in Italia? Il percorso normativo, per quanto lungo e spesso irto di ostacoli, ha permesso di raggiungere traguardi importanti.

Le leggi per le donne in Italia sono punti fermi del nostro ordinamento, colonne portanti della difficile costruzione della parità di genere, appigli sicuri che tutelano la vita e il lavoro femminile. Si tratta di normative che non devono mai essere date per scontate: la strada che ci ha condotto fino a qui è stata lunga ed è caratterizzata dall’impegno e dalla passione di numerose attiviste che, nel tempo, hanno combattuto per una società più giusta.

Le leggi per la tutela della donna: una lunga storia

I primi passi avanti nel nostro Paese sono stati compiuti dopo la Seconda guerra mondiale. Nel 1945 un decreto consente alle donne che hanno almeno 21 anni di votare alle elezioni politiche; l’anno successivo una nuova normativa permette loro di presentarsi come candidate ed essere votate.

Più di vent’anni dopo, l’introduzione del divorzio a livello legale segna un punto decisivo a favore dell’emancipazione femminile. Il primo dicembre 1970 passa una legge che ammette la possibilità di porre fine al matrimonio. Quattro anni più tardi viene promosso un referendum per abrogare il provvedimento, ma la maggioranza degli italiani esprime la volontà di mantenerlo in vigore.

Nel 1975 il diritto di famiglia viene riformato. È un momento fondamentale, che segna un grande progresso, poiché stabilisce la parità tra i coniugi. Contestualmente, la potestà genitoriale diventa condivisa tra moglie e marito e si stabilisce il regime patrimoniale della famiglia (separazione dei beni o comunione legale). Con questa normativa, inoltre, il tradimento del marito diventa causa legittima di separazione.

Ma il faticoso percorso del riconoscimento dei diritti femminili attraverso leggi e articoli che tutelano le donne e le loro scelte prosegue ancora. Nel maggio 1978 il parlamento approva le norme per la “tutela sociale della maternità e l’interruzione volontaria della gravidanza”. È la legge 194 che disciplina le modalità di accesso all’aborto e consente di ricorrere alla IGV entro i primi tre mesi di gravidanza.

Tuttavia, nonostante gli avanzamenti sociali, ancora all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso il delitto d’onore era considerato un reato in parte “scusato” perché volto a proteggere la reputazione di un uomo (o di una donna) tradito. L’articolo 587 del Codice penale consentiva una riduzione di pena a chi uccideva moglie, figlia o sorella per difendere “l’onor suo o della famiglia”.

Questa parte della legge viene abrogata nel 1981, insieme al matrimonio riparatore, istituto che puntava a salvaguardare l’onorabilità della famiglia obbligando le donne a sposare chi aveva abusato di loro.

Le leggi che tutelano le donne lavoratrici

Leggi che tutelano le donne lavoratrici

Articoli a protezione delle donne che lavorano sono stati approvati fin dal primo dopoguerra. In particolare la legge per la “tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri” viene varata nel 1950. Si introduce il divieto di licenziare una donna dall’inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età di suo figlio; inoltre si proibisce di affidare alle persone incinte mansioni pericolose, faticose o insalubri.

Più avanti, nel 1963, il Parlamento italiano approva una legge, la n. 66, per ammettere le donne “ai pubblici uffici e alle professioni”. Il provvedimento stabilisce che “la donna può accedere a tutte le cariche, professioni e impieghi pubblici, compresa la magistratura”. Nello stesso anno, con l’entrata in vigore della legge n.7 – la quale sancisce la nullità di ogni clausola contrattuale che prevede la possibilità di licenziare le dipendenti in caso di matrimonio, gravidanza e maternità – la tutela delle lavoratrici si rafforza ulteriormente. Viene poi riconosciuta la dignità del lavoro domestico con l’assicurazione volontaria delle pensioni delle casalinghe.

Gli interventi sulla parità di genere in azienda trovano una compiuta sintesi nel testo unico del 2001 che raccoglie e aggiorna 50 anni di provvedimenti sul tema.

Nel 2011 i diritti delle donne sono ulteriormente tutelati con l’istituzione delle quote rosa all’interno della Pubblica amministrazione. È una normativa che recepisce le direttive europee in materia di pari opportunità. Vengono inoltre introdotti sgravi fiscali per chi assume lavoratrici, congedi parentali per aiutare le donne a tornare al lavoro dopo il parto, misure e sanzioni contro le molestie sessuali in azienda.

Quali leggi tutelano le donne oggi?

quali leggi tutelano le donne oggi

Quali leggi tutelano le donne d’oggi? Alla luce dei progressi e dei cambiamenti nel mondo del lavoro, della famiglia e delle nuove tecnologie sono stati varati provvedimenti specifici.

Dal 2009, ad esempio, chi compie atti persecutori è punito dalla legge n.38, che pone le basi per il reato di stalking con l’inserimento dell’articolo 612 bis nel Codice penale. Successivamente, dal 2013 diversi aspetti dello stalking vengono sanzionati in modo più severo, con aggravanti per chi si accanisce utilizzando strumenti informatici e telematici.

Nel 2019 è invece entrato in vigore il cosiddetto “Codice rosso”, ideato per contrastare gli episodi di violenza contro le donne e per arginare il fenomeno del femminicidio. È prevista la riduzione dei tempi della giustizia per i reati compiuti a danno di soggetti femminili e misure cautelari per allontanare compagni e mariti pericolosi.

La normativa riguarda anche il “revenge porn”, una “vendetta sessuale” che colpisce numerose donne, attaccate da partner o ex partner tramite i social. Con l’introduzione del comma 1 all’articolo 612 ter del Codice penale chi invia, consegna o pubblica senza il consenso delle persone coinvolte immagini o video a contenuto esplicitamente sessuale, destinati a restare privati, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con una multa da 5mila a 15mila euro.

Nuovi passi avanti, dunque, per rispondere alle esigenze inedite sorte a seguito delle profonde trasformazioni sociali e ai cambiamenti tecnologici.