Salute femminile e prevenzione

Salute femminile e prevenzione

Le misure per promuovere il benessere e i diritti delle donne

Salute della donna

Tutelare la salute femminile della donna, in particolar modo quella riproduttiva, è un impegno trasversale. L’attenzione verso questo ambito permette di accrescere la consapevolezza del proprio corpo, di affrontare in modo sereno una gravidanza e di facilitare l’accesso alle misure di prevenzione igienico-sanitarie.

Gli interventi a favore della salute femminile

Nonostante gli sforzi fatti in passato, c’è ancora molta strada da fare per promuovere la salute riproduttiva femminile. Secondo quanto messo in luce nella relazione sul Bilancio di Genere 2022, documento finalizzato a garantire la corretta programmazione e gestione delle risorse pubbliche nel contesto della politica dei fondi di coesione europei, a questo tema sono state destinate importanti iniziative.

Negli scorsi anni, infatti, la Cooperazione Italiana ha continuato a prestare supporto a numerose agenzie delle Nazioni Unite promuovendo misure per favorire l’empowerment e il benessere delle donne. Salute sessuale, riproduttiva e materno-infantile sono i focus su cui sono state investite la maggior parte delle risorse.

Ecco qualche esempio di stanziamenti attivati negli ultimi anni:

  • Il programma “Protezione umanitaria e salute sessuale e riproduttiva”, che mette a disposizione delle donne che vivono in alcune province dell’Afghanistan servizi integrati e immediatamente fruibili in questo campo;
  • L’impegno italiano si è espresso anche in Myanmar, dove è stata portata avanti “Women and Girls First Programme. Phase II (2020-2022)”, iniziativa nata per permettere al fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), l’agenzia dell’ONU che si batte per rafforzare il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, di mettere in atto un’ampia gamma di interventi. Tra questi le misure a garanzia dei diritti alla salute sessuale delle donne, comprese quelle con disabilità;
  • Obiettivi simili sono quelli prefissati per il progetto “Essere Donna – Empowerment, Salute Sessuale e Riproduttiva, Emancipazione. Promozione dei diritti di salute sessuale e riproduttiva in Senegal”, pensato per dare supporto alle donne nella difesa delle loro esigenze.

Promuovere la salute femminile grazie alla prevenzione

Prevenzione malattie femminili

La tutela della salute parte dalla prevenzione, e in particolare dalle attività di sensibilizzazione: dall’attenzione ad un corretto stile di vita all’adesione ai servizi di screening oncologico.

Le misure di prevenzione delle malattie femminili si traducono nelle campagne nazionali di indagine attualmente previste per “intercettare” in anticipo la presenza di tre diverse tipologie di tumori particolarmente diffuse:

  • Il tumore alla mammella, in forma invasiva o non invasiva, spesso si riconosce in un primo momento dalla presenza di un nodulo o di un’area ispessita del seno, spesso riconoscibile con l’autopalpazione Un campanello d’allarme che va approfondito, ma che non deve destare troppa preoccupazione: il 90% dei noduli non è in realtà una forma tumorale;
  • Seconda neoplasia di maggiore incidenza nelle donne è il cancro del colon-retto, che si può manifestare con la presenza di sangue nelle feci e variazioni importanti nelle evacuazioni intestinali. In questo caso la malattia consiste nella proliferazione delle cellule della mucosa nell’ultimo tratto dell’intestino;
  • È oggetto di screening anche il tumore della cervice uterina, causato dal papillomavirus Umano (HPV). Nel 2020 si sono registrati circa 2.400 nuovi casi in Italia. La malattia è una delle neoplasie più frequenti nella fascia giovanile: proprio per questo motivo dai 25 ai 30 anni l’esame di riferimento della campagna di screening è il Pap-test, che andrebbe eseguito a cadenza triennale.

Le malattie ginecologiche femminili

malattie invisibili delle donne

Nell’ambito dei disturbi ginecologici rientrano le malattie invisibili delle donne. Si tratta di patologie che provocano forte dolore, che spesso però non riceve la giusta attenzione e viene sottostimato: in molti casi infatti chi soffre di questa tipologia di patologie non riceve né una diagnosi corretta né una cura appropriata.

L’endometriosi è una di queste. Si manifesta provocando dolori simili a quelli da mestruazione e interessa circa il 10-15% delle donne in età riproduttiva e dal 30 al 50% di chi ha difficoltà a concepire. Ai fastidi fisici di questa patologia invalidante, che comporta anche sofferenza durante i rapporti sessuali e la defecazione, spesso si accompagnano ripercussioni psicologiche negative, causate dal fatto che il percorso per arrivare a una diagnosi è molto lungo e dispendioso in termini economici.

Anche la vulvodinia, caratterizzata da forte dolore e sensazione di bruciore durante i rapporti sessuali o dopo l’utilizzo di un tampone, fa parte delle malattie invisibili delle donne. Un fastidio cronico con cui è molto difficile convivere, che può manifestarsi a qualsiasi età, durante l’adolescenza così come in menopausa. Un mix di farmaci, trattamenti fisioterapici e un percorso di psicoterapia può rivelarsi utile per attenuare le sensazioni di malessere.

L’adenomiosi, infine, colpisce circa un quinto delle donne over 40 ed è provocata dalla presenza di endometrio nella parte muscolare dell’utero. Può provocare sanguinamento mestruale eccessivo, dismenorrea e anemia, associati a una condizione di dolore pelvico cronico.

Diritti riproduttivi in Italia

Prendere a cuore questi disturbi è una delle questioni chiave nelle attività di promozione dei diritti riproduttivi delle donne.

Negli ultimi anni molti Stati hanno mostrato una maggiore consapevolezza su questi temi, introducendo i diritti alla salute sessuale e riproduttiva all’interno della loro legislazione e mettendo in atto misure pensate per migliorare l’accesso ai servizi sanitari di base.

Gli obiettivi, in termini di diritto alla salute riproduttiva, sono ambiziosi. Stando a quanto messo in luce dall’UNFPA, entro il 2030 si mira infatti a soddisfare tutte le necessità di pianificazione familiare, oltre a ridurre le morti materne prevedibili e le violenze di genere, di cui fanno parte anche forme di abuso come la mutilazione dei genitali femminili.

Risulta importante, poi, lavorare sul diritto alla contraccezione e all’interruzione di gravidanza.

In Italia svolge un ruolo importante l’Aidos, Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, che ha potenziato il modello consolidato dei consultori esportandoli anche in altri Paesi. L’attività di supporto alle donne si traduce in particolare nel fornire servizi di assistenza ginecologica, psicologica e legale, oltre a consulenze sull’educazione sessuale e campagne di informazione. Un’azione quanto mai essenziale.