Storia della depilazione femminile

Storia della depilazione femminile

Le origini di una pratica estetica molto diffusa

depilazione femminile

La depilazione femminile è una pratica estetica diffusissima e fortemente influenzata dalla pubblicità e dalla moda, ma che ha un’origine piuttosto recente.

Questa abitudine – nella sua versione moderna – risale infatti solo ai primi decenni del Novecento.

Con il tempo, gli orli delle gonne si sono progressivamente alzati, scoprendo maggiormente le gambe, mentre il mercato ha visto l’ingresso dei rasoi di sicurezza con lame intercambiabili (1901) e delle creme depilatorie istantanee (1919).
Le pagine delle riviste femminili si sono riempite di messaggi che promuovono la pelle liscia sotto le ascelle e sulle gambe. Un mix di fattori ha così favorito la diffusione della depilazione, vissuta spesso come un dovere estetico essenziale per non apparire sciatte o poco curate.

Quando le donne hanno cominciato a depilarsi?

In realtà la tecnica per eliminare i peli dal corpo affonda le sue radici nel passato. Tracce documentali attestano che questa pratica era presente già nell’antico Egitto, quando si impiegavano conchiglie e pietre affilate per lo scopo. Anche per Romani e Greci l’abitudine era parte integrante della routine estetica e chi non si sottoponeva al trattamento veniva deriso. Addirittura in Oriente tale tecnica era imposta dalla legge attraverso l’utilizzo di sostanze apposite.

L’affermazione della depilazione moderna cominciò con il Novecento.

Storia della depilazione femminileFece scalpore negli anni Venti, in Kansas, la storia di una giovane temeraria che provò a sperimentare il rasoio sulle gambe finendo per tagliarsi e diventando così protagonista della stampa locale. Si dovette aspettare quasi due decenni perché la depilazione femminile, complice la messa in commercio di creme ad hoc e rasoi, diventasse un vero e proprio obbligo sociale.

Come si depilavano le donne nel passato

L’evoluzione delle tecniche depilatorie si accompagna, come è facile intuire, ai progressi della scienza e della tecnologia. Bruciature ed escoriazioni oggi sono un brutto ricordo, ma in passato erano la normalità.

Se gli Egiziani impiegavano, come già accennato, pietre affilate e conchiglie, non mancavano cerette ante litteram, come quelle che sembra fosse solita utilizzare Cleopatra. Banditi anche dai Greci, i peli venivano eliminati con metodi piuttosto rudi: uno ad uno con una antesignana della pinzetta oppure bruciati con una candela.

Cerette e depilazione con filo sono arrivate fino a noi grazie al mondo arabo, che le ha perfezionate nei secoli. L’invenzione del rasoio si deve invece a Jean-Jacques Perret, che sagomò i bisturi e li perfezionò per l’uso depilatorio.

Dire no alla depilazione femminile

Ad alcune donne, tuttavia, l’attuale “dogma” della depilazione va stretto. Se negli anni Settanta lasciare la pelle al naturale era un simbolo di provocazione e ribellione, oggi si tratta di una scelta basata sulla consapevolezza e sul rispetto del proprio corpo.

Sui social media non mancano le pagine che inneggiano alla bellezza di gambe, ascelle e inguine al naturale. Su Instagram, ad esempio, la pagina Naturalgirlnation ospita foto e testimonianze di ragazze che preferiscono accettarsi così come sono, peli inclusi.

Hairy revolution, il movimento delle donne che non si depilano

Hairy revolution

Oggi sono dunque numerose le attiviste che associano la depilazione a uno dei tanti doveri estetici che la società patriarcale impone alle donne, in una sudditanza costante che vede i corpi femminili come un oggetto di proprietà.

La scrittrice catalana Bel Olid ne parla, ad esempio, nel libro “Contropelo. O del perché spezzare la catena di depilazione, sottomissione e odio verso di sé”.

Per combattere quella che viene definita la tirannia della ceretta, è nato così un movimento multiforme che ha i contorni di un trend, seguito anche da star e influencer. Questo fenomeno è stato ribattezzato dalla stampa hairy revolution ed è un inno alla libertà di scegliere cosa fare del proprio corpo.

Da Julia Roberts a Lourdes: le star che non si depilano

La prima attrice famosa a sdoganare pubblicamente le ascelle al naturale è stata Julia Roberts nel 1999. Una decisione che non ha mancato di attirare critiche, suscitando grande scalpore.

Ora, anche grazie ai social media, le cose stanno cambiando. E le star che dichiarano il loro disinteresse per la pelle liscia di gambe e braccia sono sempre più numerose. Si va dalla figlia di Madonna, Lourdes Maria Ciccone, a Miley Cyrus, per arrivare a Paris Jackson e Scout Willis.

Donne non depilate e moda

Timidi passi si stanno facendo in questo senso anche nel mondo della moda. La scelta no wax del brand Adidas, che ha lanciato una campagna dove una modella mostra ascelle non depilate, è stata accolta con stupore e rappresenta un cambio di passo importante.

D’altronde non mancano le modelle che, sui social media – Instagram, in primis – postano orgogliose foto dei propri peli. Un’icona come Leandra Medine sfoggia i suoi abbinamenti fashion non lesinando le inquadrature che ritraggono le gambe al naturale. Di nuovo Lourdes Maria Ciccone nell’ultima campagna di Calvin Klein si è fatta immortalare con i peli sulle ascelle. La modella curvy Ashley Graham durante la quarantena ha posato con il corpo non depilato, così come Emily Ratajkowski.

Depilazione sì o depilazione no? La risposta è personale e tale deve rimanere.

Ogni donna, e questa è la vera libertà, deve sentirsi libera di esprimersi senza canoni e dogmi predefiniti.