Shutdown autistico: che cos’è?

Shutdown autistico: che cos’è?

Significato, sintomi e consigli sul sovraccarico sensoriale

Shutdown autistico

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, che influenza vari aspetti della vita di un individuo, tra cui la comunicazione, il comportamento e la percezione del mondo circostante.

Nonostante la crescente sensibilizzazione e ricerca in questo campo, prevale ancora oggi un’immagine distorta di questa condizione nella percezione collettiva. Questa visione alterata nasce spesso da una mancanza di informazione adeguata e, in alcuni casi, da rappresentazioni da parte dei media inesatte, che tendono a enfatizzare aspetti particolari o estremi, piuttosto che fornire una visione completa.

Una delle esperienze meno comprese all’interno dello spettro autistico è quella dello “shutdown”: una reazione interna dovuta ad un sovraccarico sensoriale, emotivo e cognitivo. Questo termine deriva dall’informatica, e significa letteralmente “spegnimento”. Come un computer che va in overload necessita di essere spento per funzionare correttamente, così le persone con autismo possono avere bisogno di ritirarsi internamente, diventando così inaccessibili al mondo esterno. È importante ricordare che sia i bambini che gli adulti con autismo possono sperimentare shutdown, e la sua manifestazione può evolversi con il passare degli anni.

Ma quali sono le principali cause e i sintomi di questa reazione? Cosa bisogna fare durante lo shutdown? Facciamo chiarezza!

Autismo e shutdown: quali sono le cause?

Cause dello shutdown autistico

Lo shutdown autistico rappresenta una risposta di difesa del cervello di fronte a situazioni percepite come eccessivamente stressanti. Mentre le specifiche cause possono variare da individuo a individuo, esistono alcune situazioni comuni che possono scatenare questo fenomeno.

  • Sovraccarico sensoriale: le persone con autismo spesso percepiscono gli stimoli esterni in modo amplificato: rumori forti, luci intense o persino il contatto fisico possono risultare opprimenti. Quando questi stimoli diventano troppo intensi, lo shutdown può agire come un meccanismo di protezione per “spegnere” temporaneamente l’input sensoriale eccessivo.
  • Stress emotivo: situazioni sociali complesse, conflitti, tensioni o emozioni intense, sia positive che negative, possono essere difficili da gestire per una persona con autismo. In alcuni casi, l’incapacità di elaborare e comunicare questi sentimenti può culminare in uno shutdown.
  • Stanchezza e affaticamento: come chiunque altro, le persone con autismo possono affaticarsi, sia mentalmente che fisicamente. Questo esaurimento può essere accentuato dalle sfide quotidiane che affrontano nel navigare in un mondo non sempre adatto alle loro esigenze. Quando raggiungono un punto di affaticamento estremo, necessitano quindi di riprendere le energie necessarie, entrando in uno stato di shutdown.
  • Cambiamenti inaspettati: la routine e la prevedibilità sono spesso fondamentali per molte persone con autismo. Un cambiamento improvviso, che sia un cambio di programma o un imprevisto, può causare un senso di disorientamento e stress, portando potenzialmente ad uno shutdown.

È fondamentale sottolineare che lo shutdown non è un segno di debolezza o un comportamento “capriccioso“. È una reazione naturale e comprensibile a situazioni che possono essere travolgenti. Riconoscere e capire queste cause è il primo passo per offrire sostegno e comprensione.

Quali sono i sintomi dello shutdown autistico?

sintomi dello shutdown autistico

I sintomi e i segnali dello shutdown autistico possono variare da persona a persona. Mentre il meltdown si manifesta esternamente con reazioni fisiche, nello shutdown il blocco è vissuto internamente, e proprio per questo molto spesso l’episodio può passare inosservato. Ecco alcune tendenze generali che possono aiutare a identificarlo.

  • Ritiro dalla comunicazione e dalle interazioni sociali: l’individuo potrebbe smettere di parlare o rispondere a domande e sollecitazioni, anche se precedentemente era coinvolto nella conversazione. In molti casi, l’individuo preferisce ritirarsi in un luogo più tranquillo e meno affolato.
  • Sguardo assente: una persona in shutdown può avere uno sguardo fisso, vacuo o distante, come se fosse “lontana” o immersa nei propri pensieri, nonostante sia fisicamente presente. La persona può diventare anche meno reattiva agli stimoli esterni, come il suono, la luce o il contatto fisico.
  • Stato di sonnolenza: una persona in shutdown può sembrare stordita, apatica o addirittura sonnolenta, con una marcata riduzione dell’energia o dell’entusiasmo.
  • Difficoltà nella concentrazione: può diventare difficile per l’individuo in shutdown concentrarsi, seguire istruzioni o compiere attività che normalmente sarebbero in grado di svolgere.

Mentre questi sintomi possono essere indicatori di uno shutdown autistico, possono anche manifestarsi in altre circostanze o condizioni. L’aspetto chiave è notare un cambiamento repentino nel comportamento o nella reattività dell’individuo, in particolare in risposta a situazioni sovraccariche.

Cosa fare durante uno shutdown autistico?

Cosa fare durante uno shutdown autistico

Quando una persona con autismo sperimenta uno shutdown, la priorità dovrebbe essere garantire la sua sicurezza e benessere, oltre che a creare un ambiente che possa aiutarla a riprendersi. Per prima cosa, bisogna quindi ridurre gli stimoli esterni come per esempio spegnere la musica, abbassare le luci o trovare un luogo tranquillo dove la persona possa calmarsi.

Durante lo shutdown è fondamentale avere pazienza e aspettare che la persona emerga da questo stato secondo i suoi tempi, evitando di porre troppe domande o il contatto fisico diretto.

Ogni individuo è unico e l’approccio migliore è quello basato sull’empatia, la comprensione e il rispetto. Informarsi e prepararsi su come gestire uno shutdown autistico può fare una significativa differenza nella vita di chi vive con questa condizione.

Per maggiori informazioni sull’autismo, abbiamo elencato in questo articolo i suoi principali sintomi e le terapie per affrontarlo.