Sofia Jirau testimonial per Victoria’s Secret: è la prima modella con sindrome di Down

Sofia Jirau testimonial per Victoria’s Secret: è la prima modella con sindrome di Down

Sofia Jirau testimonial per Victoria’s Secret

Il marchio statunitense di lingerie Victoria’s Secret ha scelto Sofia Jirau, modella portoricana classe 1997 affetta da sindrome di Down, tra le testimonial per il lancio della nuova collezione di intimo “Love Cloud”.

È la prima volta che il brand assolda tra le fila delle sue professioniste una persona con la sindrome di Down. Per Sofia Jirau questo incarico è un vero traguardo: “Un giorno l’avevo sognato, ho lavorato per questo e oggi questo sogno diventa realtà”, scrive sui social la modella.

Finalmente il settore della moda inizia ad aprirsi ad una bellezza fuori dai soliti canoni e a disegnare prodotti pensati per tutte le donne. La nuova linea, infatti, celebra un’idea di femminilità più inclusiva e offre capi pensati per essere abbinati a diversi tipi di pelle, di forme e di misure.

Con questa campagna Victoria’s Secret testimonia una sensibilità più attuale, ma non è sempre stato così. Per anni sulle passerelle del brand di intimo hanno sfilato modelle che proponevano standard di bellezza irraggiungibili.

I lanci delle nuove collezioni di Victoria’s Secret sono sempre stati un vero e proprio evento, uno show in cui si metteva in mostra una femminilità stereotipata dalle taglie minuscole. L’idea di associare la magrezza, i tratti fisiognomici regolari e una particolare conformazione del corpo (ad esempio i fianchi stretti) alla bellezza assoluta ha fatto sentire inadeguate molte donne.

Se, da un lato, scegliere Sofia Jirau come nuova testimonial è indice di un cambio di prospettiva che auspichiamo venga condiviso non solo da Victoria’s Secret, dall’altro è anche un modo per il marchio di apparire più aperto e moderno, facendo leva sul tema della diversità. Ma è giusto cercare di riguadagnare credibilità agli occhi di alcune consumatrici in questo modo?

Ci auguriamo che tutte le donne che sognano un’idea di bellezza inclusiva possano sentirsi sempre più rappresentate dalla moda, al di là delle logiche commerciali e pubblicitarie.