La violenza contro le donne: un problema ancora troppo diffuso

La violenza contro le donne: un problema ancora troppo diffuso

Le statistiche e la situazione in Italia e nel mondo

La violenza delle donne in Italia

La cronaca recente conferma purtroppo quanto la piaga dei femminicidi, insieme ai casi di violenza sulle donne, sia tristemente attuale nel nostro Paese.

Le vicende di Giulia Tramontano, 29enne incinta di 7 mesi del suo fidanzato e assassino, e Paola Romano, 58enne poliziotta uccisa da un collega probabilmente per motivi passionali, dimostrano come il problema sia ben lontano dall’essere risolto.

La violenza sulle donne in Italia: le statistiche

Tuttavia qualche segnale positivo c’è. I più recenti dati diffusi dal Ministero dell’Interno in merito a omicidi volontari e violenza di genere, aggiornati al 28 maggio 2023, dimostrano come i femminicidi siano in leggera diminuzione. Dall’inizio dell’anno, sono state 45 le donne uccise in Italia: in 37 casi l’omicidio ha avuto luogo in ambito affettivo/familiare, in 22 per mano del partner o dell’ex partner. Nello stesso periodo del 2022 i numeri erano rispettivamente 50, 44 e 25. Le statistiche sulla violenza contro le donne evidenziano dunque ancora un grave problema, ma danno adito a un minimo di speranza.

Tra i vari piani delle istituzioni per contrastare la violenza di genere, ce ne sono stati alcuni finanziati dai fondi di coesione dell’Unione Europea. Nel periodo 2014-2020 sono stati portati a termine 97 progetti con un investimento complessivo di 37,3 milioni di euro.

Parliamo di interventi di recupero di spazi dedicati, ma anche di servizi che possono facilitare e accompagnare il reinserimento nel mondo del lavoro. Gli investimenti più consistenti hanno permesso di restituire alla comunità immobili legati alla criminalità organizzata: oltre 22 milioni di euro per iniziative di questo tipo in Puglia, Calabria e Sicilia.

Sono poi stati stanziati anche 3,4 milioni di euro per un progetto a Catania, pensato per recuperare immobili pubblici con l’obiettivo di realizzare centri di accoglienza e integrazione di donne vittime di tratta.

Violenza sulle donne nella storia e nel mondo

violenza delle donne nel mondo

La violenza di genere nel mondo è una piaga antichissima, che coinvolge tutte le zone del pianeta.

Nella storia, infatti, si è affermato (con pochissime eccezioni) un sistema di società patriarcale, con l’uomo al centro e la donna relegata all’ambito familiare. Coloro che non si uniformavano erano spesso vittime di abusi. Basti pensare alla vicenda di Annia Regilla, aristocratica dell’Antica Roma, pestata a morte da un liberto del marito, Erode Attico, sospettato di essere il mandante dell’omicidio.

Solo nell’ultimo secolo, anche grazie al movimento femminista, le donne hanno potuto affrancarsi dalla sfera domestica: merito di conquiste come il diritto all’aborto e al divorzio e della crescita dell’occupazione.

La situazione è però diseguale nelle varie parti del mondo.

Come denunciato da Action Aid, si stima che il 35% delle donne abbia subito una violenza, di diverso tipo, almeno una volta nella vita. In molti Paesi la parità di genere è ancora lontana, le donne sono ancora escluse dal lavoro e spesso sono vittime di abusi tra le mura di casa, quasi sempre non denunciati alle autorità.

In Africa e in Asia meridionale è poi ancora molto diffusa la pratica delle spose bambine: si stima che oggi siano almeno 22 milioni in tutto il pianeta.

I simboli legati alla violenza contro le donne

Simbolo legato alla violenza contro le donne

La consapevolezza del fenomeno passa anche dai simboli adottati per dire “no alla violenza contro le donne”.

Uno dei più conosciuti è rappresentato delle “panchine rosse”. A partire dal 2016, quando un writer dipinse una panchina a Torino, queste sono ormai presenti nella maggior parte delle città italiane.

Un altro simbolo è quello delle scarpette rosse, spesso utilizzato per delicatezza sui media quando si tratta di casi di femminicidio, in cui non si mostrano le immagini delle vittime. In particolare nel 2009 un’artista messicana, Elina Chauvet, posizionò in una piazza ben 33 paia di scarpe femminili di colore rosso, appunto, per commemorare la sorella, uccisa dal marito giovanissima.