La diagnosi di cancro è una sentenza di morte?

diagnosi di cancro

Spesso la diagnosi di cancro viene vissuta fin dall’inizio come una sentenza di morte. Ma se è vero che in passato la parola tumore era sinonimo di una “condanna a morte”, oggi viene considerata una malattia, a volte terribile, spesso a carattere cronico, da combattere con ogni mezzo ma che è possibile vincere e superare.

Quali emozioni suscita una diagnosi di cancro?

Nonostante un palese cambiamento di visione legato ai progressi della scienza, la parola cancro evoca comunque nelle persone emozioni angoscianti. Nell’immaginario collettivo rimanda ancora ad una “condanna” e continua a racchiudere una serie di significati che abbracciano la paura della sofferenza, la precarietà, la lotta per la sopravvivenza, il pensiero di non farcela e che tutto possa finire in tempi brevi.

Oggi il cancro è una malattia curabile.

Fortunatamente oggi l’oncologia moderna propone al paziente un orizzonte ricco di terapie sempre più efficaci, così il cancro è ritenuto una malattia curabile, anche se deve essere affrontato con estrema cura.

È importante quindi affidarsi al proprio medico oncologo ed è anche indispensabile avere fiducia nello staff curante, per affrontare al meglio il proprio cammino.

affrontare la diagnosi di cancro

Come affrontare il processo di cura del cancro?

È essenziale partecipare in modo attivo e positivo al processo di cura: bisogna infatti migliorare le proprie conoscenze, chiedere informazioni al proprio oncologo, confrontarsi con altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza.

Quindi non chiudersi in se stesse, ma reagire: prendere in mano la propria vita, essere padrone delle proprie scelte, per poter decidere la cosa più giusta per se stesse, senza identificarsi né con la malattia, né con il ruolo di ammalati.

Come integrare la malattia nella propria vita quotidiana?

La malattia va integrata nella propria vita per continuare a dare spazio anche ad altro.

Essa è un’esperienza. Una sfida da raccogliere. Un’ opportunità per imparare:

  • ad ascoltare ciò che il proprio corpo vuole comunicare;
  • a scoprire qualcosa di se stesse che ancora non si conosce;
  • a guardare la malattia non come un nemico, bensì come ad un messaggero venuto a rivelare i bisogni più profondi fisici, psicologici, emotivi e spirituali.

 Accettare un tumore è un passaggio che consiste anche di scelte importanti: è il momento del coraggio e della forza, ma anche del prendere consapevolezza delle proprie fragilità e dei propri limiti, senza mai perdere la speranza, senza mai smettere di credere in se stesse.

Come affrontate la paura della recidiva?

Dopo aver superato il cancro alcune pazienti sviluppano il timore della recidiva, legato non solo alla paura di morire ma anche all’angoscia del dolore (già conosciuto) e al timore di dover ricominciare l’intero percorso.

Tali inquietudini sono spesso irrazionali e infondate, ma possono prendere il sopravvento specialmente quando si avvicinano le date degli esami di routine.

Se queste paure cominciano a condizionare la quotidianità, allora siamo in presenza della “Sindrome della Spada di Damocle”, definita come la paura eccessiva di una ricaduta, accompagnata dalla sensazione di non avere il controllo della situazione.

Non si riesce a pensare ad altro che alla malattia: nella mente del paziente la recidiva è dietro l’angolo e con essa la possibilità di perdere la vita.

Come sconfiggere la paura della malattia con la conoscenza

Informarsi è la cosa più importante per affrontare le paure legate al cancro: grazie a una gran mole di studi scientifici, sappiamo che l’adozione di comportamenti e abitudini corrette possono rendere più difficoltosa la crescita delle cellule dannose.

Rivolgersi a un professionista per un sostegno psicologico è fondamentale e può fare la differenza, per modificare i pensieri disfunzionali e negativi, le credenze e le convinzioni, le preoccupazioni e le rimuginazioni con l’obiettivo di favorire il benessere della persona, prevenire situazioni di disagio, per imparare a interpretare in maniera corretta gli eventi.