Intervista Angela NatalePresidente di Boeing Italia e Managing Director per il Sud Europa, con all’attivo un dottorato di ricerca in Ingegneria Meccanica e un master in Ingegneria Aeronautica e un passato in Alenia Aeronautica. È Angela Natale che, partendo dal sud Italia, precisamente dalla Campania, e sognando gli aeroplani è arrivata fino agli Stati Uniti e ritorno. Un viaggio lungo e affascinante, tanto che per le giovani donne smaniose di affrontare una carriera simile alla sua ha un unico consiglio: “Fallo, senza esitazioni e senza timore. Bisogna avere il coraggio di abbracciare le proprie passioni”. Così, per incentivare e promuovere l’interesse per le materie scientifico-tecnologiche (STEM) fra i banchi di scuola, è nato il progetto STEM 4 Future, organizzato da ScuolAttiva in collaborazione con Boeing, giunto alla quinta edizione.

 

Il progetto STEM 4 Future sposa in pieno il senso della Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza (11 febbraio). Boeing partecipa da tempo a STEM 4 Future. Perché avete abbracciato l’iniziativa?

Il progetto STEM 4 Future mi sta molto a cuore, come persona e come rappresentante di Boeing. L’idea è nata dall’analisi della realtà italiana in cui operiamo e dalla volontà dell’azienda nel voler tener fede a un impegno di responsabilità sociale, coinvolgendo gli studenti delle scuole superiori in un percorso formativo di alta qualità avvalendosi del supporto di atenei italiani molto prestigiosi. In questa edizione, per esempio, parliamo dell’Università Bocconi di Milano e del Politecnico di Bari.
Per snocciolare delle cifre, nel corso delle quattro edizioni precedenti STEM 4 Future ha coinvolto oltre 5mila studenti delle scuole superiori di varie città italiane. Quello che mi colpisce è l’entusiasmo da parte dei partecipanti e dei professori.

 

Quale è l’obiettivo di STEM 4 Future?

Per noi è un modo di investire nei giovani che saranno i nuovi leader del domani. Vogliamo dare loro l’opportunità di mettere le mani sui temi su cui andranno a misurarsi in futuro e la possibilità di conoscere nuovi percorsi professionali, riducendo il divario fra domanda e offerta di lavoro. Diamo anche la possibilità di partecipare a reali esperienze professionali.

 

Il mondo universitario e il mercato del lavoro sono stati profondamente modificati dalla pandemia da Covid-19. I cambiamenti hanno influenzato il tentativo di raggiungere la parità di genere, anche nelle materie e nelle professioni scientifiche. Quanto è ancora presente il divario di genere in questo campo?

Il gap esiste ancora, stiamo notando che con la pandemia la differenza di genere si è acuita ancora di più. Un dato che abbiamo raccolto è il tasso di occupazione femminile, che in Italia si è ridotto al 49%. E’ sempre stato vero che le ragazze si avvicinano sensibilmente meno agli studi scientifici rispetto alla loro controparte maschile. Ancora più grave è che da lì in poi restano indietro in termini di occupazione, di salario e di opportunità. Prima del Covid avevamo visto segnali positivi, sembrava che l’interesse delle ragazze nelle attività scientifiche fosse aumentato. Poi è arrivata pandemia e quella spinta ha rallentato. Pensiamo ci sia molto da fare sul tema a livello italiano, europeo e mondiale. Per questo sosteniamo progetti come quello di STEM 4 Future di ScuolAttiva.

 

Il tema viene affrontato nel Pnrr, con un piano che mira a promuovere l’integrazione e a sviluppare competenze verticali, con particolare riguardo verso le pari opportunità. Pensa che questo genere di iniziative possa dare una spinta alla parità di genere nel settore?

Il Pnrr è importantissimo. Servono diversi elementi per farci progredire verso la parità di genere e uno è sicuramente il supporto del Governo. Questa sensibilità ci fa ben sperare. Stiamo andando nella direzione giusta.

 

Lei è nata e cresciuta in Italia, ma ha studiato e lavorato a lungo negli Stati Uniti. Conoscendo le due culture e le due realtà, quali sono le differenze?

Quando sono arrivata in Boeing ho subito apprezzato i valori, il forte sostegno di diversity e inclusion. In Italia ora cerco di portare lo stesso mindset. In America ho avuto la possibilità di vedere e sperimentare che se vali e se ti impegni davvero, indipendentemente dal tuo genere o dalle tue diversità, vai avanti e fai carriera. C’è molta meritocrazia. Non è un caso che oggi in Boeing, e non solo, negli Usa sempre più donne occupano posizioni di rilievo.

 

Donne in posizioni di rilievo, appunto. Qualcosa sta cambiando?

Il fatto che Boeing abbia voluto offrire a me, donna e ingegnera, opportunità di diventare presidente per l’Italia qualcosa vuol dire. Sono la prima donna e la prima ingegnera a fare un lavoro del genere. Mi fa capire come le cose stanno cambiando, ma certo c’è ancora molto da fare ed è qualcosa a cui tutti dobbiamo contribuire. Coltivare questa cultura è una delle cose che potrebbe stoppare la fuga dei cervelli dall’Italia. E noi possiamo diventare un modello per far capire alle giovani donne che, certo, può essere difficile arrivare a certi livelli ma è possibile.

 

Quale ricordo ha di lei, giovane studentessa approdata alla facoltà di ingegneria? Quali sogni aveva?

A inizio della mia carriera universitaria non è stato molto facile, stiamo parlando di un altro periodo storico, più di 20 anni fa. Basti pensare che al primo anno di ingegneria aeronautica all’Università Federico II di Napoli eravamo 600 studenti di cui solo 20 donne. Ho sempre dovuto combattere gli stereotipi sull’essere una donna ingegnera. Sicuramente non è stato facile. Ma da bambina ho sempre voluto fare qualcosa di buono, che poi si è identificato nel migliorare la sicurezza degli aerei. Questo mi ha spinta ad andare avanti negli studi. Pensavo a come fare per garantire a piloti, passeggeri e familiari la sicurezza. Già da piccola sono sempre stata affascinata dagli aerei: volevo capire perché e come volassero, come riuscissero a sconfiggere la forza di gravità. Era il mio sogno. Quando ho avuto momenti di scoramento mi ha mantenuto salda nel raggiungimento degli obiettivi.

 

Un consiglio a una giovane donna che vuole intraprendere una carriera nel mondo STEM?

All’americana le direi: go for it. Fallo, senza esitazione. Senza nessun timore. Le difficoltà ci saranno, ma non mollare. Bisogna avere il coraggio di abbracciare la propria passione. Se vuoi fare una cosa niente ti può fermare. E le donne possono portare un contributo di diversità importante in ogni ambiente, che sia scolastico o di lavoro o di qualunque tipo di attività sociale. La diversità aggiunge ricchezza, sempre.