Il riscaldamento domestico e il problema dell’inquinamento

Il riscaldamento domestico e il problema dell’inquinamento

Le soluzioni per riscaldare la propria casa in modo green

Inquinante e potenzialmente dannoso per la salute: il riscaldamento domestico in Italia è responsabile del 64% delle polveri sottili Pm2,5, del 53% delle Pm10 emesse nell’aria.

L’inquinamento atmosferico è quindi particolarmente grave nel nostro Paese. Nel report “Mal’aria di città”, Legambiente ha evidenziato che per il tutto il 2021 nessuno dei 102 capoluoghi di provincia analizzati è riuscito a rispettare i limiti indicati.

I due fattori che incidono maggiormente sono la mobilità e, appunto, il riscaldamento domestico. Per questo è fondamentale capire come limitare i consumi, in modo da abbassare le bollette e prendersi maggiormente cura dell’ambiente.

Riscaldamento: le fonti di energia più diffuse

Prima di tutto, è importante capire quali sono le tipologie di combustibile più utilizzate nel nostro Paese. Come evidenziato da un report sulla decarbonizzazione realizzato da Elemens per Legambiente e Kyoto Club, le principali sono:

  • metano, impiegato in 17,5 milioni di case;
  • legname, usato in 3,6 milioni di abitazioni;
  • elettricità e gasolio, in 1,3 milioni di case;
  • gpl, in 1,2 milioni di abitazioni.

Oltre al gas naturale, alle biomasse solide e ai prodotti petroliferi, in Italia si sfrutta anche la cogenerazione. Non vanno dimenticate infine le energie rinnovabili, come il solare termico, l’eolico e l’idroelettrico, sebbene abbiano numeri molto più bassi.

Ma quali fonti energetiche per il riscaldamento domestico sono più inquinanti e quali meno? La risposta è molto complessa e dipende dai diversi aspetti presi in considerazione.

Secondo uno studio condotto dal centro di ricerca Innovhub, riportato da Arpat, il gasolio presenta un fattore di emissione elevato per gli ossidi di zolfo, sostanze che possono provocare patologie dell’apparato respiratorio come bronchiti, asma e tracheiti.

Per quanto riguarda il particolato, la legna è uno dei combustibili più problematici.
Il pellet è invece più green anche se, sempre secondo l’indagine, ha un impatto maggiore rispetto al gas naturale. Tuttavia, gli impianti moderni a biomassa sono oggi più performanti rispetto al passato: l’evoluzione tecnologica ha permesso di ridurre le emissioni, portandole a ordini di grandezza paragonabili a quelli delle caldaie a gas.

Inoltre, grazie al ciclo naturale, il rilascio di anidride carbonica generato dalla biomassa è inferiore al metano. È comunque fondamentale utilizzare combustibili certificati e apparecchi di ultima generazione, come le caldaie a pellet e/o legna ad alimentazione automatica e a tiraggio forzato.

Tra le fonti più ecologiche ci sono infine il Sole e il calore emanato dalla terra, oltre al vento e all’acqua, risorse potenzialmente infinite e a basso costo.

Qual è il tipo di riscaldamento più ecologico?

sistemi di riscaldamento ecologici

Tra i riscaldamenti green la scelta è davvero ampia: va comunque sottolineato che gli ultimi modelli di impianti e di caldaie, basati su tecnologie innovative, sono solitamente maggiormente efficienti rispetto agli esemplari più vecchi, con vantaggi sia economici sia in termini di sostenibilità.

Vediamo quali sono i sistemi di riscaldamento meno inquinanti presenti oggi sul mercato.

  • Le caldaie a condensazione, più ecologiche in confronto a quelle tradizionali: le seconde, infatti, disperdono nell’ambiente parte del calore generato dalla combustione del gas, mentre le prime permettono di recuperarlo, riducendo sprechi e consumi al tempo stesso;
  • Le caldaia elettriche: in questo caso non c’è combustione, quindi questi impianti non producono ceneri e polveri dannose per la salute. Inoltre il rendimento è elevato, l’importante è scegliere i modelli con la classe energetica migliore.

Ci sono poi altre soluzioni particolarmente interessanti.

  • La pompa di calore sfrutta il calore proveniente da una fonte naturale esterna all’abitazione e lo trasporta all’interno della propria casa. Questi sistemi possono trarre l’energia termica dall’aria, dal terreno (geotermia) oppure dall’acqua (in presenza di falde facilmente raggiungibili da un pozzo). Questa opzione assicura un risparmio energetico notevole sulla bolletta elettrica.
  • Se non si vuole rinunciare alla magia del caminetto, riducendo al tempo stesso l’impatto sull’ambiente, si può ricorrere al termocamino. Questa variante è a camera chiusa, con uno sportello di vetro termico per limitare la dispersione del calore;
  • Tra le stufe meno inquinanti ci sono quelle a pellet e/o legna ad alimentazione automatica e a tiraggio forzato, che sono in grado di regolare da sole l’aria comburente e il combustibile. Inoltre sono autopulenti, così da liberare l’area di combustione dalle ceneri, consentendo la corretta distribuzione dell’aria;
  • L’impianto solare termico sfrutta l’energia del sole, una fonte rinnovabile infinita e gratuita. Questa soluzione non emette anidride carbonica durante il suo funzionamento e garantisce un consumo ridotto dei combustibili fossili.

Le opzioni sono dunque davvero numerose: per una decisione corretta, il consiglio è di fare sempre riferimento agli esperti del settore.

Come riscaldare la casa in maniera green

riscaldare la casa in maniera green

Ridurre l’impatto sull’ambiente non dipende solo dalla scelta del combustibile e del sistema di riscaldamento, ma anche dai nostri comportamenti e dalle nostre abitudini.

A questo proposito, il vademecum dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile Enea spiega quali azioni intraprendere per limitare i consumi, con un importante risparmio economico sulle bollette:

  1. Verificare lo stato della casa, individuando eventuali punti deboli
  2. Sostituire gli impianti dopo 15 anni dall’installazione. A quel punto è bene valutare se acquistare un sistema più sostenibile, come le nuove caldaie a condensazione o a biomassa
  3. Fare attenzione alla manutenzione, che deve essere regolare per motivi di sicurezza, nel rispetto delle normative
  4. Non tenere il riscaldamento troppo alto. Con un grado in meno si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile
  5. Rispettare gli orari di accensione
  6. Abbassare le tapparelle o chiudere gli scuri, per evitare dispersioni di calore
  7. Applicare un pannello ad hoc sulla parete dietro il radiatore
  8. Installare le valvole termostatiche, per gestire efficacemente il calore dei termosifoni
  9. Eliminare mobili, tende e accessori davanti ai radiatori
  10. Procurarsi dei termostati evoluti, che permettono di programmare l’orario di accensione e di spegnimento

Tanti piccoli consigli, ma che una volta applicati risultano essenziali per riscaldare la propria abitazione in maniera sostenibile.