Mammografia ed esami senologici

L’importanza di una diagnosi precoce del tumore al seno

mammografia

Cos’è la mammografia?

La mammografia è uno dei principali test di screening utilizzati per poter diagnosticare eventuali tumori. Quello alla mammella è infatti tra i cinque tumori più frequenti nella popolazione italiana, insieme a quello del colon-retto, del polmone, della prostata e della vescica, ed è il più frequente nelle donne, con un’incidenza del 29,3%, come evidenzia lo studio a cura di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica).

Come sottolineato nell’ultimo rapporto annuale stilato da AIOM e AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori),nel nostro Paese ci sono circa 800mila donne in Italia che hanno o che hanno avuto in passato un tumore al seno, con una percentuale del 44%. Se nell’ultimo decennio i casi sono aumentati, tuttavia, si è assistito anche a una riduzione della mortalità. Questo anche perché viene sempre più incoraggiata la mammografia, un esame fondamentale per una diagnosi tempestiva della malattia. Scopriamo insieme come si fa la mammografia e ogni quanto sottoporsi a questo test.

Come si fa la mammografia: tempi e modalità dell’esame

come si fa la mammografia

Quando alla palpazione della mammella si avverte la presenza di un nodulo oppure si riscontrano segnali che richiedono un approfondimento diagnostico – come alterazioni in fuori o in dentro del capezzolo, perdite da un capezzolo solo, cambiamenti della pelle o della forma del seno – è bene rivolgersi al proprio medico curante, che può consigliare di sottoporsi alla mammografia.

L’indagine non è invasiva e non richiede anestesia: si tratta di una semplice radiografia, eseguita in piedi con un particolare apparecchio radiologico chiamato mammografo, in grado di proiettare un fascio di raggi X sulla zona interessata. La mammella viene posizionata su un apposito sostegno e compressa leggermente tra due lastre plastificate.

mammografia esame al seno

L’esame è rapido e indolore, l’esecuzione è di 5 o 10 minuti al massimo. Alcune donne potrebbero avvertire fastidio per la compressione, ma il disagio dura solo il tempo necessario dell’esame. Non esistono particolari rischi per l’esposizione alle radiazioni, in quanto la mammografia espone a una piccola quantità di raggi X per una durata di tempo che non risulta nociva. Un recente sviluppo tecnologico ha permesso di applicare a questo tipo di esame una tecnica digitale. La mammografia digitale permette di ridurre ulteriormente la dose di radiazione, a fronte di una miglior qualità dell’immagine.

Quando andrebbe eseguita la mammografia

mammografia quando farla

Quando iniziare a fare la mammografia? Come indicato e promosso dal Ministero della Salute, tutte le donne che hanno superato i 45 anni di età dovrebbero sottoporsi a un programma di screening mammario. In linea di massima, la mammografia si esegue ogni due anni ed è rivolta principalmente alle donne di età compresa tra i 45 e i 69 anni.

Al contrario, sotto i 40-45 anni di età, l’esame non è necessario se non a fronte di particolari situazioni, in quanto la maggiore densità della mammella rende più difficoltoso individuare eventuali noduli. In questi casi, in presenza degli stessi sintomi a cui abbiamo accennato, è preferibile chiedere consiglio al proprio medico che saprà indirizzare verso lo specialista di competenza.

Più in generale, laddove sia richiesta un’indagine più approfondita, con le stesse riserve legate alle fasce d’età viste in precedenza, un’ulteriore soluzione potrebbe essere la mammografia con tomosintesi. Si tratta di un esame che sfrutta la tecnologia 3D per ottenere un risultato ancora più preciso. La sensibilità diagnostica della mammografia con tomosintesi aumenta, rispetto alla mammografia classica, del 30-40%.

Quando fare la mammografia rispetto al ciclo mestruale

quando fare la mammografia rispetto al ciclo

Prima di sottoporsi alla mammografia non occorre nessun particolare accorgimento. Alcuni studi, tuttavia, suggeriscono che l’indagine potrebbe essere più efficace se effettuata nella prima fase del ciclo mestruale. Durante questa fase, detta follicolare, il seno è meno denso e ingrossato e ciò rende più agevole il riconoscimento di eventuali lesioni. L’esame diventa invece ancora più importante durante la menopausa: la terapia ormonale sostitutiva combinata (che prevede cioè la somministrazione congiunta di estrogeni e progestinici), che può essere assunta per alleviare i disturbi della menopausa, può aumentare il rischio di sviluppare un tumore al seno e può nasconderne la diagnosi. Il rischio è proporzionale alla durata del trattamento.

In ogni caso la prevenzione e il rivolgersi a un medico professionista sono fondamentali per tenere sotto controllo la salute del proprio apparato mammario nell’arco della vita.